Pompei, ritrovato l’affresco di Ercole bambino: il reperto rubato torna al Parco Archeologico

Pompei, ritrovato l’affresco di Ercole bambino: il reperto rubato torna al Parco Archeologico

L’opera, un tempo collocata sulla parete di una villa suburbana di Civita Giuliana, era finita in una collezione privata negli Usa

L'affresco di Ercole bambino, raffigurato mentre strangola i serpenti
di Noemi Cautiero
4 Minuti di Lettura
martedì 16 dicembre 2025, 18:40 – Ultimo aggiornamento: 19:37
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Era stato trafugato illegalmente anni fa e immesso nel circuito del collezionismo privato negli Stati Uniti. Oggi, l’affresco raffigurante Ercole infante fa finalmente ritorno a Pompei, restituito al Parco Archeologico. L’opera rappresenta una delle scene più emblematiche del mito di Ercole bambino nell’atto di strangolare i serpenti ed era stata sottratta dalla Villa suburbana di Civita Giuliana.

Un’operazione che rientra nella strategia congiunta avviata nel 2017 dal Parco Archeologico di Pompei e dalla Procura di Torre Annunziata, un’azione coordinata che ha permesso non solo di riportare alla luce straordinarie testimonianze archeologiche, ma anche di contrastare il saccheggio sistematico dei tombaroli nell’area di Civita Giuliana, di cui l’affresco rappresenta un caso emblematico.

Dalla collezione negli Usa al Parco Archeologico di Pompei

Il recupero del reperto è avvenuto già nel 2023 nell’ambito di un procedimento penale coordinato dalla Procura di Roma, grazie alla collaborazione tra il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e le autorità statunitensi.

Una volta accertata l’origine pompeiana dell’affresco, la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ne ha disposto l’assegnazione ufficiale al Parco Archeologico di Pompei.

Il sacello depredato e il recupero dei reperti

Durante le campagne di scavo condotte tra il 2023 e il 2024, gli archeologi hanno individuato a Civita Giuliana un ambiente rettangolare con funzione rituale, interpretato come un possibile sacello. L’area presentava un basamento quadrangolare ma risultava quasi completamente privata delle sue decorazioni originali.

I tombaroli avevano infatti asportato 12 pannelli figurati e la lunetta affrescata superiore, alla quale apparterrebbe proprio il frammento di Ercole recuperato. La restituzione dell’opera fa parte di un’operazione più ampia che ha portato al rientro in Italia di 129 reperti archeologici, grazie al Protocollo siglato tra il District Attorney di New York e il governo italiano.

Il mito di Ercole e il significato dell’affresco

L’affresco raffigura Ercole in fasce mentre uccide i serpenti, alla presenza di Zeus e Anfitrione. Si tratta di un episodio che precede le celebri dodici fatiche di Ercole, ma che ne anticipa il destino eroico. Considerata la presenza originaria di dodici pannelli figurativi nel sacello, gli studiosi ipotizzano che l’intero ciclo decorativo fosse dedicato proprio alle fatiche dell’eroe. Sono attualmente in corso analisi diagnostiche e studi finalizzati alla futura ricollocazione dell’opera e alla valorizzazione del sito archeologico di Civita Giuliana. Le indagini proseguiranno anche per tentare di individuare gli altri affreschi sottratti illegalmente.

Il valore della memoria archeologica

«Un reperto archeologico non ha valore solo come oggetto materiale, ma per le informazioni che custodisce sul nostro passato. Quando viene sottratto, si spezza il legame con il suo contesto e si perde una parte di conoscenza collettiva» ha spiegato il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

Sulla stessa linea il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che ha sottolineato come la collaborazione tra magistratura e Parco abbia rappresentato «uno strumento decisivo per fermare l’azione criminale e recuperare testimonianze storiche di inestimabile valore».

Dove sarà esposto l’affresco

Il frammento dell’affresco di Ercole sarà esposto a partire da metà gennaio all’Antiquarium di Boscoreale, struttura che già ospita una sezione dedicata ai ritrovamenti provenienti dalla Villa di Civita Giuliana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2026-01-06 05:06:37

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