Marchetti: «La fede mi ha salvato la vita, ero depresso. Coppa Italia? Siamo diventati immortali. Blessin odiava gli italiani»

Marchetti: «La fede mi ha salvato la vita, ero depresso. Coppa Italia? Siamo diventati immortali. Blessin odiava gli italiani»

Le parole dell’ex portiere della Lazio

Marchetti: «La fede mi ha salvato la vita, ero depresso. Coppa Italia? Siamo diventati immortali. Blessin odiava gli italiani»
4 Minuti di Lettura
mercoledì 17 dicembre 2025, 11:57

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Federico Marchetti, ex portiere della Lazio, tra le altre, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, dove ha ripercorso tutta la sua carriera, commentando diversi avvenimenti che ha vissuto. Il portiere ha infatti messo in luce, tra la Sardegna e Roma, prestazioni importanti, affermandosi in quelle stagioni, come uno dei migliori in Serie A nel suo ruolo. Poi, il buio. Alcune vicende extra calcistiche che lo hanno messo in difficoltà, ostacolando il suo percorso. Ha affrontato temi come l’importanza della fede, le gioie con la maglia biancoceleste e le difficoltà di fine carriera. Ecco cosa ha detto

I successi con la Lazio

Dopo un inizio molto promettente al Cagliari, Marchetti è passato alla Lazio, dove è riuscito a levarsi diverse soddisfazioni, tra cui la vittoria in finale di Coppa Italia contro gli storici rivali della Roma: «Gli anni alla Lazio? Magici. Ancora oggi capita per strada di incontrare chi mi ferma e racconta ai figli: “Lui era il portiere della finale del 2013”. Siamo diventati immortali con quella vittoria». Nonostante quella grande soddisfazione, l’addio dalla Capitale è stato amaro: «Roma è una piazza complicata, fai un errore e ti mettono in croce. Ricordo i commenti: “Mo’ questo si deprime di nuovo”. Poi c’erano voci su di me che uscivo la sera e avevo vizi particolari: tutte bugie. Ma capisco che uno che fa uso di cocaina faccia fare più click di un depresso». Ha poi comunque voluto sottolineare che il sentimento per la Lazio è sempre stato molto forte: «Roma è casa mia. Ci vivo ancora. Quelle lacrime furono un gesto doveroso, anche se vestivo un’altra maglia in quel momento.

Era la prima volta che tornavo all’Olimpico. I tifosi rossoblù non la presero bene, mi venne dato del laziale».

La forza nella fede

Come è successo a diversi sportivi, Marchetti ha trovato nella fede, la forza per rialzarsi, affrontando le tante difficoltà che lo hanno ostacolato in carriera: «Potrei farle tanti esempi in cui mi ha salvato, ma gliene voglio citare uno. Quando avevo vent’anni, ero in macchina con due compagni di squadra e un tir invase la nostra corsia. Ho visto la morte in faccia. Poi c’è stato come un bagliore e ci siamo salvati... È stato un intervento divino. Eravamo in mezzo alle fiamme, ma illesi».  Oltre a quell’episodio, in generale, la fede è stata centrale per poter uscire dalle difficoltà: «È stata fondamentale. Ero depresso, non ho vergogna nel dirlo. Avevo smarrito me stesso, non riuscivo nemmeno più a tuffarmi tra i pali».

Il rapporto con Cellino

Prima di approdare alla Lazio, Marchetti ha mosso i primi passi in Serie A al Cagliari, dove ha avuto diversi problemi con il presidente Cellino: «Ho subìto un mobbing camuffato. Mi allenavo con la prima squadra, ma non venivo mai convocato. Tornavo dal Mondiale in Sudafrica, in cui ho fatto pure due presenze, e mi fu addossata la colpa di aver detto che mi sarebbe piaciuto giocare la Champions. Tutto qui. Da lì è iniziata una guerra senza fine. Pensi che in tribunale mi presentai con un vestito viola per far innervosire Cellino: aveva gli occhi sbarrati». 

La fine con Blessin

Gli ultimi anni di carriera sono stati i più difficili per Marchetti, che si è ritrovato a dover convivere con un allenatore dal carattere difficile: Blessin. «È il peggior allenatore mai visto. Ci trattava di m… e ci umiliava in continuazione, anche singolarmente». Ha anche aggiunto che:«Prendeva i giocatori e li insultava. Odiava gli italiani. Calafiori lo massacrava, gli diceva che era un “italian bastard”. Soffriva me, Criscito e Behrami. Infatti, non è un caso che Pandev scelse di accettare il Parma in Serie B pur di scappare. Blessin lo umiliava in continuazione. Lui è andato via prima di mettergli le mani addosso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2026-01-04 12:15:16

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