Ciclone Harry, Musumeci dopo il CdM: “Serve una nuova cultura del rischio, lo Stato farà la sua

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri allo stato d’emergenza per i territori colpiti dal ciclone Harry, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha fatto il punto sulla situazione, rispondendo alle polemiche emerse nei giorni scorsi e delineando i prossimi passi dell’intervento governativo.

«Ci sono state alcune polemiche con gli imprenditori – ha spiegato Musumeci – ma stiamo cercando di riportare un clima di serenità». Il ministro ha poi rivolto un appello al mondo assicurativo: «Faccio affidamento sul buonsenso delle compagnie di assicurazione, perché se vogliamo aprire un grande capitolo su una nuova cultura del rischio è necessario che una mano aiuti l’altra».

Avremo “un incontro nei prossimi giorni con Anas e con Ferrovie, perché occorrerà rivedere anche la collocazione del sedime ferroviario e del sedime stradale. Le mareggiate torneranno, questo ormai lo abbiamo scoperto, sono arrivate già a casa nostra, e quindi non possiamo immaginare che un sedime ferroviario possa essere collocato a cinque metri dal mare. Non possiamo più farlo, almeno in molte parti”.

Sul fronte della stima dei danni, Musumeci ha chiarito che i dati forniti dalle Regioni non possono ancora essere considerati definitivi. «Le stime le hanno fatte i presidenti di Regione – ha detto – ma non sono attendibili, perché si tratta di valutazioni necessariamente approssimative, come gli stessi governatori hanno ammesso». La prima quantificazione parla di 1 miliardo e 241 milioni di euro, una cifra che potrebbe aumentare con l’avanzare delle verifiche sul campo. Il ministro ha sottolineato come in alcune aree possano essere state danneggiate anche cubature inizialmente non previste o abusive e successivamente sanate, precisando però che il controllo spetta in primo luogo ai sindaci e poi alle Regioni, chiamate in alcuni casi a rivedere e disciplinare la pianificazione urbanistica.

«Con questa mareggiata – ha osservato – abbiamo imparato che tante cose fatte nel passato con leggerezza e superficialità non possono più essere tollerate, né da questo governo né, mi auguro, da quelli che verranno». Quanto alle risorse immediate, Musumeci ha confermato che il governo ha già stanziato 100 milioni di euro per far fronte alle somme urgenze attivate dai sindaci. «Adotteremo poi tutti i provvedimenti necessari – ha aggiunto – cercando di capire quante centinaia di milioni serviranno realmente. Le risorse verranno erogate progressivamente, in base all’avanzamento dei lavori: non possiamo impegnare fondi che poi rischiano di non essere utilizzati». Un approccio, quello ribadito dal ministro, che punta a coniugare rapidità negli interventi e rigore nella gestione delle risorse pubbliche, mentre i territori colpiti dal ciclone Harry avviano la difficile fase della ricostruzione.

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