In un’intervista telefonica al Wall Street Journal, Donald Trump sembra aprire all’ipotesi di ritirare l’Ice da Minneapolis, pur senza indicare la tempistica. “A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale”, ha detto il presidente americano. Alla domanda se gli agenti se ne sarebbero andati presto, ha elogiato quanto l’amministrazione ha già fatto in Minnesota e ha risposto: “Lasceremo lì un gruppo diverso di persone per la frode finanziaria”. Trump ha indicato un vasto scandalo di frode ai servizi sociali nello Stato come giustificazione per l’intensificazione dei controlli sull’immigrazione.
Un eroe o un terrorista: guerra di narrazioni sull’uccisione di Pretti
“Un eroe”, per i genitori, gli amici e i colleghi e molti americani che scendono in piazza. Un “terrorista domestico” per il governo Usa. È guerra di narrazioni sull’uccisione di Alex Pretti, il 37enne infermiere italo-americano morto sabato a Minneapolis con una decina di proiettili sparati a bruciapelo da uno o forse più agenti della polizia di frontiera durante una retata dell’Ice, l’agenzia anti immigrazione. Una contrapposizione che accresce le divisioni e le tensioni in un clima già da guerra civile per alcuni, mentre il il governatore del Minnesota Tim Walz mobilita la guardia nazionale per cercare di mantenere la calma in città.
“E’ colpa dei Dem”
Donald Trump scarica la colpa di quanto successo a Minneapolis sui Dem, accusandoli non solo di collaborare con gli agenti federali – a differenza di quanto degli stati repubblicani – e di incoraggiare “agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le loro operazioni per arrestare i peggiori dei peggiori”. “Così facendo – scrive su Truth – i Dem stanno mettendo i criminali immigrati illegali al di sopra dei cittadini contribuenti e rispettosi della legge, e hanno creato circostanze pericolose per tutti i soggetti coinvolti. Tragicamente, due cittadini americani hanno perso la vita a causa di questo caos provocato dai Democratici”. “Durante i quattro anni del corrotto Joe Biden e della fallimentare leadership democratica – sostiene il presidente – decine di milioni di criminali immigrati illegali sono affluiti nel nostro Paese, inclusi centinaia di migliaia di assassini condannati, stupratori, rapitori, trafficanti di droga e terroristi”.
“Ho vinto le elezioni – prosegue – con una storica vittoria schiacciante, e i Repubblicani hanno ottenuto la maggioranza sia alla Camera sia al Senato, in gran parte perché ci siamo impegnati a sigillare il confine, cosa che abbiamo fatto, e ad avviare la più grande deportazione di massa di criminali immigrati illegali nella storia americana. Questo sforzo di deportazione è in corso e, nelle città e negli Stati guidati dai Repubblicani, queste operazioni si svolgono in modo pacifico e ordinato, perché alle forze dell’ordine locali è consentito collaborare con le loro controparti federali. Ad esempio, nei cinque Stati guidati dai Repubblicani — Texas, Georgia, Florida, Tennessee e Louisiana — l’Ice ha arrestato 150.245 criminali immigrati illegali nell’ultimo anno, con zero proteste, rivolte o caos. Perché? Perché la polizia locale e l’Ice cooperano e lavorano insieme”. “Nel frattempo, le città e gli Stati santuario guidati dai Democratici rifiutano di cooperare con l’Ice e stanno addirittura incoraggiando agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le loro operazioni per arrestare i peggiori dei peggiori!”, conclude, puntando il dito sull’opposizione.
Trump difende l’agente che ha sparato e critica Pretti
Trump si è rifiutato di dire se l’agente federale che ha sparato mortalmente abbia agito in modo appropriato e ha affermato che l’amministrazione sta esaminando l’incidente. In una breve intervista telefonica con il Wall Street Journal, il tycoon non ha risposto direttamente quando gli è stato chiesto per due volte se l’agente che ha sparato ad Alex Pretti avesse agito correttamente. Incalzato ulteriormente, il presidente ha dichiarato: “Stiamo esaminando e valutando tutto e prenderemo una decisione al riguardo”. Finora lui e i massimi esponenti dell’amministrazione hanno difeso pubblicamente l’agente.
Trump ha criticato Pretti per aver portato un’arma durante le proteste. “Non mi piace sparare. Non mi piace”, ha aggiunto il presidente nell’intervista. “Ma non mi piace quando qualcuno partecipa a una protesta e ha una pistola molto potente, completamente carica, con due caricatori pieni di proiettili. Anche questo non è un buon segno”, ha spiegato. Trump ha affermato che Pretti portava con sé “un’arma molto pericolosa, un’arma pericolosa e imprevedibile”, aggiungendo: “E’ un’arma che spara quando la gente non se ne accorge”. Il Dipartimento della Sicurezza interna ha riferito che Pretti portava con sé una pistola semiautomatica calibro 9 mm.
Un giudice Usa boccia la revoca di status a 8.400 immigrati da 7 paesi sudamericani
Intanto un giudice federale ha bloccato il tentativo dell’amministrazione Trump di revocare lo status legale a oltre 8.400 familiari di cittadini statunitensi e titolari di carta verde che si sono trasferiti negli Stati Uniti da sette paesi dell’America Latina. Il giudice distrettuale statunitense Indira Talwani, con sede a Boston, ha emesso un’ingiunzione preliminare che impedisce al Dipartimento per la Sicurezza interna di porre fine al permesso umanitario concesso a migliaia di persone provenienti da Cuba, Haiti, Colombia, Ecuador, El Salvador, Guatemala e Honduras.
Bill Clinton, ‘Trump mente, cittadini Usa si alzino e parlino’
L’ex presidente americano Bill Clinton ha esortato gli americani a “alzarsi e parlare”, denunciando le “scene orribili” di Minneapolis dove due cittadini Usa sono stati uccisi da agenti dell’Ice. “Spetta a tutti noi che crediamo nella promessa della democrazia americana alzarci e parlare”, ha detto l’ex leader democratico aggiungendo che l’amministrazione Trump “ci ha mentito” sulle due morti.
Gli Obama, Minneapolis sia un campanello d’allarme
L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama (2009-2017) e sua moglie, Michelle Obama, hanno dichiarato in una nota che la morte di un residente di Minneapolis per mano di un agente federale dell’immigrazione «dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti gli americani, indipendentemente dalla loro affiliazione politica», e hanno criticato l’amministrazione Trump per aver «aggravato la situazione».
«Le forze dell’ordine federali e gli agenti dell’immigrazione hanno un compito difficile. Ma gli americani si aspettano che svolgano i loro doveri in modo legale e responsabile e che cooperino con le autorità statali e locali, anziché opporsi, per garantire la sicurezza pubblica», hanno sottolineato l’ex presidente democratico ed ex first lady nella dichiarazione condivisa sui social media.
Gli Obama sottolineano che in Minnesota la situazione è «esattamente l’opposto», poiché da settimane la gente in tutto il Paese è «indignata» per il fatto che gli agenti «mascherati» dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) «agiscano impunemente e utilizzino tattiche che sembrano concepite per intimidire, molestare, provocare e mettere in pericolo i residenti di una grande città americana». Tattiche che, sottolinea la coppia democratica, hanno portato «alla sparatoria mortale di due cittadini americani».
Sempre a Minneapolis, il 7 gennaio, gli agenti dell’ICE hanno sparato e ucciso una donna di 37 anni, Renee Good, nel suo veicolo durante un’operazione.
Gli Obama si sono espressi contro le azioni dell’amministrazione Trump: «Invece di tentare di imporre un po’ di disciplina e responsabilità agli agenti che hanno schierato, il presidente e gli attuali funzionari dell’amministrazione sembrano desiderosi di inasprire la situazione, offrendo al contempo spiegazioni pubbliche per le sparatorie di Pretty e Renee Good che non si basano su alcuna indagine seria e sembrano essere direttamente contraddette dalle prove video».
«Nel frattempo, ogni americano dovrebbe sostenere e trarre ispirazione dall’ondata di proteste pacifiche a Minneapolis e in altre parti del Paese. Sono un promemoria tempestivo che, in ultima analisi, spetta a ciascuno di noi, come cittadini, denunciare l’ingiustizia, proteggere le nostre libertà fondamentali e chiedere conto al nostro governo», conclude la dichiarazione.
Senatore alleato di Trump presenta una legge contro le città santuario
Il senatore repubblicano Lindsey Graham, stretto alleato di Donald Trump, ha dichiarato di voler presentare una proposta di legge per porre fine alle “città santuario”, affrontando quella che molti suoi colleghi di partito considerano la causa principale del clima di tensione a Minneapolis. Lo scrive il Wall Street Journal.
Il Governatore del Minnesota respinge l’idea
Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha respinto la richiesta dell’amministrazione Trump di abrogare le cosiddette politiche ‘santuario’ (quelle che tutelano i migranti, ndr) e di condividere Medicaid, assistenza alimentare e dati elettorali con il governo federale per “porre fine al caos in Minnesota”. Lo scrive la Cnn. “Non è un tentativo serio”, ha dichiarato Walz. Il Procuratore Generale Pam Bondi ha inviato una lettera a Walz sabato esortandolo ad abrogare le politiche di asilo e a consentire alla Divisione per i Diritti Civili del Dipartimento di Giustizia di accedere alle liste elettorali dello Stato. Il Presidente Donald Trump ieri ha ribadito le richieste, invitando i Democratici del Minnesota a “collaborare formalmente con l’amministrazione Trump per far rispettare le leggi della nostra nazione, piuttosto che resistere e alimentare le fiamme della divisione, del caos e della violenza”.
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