Enrico Montesano riceve Il Premio Monica Vitti: un legame fatto di cinema, ironia e amore per il mestiere
L’intervista all’attore: “Io ero innamorato di Monica Vitti già da prima, da sempre. Ancora prima di conoscerla. Per me era magica”

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Il 14 dicembre, nella cornice moderna e suggestiva della Nuvola di Roma all’Eur, si è tenuta la terza edizione del Premio Monica Vitti, una serata intensa, carica di emozione e memoria, dedicata a una delle attrici più amate e straordinarie della storia del cinema italiano. Tra i protagonisti della serata, Enrico Montesano, premiato con il Vitti d’Oro alla carriera, un riconoscimento che non è stato solo un omaggio artistico, ma anche profondamente affettivo. Perché il legame tra Montesano e Monica Vitti non è stato soltanto professionale: è stato fatto di stima, complicità, rispetto e di un modo comune di intendere il mestiere dell’attore.
I due hanno lavorato insieme nel film “Camera d’albergo” (1981) di Mario Monicelli, accanto a un altro gigante come Vittorio Gassman. In quella pellicola, costruita come un intreccio di storie che si sfiorano e si incrociano, Monica Vitti interpreta Flaminia, una donna elegante e inquieta, mentre Montesano è il suo amante. Tra loro nasce una chimica sottile, fatta di sguardi, ironia e tensione emotiva, che ancora oggi resta impressa come uno dei momenti più riusciti del film.
Montesano ha spesso raccontato quanto Monica fosse una presenza magnetica sul set: sempre gentile, sempre attenta, ma soprattutto libera. Capace di passare con naturalezza dal dramma alla commedia, dal sorriso alla malinconia. Per lui, lavorare con Monica Vitti è stato un vero privilegio, un insegnamento continuo, umano prima ancora che artistico. Monica non recitava soltanto: viveva i personaggi, li rendeva veri, indimenticabili. Il Premio Monica Vitti, ideato da Eleonora Canuti e Guido Faro, con la regia di Guido Faro, nasce proprio con l’intento di custodire questa eredità artistica e umana. La serata, condotta da Claudio Guerrini e Angela Tuccia, ha celebrato il talento, la memoria e l’amore per lo spettacolo, e sarà trasmessa su Rai1 il 23 dicembre, permettendo al grande pubblico di rivivere un omaggio sentito e autentico.
In quella sera romana, Enrico Montesano ha ricevuto il premio non solo come grande interprete della commedia italiana, ma come testimone diretto di un’epoca e di un modo di fare cinema che aveva nell’anima, nell’ironia e nell’intelligenza i suoi pilastri fondamentali.
E nel nome di Monica Vitti, tutto questo ha trovato la sua voce più vera.
Chi è Enrico Montesano: l’intervista
Attore, autore, comico, cantante e uomo di teatro, Enrico Montesano è uno dei volti più amati e popolari dello spettacolo italiano. Nato a Roma, ha costruito una carriera lunghissima e trasversale, attraversando con naturalezza cinema, teatro e televisione.
Indimenticabile nella commedia cinematografica degli anni Settanta e Ottanta, ha lavorato con i più grandi registi italiani, da Mario Monicelli a Ettore Scola, dimostrando una versatilità capace di unire comicità popolare e grande raffinatezza attoriale. Parallelamente, il teatro è sempre rimasto il suo primo amore, con spettacoli di enorme successo che hanno fatto registrare sold out in tutta Italia. Montesano è un interprete che ha saputo raccontare l’anima del Paese con ironia, intelligenza e umanità. Un artista che, come Monica Vitti, ha fatto della libertà espressiva e della verità emotiva il cuore del proprio lavoro. Ed è proprio da questo terreno comune che nasce un legame destinato a restare.
Siamo alla terza edizione del Premio Monica Vitti. Lei ha avuto la fortuna di lavorare direttamente con lei, diretta da grandi maestri come Mario Monicelli. Che ricordo ha di quell’esperienza?
“È stato davvero un regalo, uno di quelli che la carriera ti fa senza che tu osi nemmeno chiederlo. Lavorare con Monica Vitti per me è stato un privilegio enorme. All’inizio la consideravo una diva irraggiungibile: io andavo al cinema a vederla nei primi film di Antonioni e rimanevo incantato, quasi intimidito da quella presenza così intensa, così misteriosa. Poi il destino mi ha fatto lavorare con lei e ho scoperto un altro lato straordinario di Monica. Con lei mi sono divertito moltissimo, soprattutto nella commedia italiana — e ci tengo a dire, come ricordava sempre Dino Risi, “commedia italiana”, non “all’italiana”, che sembra quasi una diminuzione. Nei film che ho fatto con Monicelli, accanto a lei e a giganti come Mastroianni, ho visto una Monica capace di una naturalezza incredibile, sempre vera, sempre profondamente umana.”
Monica Vitti è stata un’attrice capace di attraversare generi molto diversi. Che tipo di insegnamento ha rappresentato per voi colleghi?
“Monica era un esempio continuo. Passava con una facilità disarmante dal teatro drammatico alla commedia, dalla figura della sciantosa a quella della donna fragile o ironica. Non c’era mai sforzo, non c’era mai compiacimento: era tutto istinto, intelligenza, sensibilità. Per noi attori era una lezione costante. Guardarla lavorare significava capire che il talento vero non ha confini e che non bisogna mai avere paura di cambiare registro. Monica sapeva essere leggera senza essere superficiale, profonda senza essere pesante. Questo equilibrio è una rarità assoluta.”
Nei film che avete condiviso c’era anche una storia sentimentale complessa, un triangolo amoroso piuttosto particolare. Che atmosfera si respirava sul set?
“Ricordo bene quel periodo. Erano set intensi, ma anche pieni di vita. Vittorio Gassman, in quel momento, attraversava una fase un po’ negativa, come gli capitava ogni tanto: lo si vedeva camminare avanti e indietro, quasi irriconoscibile con quel nasone che lo trasformava completamente. Era un uomo complesso, come tutti i grandi. Monica invece era sempre presente, sempre disponibile. Gentile, affettuosa, di una professionalità impressionante. Non perdeva mai la concentrazione, ma allo stesso tempo riusciva a creare un clima umano, caldo. Era una collega straordinaria, una di quelle persone che ti fanno venire voglia di dare di più.”
Si può dire che fosse innamorato di Monica Vitti?
“Io ero innamorato di Monica Vitti già da prima, da sempre. Ancora prima di conoscerla. Per me era magica. Aveva un viso che non si riusciva a decifrare del tutto, qualcosa di misterioso e affascinante che andava oltre la bellezza. Era uno di quei volti che ti restano dentro, che ti parlano anche quando non dicono nulla. Monica aveva una luce tutta sua. Non era solo una grande attrice, era una presenza, un’emozione continua. E sì, lo ammetto senza esitazione: per me Monica Vitti è stata, ed è ancora oggi, pura magia.”
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