Ordina e paga il corredino per il bimbo, truffata una mamma

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L’INDAGINE
Si è fidata della donna sbagliata, conosciuta mentre lei era ancora in dolce attesa e in quel periodo stava pensando al corredino da comprare per il bambino che di lì a qualche mese sarebbe nato. L’occasione giusta per andare in cerca di quanto di più bello si possa trovare, inconsapevoli, però, di poter incappare anche nelle truffe. È quanto successo ad una neo mamma originaria di un paese alle porte della città, che alcuni mesi fa è stata raggirata da una 50enne di Teramo che è riuscita a farsi accreditare sulla propria Poste Pay un totale di 450 euro proprio per i vestitini e tutto il necessario per il neonato senza però poi consegnare nulla alla mamma. La denuncia è scattata soltanto recentemente, quando i nove mesi di gravidanza sono terminati e la donna a quel punto ha avuto la consapevolezza di essere stata truffata. Sono stati i carabinieri a identificare velocemente la 50enne, che tra l’altro non ha alcun negozio d’abbigliamento per bambini e neonati. L’incontro tra le due donne sarebbe avvenuto in maniera del tutto casuale. Ma con grande abilità la 50enne è subito riuscita ad attirare la simpatia e soprattutto la fiducia dell’altra donna che in quel momento era in dolce attesa, quasi agli ultimi mesi di gravidanza, convincendola ad acquistare da lei il corredino che tanto stava cercando. I pagamenti sono avvenuti attraverso due accrediti sulla Poste Pay della presunta truffatrice: il primo da 200 euro; il secondo da 250 euro. Con la 50enne che, nei mesi successivi, ha temporeggiato nella consegna proprio perché non aveva nulla da consegnare. Una vicenda spiacevole, che a livello penale vede questa presunta truffa, per la quale la 50enne è stata denunciata a piede libero, aggravata poiché commessa su una donna in stato di gravidanza. Non hanno, invece, creduto alle telefonate di sedicenti appartenenti all’arma e dipendenti di banca tre teramani. Nei giorni scorsi, infatti, ci sono stati altri tentativi di truffa, stavolta con la tecnica cosiddetta dello spoofing. In due casi i malviventi hanno provato a farsi passare per addetti di istituti bancari e hanno chiesto bonifici di 200 euro sul conto corrente che poi sarebbero rientrati. Se la cosa fosse andata a buon fine, sarebbero riusciti ad ottenere le coordinate con tutti gli altri codici che di volta in volta avrebbero chiesto ed ottenuto. Ma così non è andata. E lo è stato anche per il finto carabiniere, sbugiardato al telefono proprio dall’interlocutore. È importante, visto che incessantemente vanno avanti questi tentativi, ribadire di diffidare da tali chiamate o messaggi. Prima di aderire a qualsiasi richiesta è utile chiamare il 112 oppure bisogna rivolgersi a un parente, amico, conoscente, vicino di casa per avere un supporto. La stessa Arma dei carabinieri, da sempre sensibile a questo fenomeno, nel proprio sito ha dedicato una sezione dove si possono trovare consigli per non cadere nelle trappole di questi malviventi senza scrupoli.
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Source URL: http://ilmessaggero.it/abruzzo/ordina_paga_corredino_bimbo_truffata_mamma-9244934.html

























