Lazio, Lotito: «Folle bloccarci il mercato, per fortuna avevo speso 117 milioni. Torti arbitrali colpa anche della tifoseria, ecco le…

Lazio, Lotito: «Folle bloccarci il mercato, per fortuna avevo speso 117 milioni. Torti arbitrali colpa anche della tifoseria, ecco le promesse a Sarri»

Lotito parla ai cronisti presenti a margine della cena di Natale della Lazio
di Niccolò Faccini
4 Minuti di Lettura
martedì 16 dicembre 2025, 09:37
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La cena di Natale della Lazio conferma la serenità del clima in casa biancoceleste. Presso la collaudata sede di Spazio Novecento i calciatori sono stati accompagnati dalle rispettive dolci metà e, dopo aver mangiato, hanno partecipato al consueto taglio della torta. A prendere la parola, come ogni anno, è il presidente Claudio Lotito, che dal palco si è esibito in alcuni proclami. I toni sono forti e vigorosi. «Questa è una società di combattenti, in campo i ragazzi stanno dimostrando di essere orgogliosi di indossare i nostri colori. Noi vogliamo essere la prima squadra della Capitale, e lo saremo!», ha gridato il patron prima di fare una promessa a Sarri e calciatori. «Lo dico a mister Sarri: noi siamo fiduciosi per il futuro. Abbiamo un appeal internazionale, anche oltreoceano. Domani mio figlio suonerà la campanella al NASDAQ, sarà la seconda volta nella storia per una squadra di calcio. Faremo lo stadio Flaminio, ultimeremo i lavori dell’Academy e renderemo la squadra più competitiva senza mortificare chi fa già parte dell’organico». In chiusura di discorso, insomma, una piccola promessa. «La società non si sottrarrà alle iniziative volte a integrare la squadra. Qui puntiamo sul merito, abbiamo un DNA diverso dagli altri. In estate ci hanno fatto un torto serio sul mercato. Dicono che stiamo fallendo, ma non ci sono rischi di insolvenza. Abbiate fiducia, parleranno i fatti».

LA FERITA ESTIVA – Il presidente è un fiume in piena, e prosegue in zona mista. L’estate senza poter operare è ancora una ferita aperta. «Il blocco del mercato è incomprensibile. Per fortuna in passato avevo fatto una compagna acquisti importante, spendendo ben 117 milioni, altrimenti non avremmo avuto neppure la squadra per giocare. Ma il danno è stato enorme: avrei ceduto due calciatori a cifre elevate, ero in trattativa per venderne altri due per 50 milioni complessivi. Non abbiamo potuto comprare calciatori neanche per il settore giovanili, cose dell’altro mondo! L’indicatore serviva per evitare il fallimento dei club, e noi non avevamo questo rischio. Un mio amico, direttore di una banca, pensava che fossero pazzi. Abbiamo avuto un danno reputazionale e di immagine che qualcuno ha usato strumentalmente per andarmi contro.

Nessuno ha mentito, io non ho nascosto nulla: noi eravamo semplicemente convinti che nella peggiore delle ipotesi avremmo fatto un mercato a saldo zero», ha spiegato ai cronisti presenti. «Il parametro ha penalizzato solo la Lazio perché siamo una società virtuosa che non chiede prestiti, non ha leasing, bond, non si indebita. Il nostro mercato non doveva essere bloccato! Dicono che avrei dovuto fare un aumento di capitale per sbloccare la situazione, ma di certo non potevo immettere a vuoto 115 milioni per comprare nuovi calciatori per un club che non ha bisogno di ricapitalizzazioni. Vi accorgerete che l’80% delle squadre avrà problemi, sono tutte avvelenate», ha ribadito con fermezza.

GENNAIO E TIFOSERIA – A margine dell’evento, il numero uno del club si è espresso in maniera concitata e veemente, respingendo qualsivoglia scenario negativo. «Voi dite che dovremo fare plusvalenze a gennaio per evitare blocchi estivi, ma io sono abituato a fasciarmi la testa quando me la sono rotta. Sono fiducioso che in vista di gennaio la nuova commissione analizzi i conti e faccia le opportune valutazioni». A chi gli chiede di mandare un messaggio distensivo ai tifosi, Lotito risponde perentoriamente. «Qui il tradito sono io, quando mettono in giro voci che vorrebbero la Lazio in vendita. Il club non è scalabile, purtroppo devono sopportarmi. Mi minacciano di morte e io dovrei fare un passo verso di loro?! Quando realizzano striscioni di protesta anche a valenza politica, mi rafforzano. Sono loro a creare un clima di tensione, che poi penalizza la squadra. I recenti arbitraggi sono responsabilità anche della tifoseria, che non è compatta. Non mi permetto di giudicare l’operato degli arbitri, ma chi guarda le partite sa bene cosa sta succedendo». Il Senatore rivendica le migliorie del centro sportivo e i sei trofei della presidenza, e rilancia. «Da fuori c’è chi fomenta odio, mi auguro per loro che non ci sia una cabina di regia occulta. All’interno la squadra è serena, tutti hanno preso lo stipendio puntualmente», ha concluso. Sugli obiettivi di campo Lotito non si sbilancia. «Fare previsioni è sempre errato, ma la squadra ha ritrovato la voglia di stare insieme. Il gruppo è affiatato e si è messo alle spalle le avversità».

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2026-07-31 07:59:52

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