Sud Italia, due imprese su tre prevedere fatturato in crescita

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Sono due su tre le medie imprese del Sud che prevedono di chiudere l’anno con un fatturato in crescita. Al Nord il tasso di ottimismo si abbassa in modo significativo. In questa fase le imprese del Mezzogiorno dimostrano anche più propensione ad aprirsi ai nuovi mercati internazionali e più attenta alla transizione ecologica.
LE CIFRE
Ieri a Matera è stato presentato il rapporto «Scenario competitivo, Esg e innovazione strategica nelle medie imprese del Mezzogiorno» di Area studi di Mediobanca, Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere. La ricerca mette a confronto le medie imprese del Sud Italia con quelle delle altre regioni. Questa realtà produttiva al Sud è composta da 408 società di capitali a controllo familiare italiano, ciascuna con una forza lavoro compresa tra 50 e 499 unità e un volume di vendite tra i 19 e i 415 milioni di euro, e che ha generato l’11,8% del valore aggiunto manifatturiero dell’area.
Nel 2024 il fatturato delle medie imprese del Sud è cresciuto dell’1,8%, in controtendenza rispetto al resto del Paese dove, al contrario, queste aziende hanno registrato una contrazione dell’1,7%. Nel decennio precedente, l’aumento è stato del 78,1%, contro il 52,8% degli altri territori: ora sono il 65,4% le medie imprese del Sud che prevedono di chiudere l’anno con fatturato in aumento (al Centro-Nord l’asticella scende al 55,4%).
L’OCCUPAZIONE
Le medie imprese del Mezzogiorno si confermano anche un motore dell’occupazione, compresa quella giovanile: tra 2014 e 2023 hanno visto crescere gli occupati del 34,5%, contro il 23,4% delle altre aree. Il trend è proseguito nel 2024, con un ulteriore incremento del 5,2%. La quota di under 30 assunti è pari al 21,4%, superiore al dato nazionale. La presenza femminile si attesta invece al 12,9%, distante dal 26,2% del Centro-Nord. «Le medie imprese del Mezzogiorno si confermano un importante volano di crescita del Sud», ha commentato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete.
Ma come si posiziona il capitalismo familiare del Sud di fronte alle nuove sfide dello scenario globale, tra dazi, energia, mismatch di competenze e opportunità di innovazione? Per il 23,2% delle Mid-Cap meridionali il mismatch di competenze rischia di frenare la crescita, per il 41,3% la burocrazia rallenta il percorso verso la sostenibilità.
La concorrenza di prezzo e il caro-energia sono fonte di preoccupazioni per circa due terzi delle realtà prese in esame dalla ricerca.
Se da un lato, dunque, le medie imprese del Mezzogiorno guardano al futuro con un cauto ma solido ottimismo, dall’altro emergono delle criticità che devono ancora essere superate. In risposta ai dazi di Donald Trump quasi l’80% delle Mid-Cap meridionali dichiara di voler espandere nei prossimi due anni la propria presenza in nuovi mercati, contro il 68,3% di quelle delle altre aree. Per supportare la transizione ecologica, nel Sud tre imprese su quattro puntano a ridurre le fonti fossili e ad adottare energie rinnovabili (nel resto d’Italia la quota scende al 66%). E ancora. Il 63,2% delle medie imprese del Sud investe in economia circolare e il 55,3% presta attenzione alle catene di fornitura responsabili. Oggi più del 60% delle imprese del Mezzogiorno segnala un aumento della bolletta energetica, con un impatto negativo sui margini per più di 6 società su 10.
Altro elemento di pressione è rappresentato dalla fiscalità. Tra il 2014 e il 2023, le medie imprese del Sud hanno sopportato un livello di tassazione più alto rispetto a quelle del Centro-Nord: se avessero beneficiato delle stesse aliquote, dice il rapporto, avrebbero potuto risparmiare circa 230 milioni di euro in dieci anni.
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di Redazione Economia
di Andrea Bassi
Source URL: http://ilmessaggero.it/economia/news/sud_italia_imprese_su_tre_prevedere_fatturato_crescita-9249210.html













