Sharon Verzeni, chiesto l’ergastolo per Sangare. «Ha ucciso per noia e piacere personale». In un video gli ultimi istanti di vita

Sharon Verzeni, chiesto l’ergastolo per Sangare. «Ha ucciso per noia e piacere personale». In un video gli ultimi istanti di vita

Sharon Verzeni, chiesto l'ergastolo per Sangare. «Ha ucciso per noia e piacere personale». In un video gli ultimi istanti di vita
di Claudia Guasco
5 Minuti di Lettura
martedì 16 dicembre 2025, 14:29 – Ultimo aggiornamento: 14:54
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Ergastolo per Moussa Sangare. «Non lo faccio a cuor leggero, bensì lo avverto come doveroso, è l’unica pena giusta per quello che ha fatto. Lo dobbiamo alla memoria di Sharon, che merita giustizia. Abbiamo elementi ampiamente sufficienti per affermare la responsabilità penale dell’imputato. La prova è solida, oserei dire granitica», afferma il pm Emanuele Marchisio nella sua requisitoria. Sangare è accusato di avere ucciso con cinque coltellate alla schiena Sharon Verzeni, «tutte nello stesso punto e con grande violenza, solo per noia e per provare un’emozione speciale». Ascolta la richiesta di condanna del magistrato con la stessa annoiata indifferenza con la quale ha partecipato all’udienza, accasciato sulla sedia, borbottando quando non condivide le affermazioni del pubblico ministero, protestando ad alta voce per smentire e negare.

Le tre versioni

La notte del 30 luglio 2024 Sangare è uscito di casa «con l’ossessione di accoltellare qualcuno» sospinto da «un’onda emotiva», ha raccontato nel suo primo interrogatorio. Dopo tre confessioni ne fornisce altrettante differenti: che non era a Terno d’Isola, che era andato ma non nell’orario dell’omicidio, infine di averla vista litigare con un uomo misterioso.

Le immagini di lui che si allontana in bicicletta dal luogo del delitto, in via Castegnate, scovate nelle quattordici mila ore di filmati scandagliati dagli investigatori e la segnalazione di un paio di testimoni che lo incrociano per strada raccontano un’altra storia. «Viene da dire solo vergogna per il comportamento dell’imputato: dopo un’iniziale, breve assunzione di responsabilità, un sussulto di verità, ha fatto seguito una ritrattazione al limite del canzonatorio, nella quale Sangare riduce tutto a una storiella. Ma quella di Sharon era una storia, aveva una famiglia, una vita, un fidanzato, un progetto matrimoniale, voleva del figli. Torna in mente quel passaggio dell’Antigone: “Molte cose sono inqueitanti, nulla è piu inquietante dell’uomo”», la citazione di Marchisio. Che riflette sull’amarezza nell’affrontare la sua requisitoria, perché ciò che è avvenuto quella notte a Terno «è una difficoltà soprattutto umana, non mancano le prove ma le parole. Siamo senza fiato, disorientati nel commentare non solo un reato gravissimo, ma anche assurdo, una morte che non trova una possibile ragione, né spiegazione». Quella di Sharon è «una una vita umana spezzata per capriccio, questo signore è uscito dal tugurio dove viveva dopo essere stato allontanato da casa per le violenze che infliggeva alla madre a alla sorella, è salito in bicicletta a caccia di un bersaglio per poi uccidere con cinque coltellate profonde, crudeli».

Le immagini

A sferrarle è Sangare, ribadisce Marchisio proiettando in aula i video delle telecamere. C’è Sharon che cammina, lui che la incrocia in sella alla sua bici, fa inversione e la segue fino a via Castegnate. Le indagini sono durante un mese, ogni pista è stata esplorata. Da quella famigliare ai contatti della vittima con Scietology. «I carabinieri del Nucleo provinciale, del Ris e del Ros hanno lavorato pancia a terra per identificare il colpevole, un lavoro con percorsi anche sgradevoli che hanno comportato approfondimenti della vita di Sharon e del suo compagno Sergio Ruocco». Quando la giovane è stata trovata moribonda all’una di notte il fidanzato dormiva profondamente, gli investigatori hanno persino fatto fatica a svegliarlo. Il suo telefono e il computer sono stati seguestrati, i gentori e i fratelli della vittima posti sotto intercettazione. «Procedure invasive – spiega il pm – ma necessarie per catturare spunti investigativi. Il risultato è stato nullo, Sharon conduceva una vita normale, ordinaria, tranquilla, nessun litigio con il compagno riferito dai vicini». Ruocco ascolta in aula, seduto tra il papà e la mamma della donna che sarebbe presto diventata sua moglie. Si commuove quando vengono proiettati gli ultimi frame della vita di Sharon, gli ultimi passi prima dell’aggressione. «Sergio esce da questa storia con grande dignità e senza alcuna ombra – rimarca Marchisio – a dispetto di qualche cialtrone che vuole farsi pubblicità su internet con qualche teoria strampalata. Fa parte della miseria che accompagna questo tipo di procedimenti».

Quanto a Sangare, accusato di omicidio pluriaggravato (da premeditazione, minorata difesa e futili motivi), il pm legge stralci del suo interrogatorio per evidenziare la banalità del male. «La mia intenzione era ucciderla, sentivo il mood – la sua confessione – Purtroppo è capitato, mi pento ma ormai è passato un mese e non posso piangere, non posso essere depresso per mesi. Quella cosa lì dura un paio di giorni, poi ti devi riprendere altrimenti non ti tiri più su. Quando mi sono messo sul divano dopo l’aggressione ho provato una specie di comfort, come se mi fossi liberato da un peso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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