Violenza sulle donne, l’esempio di ONE Srl: il 100% di una parte del business alla lotta strutturata

Il Sociale


Ultimo aggiornamento:
12:14

Violenza sulle donne, l’esempio di ONE Srl: il 100% di una parte del business alla lotta strutturata

Dalla manifattura all’impatto sociale

Di Sara Barni

ONE Srl un industria impegnata Un’industria manifatturiera italiana sceglie di legare il 100% di una parte del proprio business alla lotta strutturata contro la violenza sulle donne

In un tempo in cui la responsabilità sociale d’impresa è spesso affidata a iniziative episodiche o a narrazioni rassicuranti, ONE S.R.L. compie una scelta diversa, netta, strutturale. ONE S.R.L. nasce come Impresa Benefit non per aderire a un modello di tendenza, ma per assumere una posizione chiara: un’azienda non opera in isolamento. Ogni decisione industriale produce effetti economici, sociali e culturali. Ignorarli è una scelta. Governarli è una responsabilità. In ONE S.R.L. il fatturato non è considerato un dato neutro. È lo strumento attraverso cui vengono definiti gli obiettivi. E quando un obiettivo è pianificato, misurato e perseguito, diventa un impegno reale. È in questo spazio che l’impresa smette di “fare del bene” e inizia ad assumersi un dovere. Da questa visione nasce Pitbull, un progetto strutturato e continuativo di contrasto alla violenza sulle donne. Non una campagna. Non una donazione occasionale. Ma un sistema integrato, inserito nella governance aziendale, con una dimensione abitativa, formativa e di advocacy. ONE S.R.L., azienda manifatturiera che produce presidi medici, chirurgici e dispositivi medici, ha scelto di legare Pitbull a ciò che conosce meglio: la produzione industriale. Da qui nascono le linee Home e Wellness, prodotti per la detergenza, la disinfezione e la cura della persona, destinati al mercato B2C.

Prodotti quotidiani. Essenziali. Trasversali.

Il 100% del ricavato delle linee Home e Wellness viene integralmente destinato al progetto Pitbull, in modo tracciabile, verificabile e trasparente. Nel bilancio aziendale sono chiaramente identificabili i conti Benefit e quelli dedicati al progetto, rendendo l’impegno non solo dichiarato, ma dimostrabile. Attraverso questi prodotti, il progetto entra ogni giorno nelle case. In un luogo neutro, intimo, sicuro. È lì che il tema della violenza sulle donne smette di essere astratto e diventa responsabilità collettiva.

INTERVISTA alla CEO: HELLA SORAYA COLLEONI

Industria, responsabilità pubblica e impegno strutturato contro la violenza sulle donne

Se ONE S.R.L. non fosse definita da ciò che fa, ma dal perché esiste, cosa diresti?
ONE S.R.L. nasce come Impresa Benefit per una scelta consapevole e impegnata dei soci fondatori. Il modello Benefit rappresenta per noi il punto di incontro tra attività imprenditoriale e responsabilità pubblica. Ogni impresa è espressione del territorio e dell’ecosistema in cui opera. Essere Impresa Benefit significa riconoscere questo legame e assumersi il dovere di intervenire quando emergono vulnerabilità strutturali. ONE S.R.L. nasce dalla convinzione che un’azienda che genera fatturato e cash flow disponga anche degli strumenti concreti per contribuire al cambiamento, individuando le fragilità del proprio contesto e impegnandosi in modo strutturato per ridurle.

Quando il fatturato smette di essere solo un numero e diventa una responsabilità?
I numeri sono i maestri delle decisioni. Fare impresa significa lavorare su previsioni, programmazione, obiettivi e risultati misurabili. In questo senso il fatturato non è un dato astratto, ma lo strumento che consente di definire priorità e valutare l’efficacia delle scelte aziendali. Il fatturato nasce per raggiungere obiettivi. La questione centrale non è il numero in sé, ma quali obiettivi vengono definiti dietro quel fatturato. Quando un’azienda pianifica e governa i propri risultati, la responsabilità è intrinseca al fatturato stesso. In ONE S.R.L. il fatturato è ragionato. Gli obiettivi economici e quelli di responsabilità sociale non sono separati, ma progettati all’interno dello stesso impianto decisionale, in coerenza con il modello di Impresa Benefit.

In un sistema che vive di visibilità, cosa significa scegliere di fare del bene senza raccontarlo?
Significa prima di tutto interrogarsi sul linguaggio. L’espressione “fare del bene” richiama l’idea dell’aiuto, che per sua natura è discrezionale. Un gesto positivo, ma che resta una concessione. Ridefinire l’impegno in termini di dovere cambia radicalmente la prospettiva. Quando l’azione è un dovere, non genera dipendenza né gratitudine obbligata. Diventa qualcosa di dovuto e, per chi la riceve, un diritto. Questa è la differenza tra un intervento occasionale e una responsabilità strutturale. In questo senso, scegliere di non raccontare tutto non è una rinuncia alla comunicazione, ma una scelta di coerenza. L’impegno non è solo dichiarare un’intenzione, ma governare le conseguenze delle proprie decisioni, anche quando i risultati non sono quelli attesi e richiedono di rivedere strumenti e modalità per raggiungere l’obiettivo.

Se il valore di un’impresa sta anche in ciò che fa quando nessuno guarda, cos’è oggi il successo?
La definizione di successo è soggettiva. Per me il successo non è la fama, non è l’apparire, non è l’immagine. Il successo è il raggiungimento degli obiettivi, indipendentemente dal rumore che li accompagna. Alcuni obiettivi si raggiungono in tempi brevi, altri, come quelli industriali e strutturali, richiedono medio e lungo termine. In questi casi la determinazione non è sufficiente: servono capacità, pazienza e visione, perché le scelte più complesse si traducono in decisioni impegnative. La scelta di essere un’Impresa Benefit che opera come azienda di capitali, capace di raggiungere obiettivi economici e al tempo stesso realizzare obiettivi di impegno sociale strutturati, rappresenta una misura concreta di successo. Il successo reale è quando gli obiettivi raggiunti generano cambiamento, attivano processi e rendono possibile la realizzazione di ulteriori obiettivi, ampliando l’impatto oltre l’azione della singola impresa.

Come assicurare la sostenibilità di un tale progetto sociale in un’azienda manifatturiera come ONE S.R.L.?
La sostenibilità di un progetto sociale, soprattutto in un’azienda manifatturiera, non si garantisce con iniziative isolate, ma integrandolo nei processi industriali e decisionali dell’impresa. La manifattura vive di pianificazione, continuità e controllo. Gli stessi principi devono valere anche per l’impegno sociale.

In ONE S.R.L. la sostenibilità del progetto passa dalla sua strutturazione: obiettivi chiari, integrazione nella programmazione aziendale e coerenza con il modello economico. L’impegno sociale non è esterno al business, ma governato con lo stesso rigore con cui vengono gestiti produzione, investimenti e crescita.

Come in ONE S.R.L. avete realizzato concretamente questo obiettivo di sostenibilità e continuità?
In ONE S.R.L. abbiamo lavorato fin dall’inizio sulla struttura. L’obiettivo di sostenibilità e continuità è stato definito all’interno della governance aziendale, partendo da una missione sociale chiara e complessa. Questa missione prende forma nel progetto Pitbull, concepito come un sistema articolato e non come una singola iniziativa. Il progetto comprende una struttura abitativa e formativa, attività di advocacy e piani di azione concreti, raccolti sotto il nome WonderOne. Fin dall’inizio è stato evidente che, per affrontare in modo serio il tema della violenza sulle donne, la continuità del progetto fosse una condizione imprescindibile. Come azienda manifatturiera, la scelta del modello di sostenibilità è stata coerente con l’identità industriale di ONE S.R.L., che produce presidi medici, chirurgici e dispositivi medici. Da qui nasce la decisione di legare il progetto Pitbull a prodotti di utilizzo quotidiano, essenziali e trasversali, in grado di garantire diffusione e continuità nel tempo. Il ragionamento si è articolato su tre criteri principali: individuare prodotti legati a bisogni costanti, definire un target B2C per una diffusione capillare del messaggio di contrasto alla violenza di genere e valorizzare ambiti produttivi coerenti con il know-how industriale di ONE S.R.L. Da questo processo sono nate la linea Home, dedicata alla detergenza e alla disinfezione domestica, e la linea Wellness, dedicata alla cura della persona. Prodotti che entrano quotidianamente nelle case e rappresentano il punto di contatto più naturale tra capacità produttiva, sostenibilità economica e impegno sociale. Essendo un’Impresa Benefit, la sostenibilità dell’impegno deve essere dimostrabile anche attraverso la trasparenza finanziaria. Nel bilancio di ONE S.R.L. sono chiaramente visibili il conto Benefit, il conto contabile Benefit e i conti dedicati agli incassi destinati alla costruzione della struttura e alle campagne del progetto Pitbull. Il 100% del ricavato delle linee Home e Wellness viene integralmente riversato sul conto Benefit ed è destinato esclusivamente alla realizzazione del progetto Pitbull contro la violenza sulle donne. In questo modo l’impegno sociale non è solo dichiarato, ma tracciabile, 5 verificabile e strutturalmente legato all’attività industriale di ONE S.R.L. Attraverso l’identità dei prodotti e la loro presenza quotidiana nelle case, il progetto entra in un luogo neutro e sicuro come la dimensione domestica, contribuendo a portare il tema della violenza sulle donne nella vita quotidiana come responsabilità collettiva.

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