L’apertura dei colloqui trilaterali ad Abu Dhabi tra Russia, Stati Uniti e Ucraina si trasforma immediatamente in un complesso duello diplomatico. Nonostante il clima di attesa per l’avvio dei negoziati negli Emirati Arabi Uniti, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha gelato le speranze di una risoluzione rapida ribadendo che la condizione fondamentale per la parte russa resta il ritiro totale delle forze armate ucraine dal Donbass. Una posizione netta che arriva proprio mentre le delegazioni iniziano a confrontarsi su un doppio binario, militare ed economico, per tentare di tracciare una via d’uscita dal conflitto.
Il “passo avanti” di Zelensky e il nodo del colloquio con Trump
Le dichiarazioni di Mosca giungono a poche ore di distanza dai segnali di apertura lanciati da Volodymyr Zelensky. Il leader ucraino, reduce da un intenso confronto con il presidente statunitense Donald Trump a Davos, aveva descritto l’avvio del vertice di Abu Dhabi come un necessario «passo avanti verso la fine della guerra». In un messaggio vocale inviato ai media internazionali, Zelensky aveva sottolineato l’importanza di non restare fermi, definendo la questione del Donbass come il punto focale della discussione trilaterale e auspicando un confronto costruttivo sulle diverse visioni delle parti coinvolte.
La struttura dei negoziati e le delegazioni in campo
La rigidità della posizione russa è confermata anche dalla composizione della delegazione inviata ad Abu Dhabi. Peskov ha infatti annunciato che il gruppo di lavoro responsabile della sicurezza è composto esclusivamente da alti rappresentanti del Ministero della Difesa, segnale che Mosca intende trattare i termini del cessate il fuoco su basi prettamente militari. Parallelamente, un secondo gruppo guidato dall’inviato Kirill Dmitriev si occuperà dei dossier economici, interfacciandosi con l’omologo statunitense Steve Witkoff. Questo sdoppiamento dei tavoli negoziali suggerisce una trattativa che, seppur complessa, punta a toccare ogni aspetto della futura stabilità regionale.
Prospettive e incertezze del vertice negli Emirati
I negoziati, che proseguiranno per tutta la giornata odierna e potenzialmente anche domani, restano appesi al difficile equilibrio tra le richieste di Mosca e la volontà di Kiev di non cedere territori strategici. Se da un lato Zelensky vede nel dialogo un’opportunità per sbloccare lo stallo bellico, dall’altro la linea di Peskov conferma che per la Federazione Russa non può esserci accordo senza una modifica sostanziale degli assetti sul campo nel Donbass. Il vertice di Abu Dhabi si conferma dunque un test cruciale per la diplomazia internazionale, sospeso tra la speranza di un progresso concreto e l’intransigenza dei paletti posti dal Cremlino.
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