Gli angeli di bronzo tornano nella basilica di Veroli: Il furto 40 anni fa

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Sono tornati nella basilica di Santa Salome i due preziosi angeli portacandele del XVII secolo che erano spariti più di quaranta anni fa dalla concattedrale di Veroli. La cerimonia di riconsegna dei due preziosi bronzi si è tenuta ieri mattina proprio nella basilica di Santa Salome alla presenza delle autorità civili e religiose e di circa duecento fedeli. A fare gli onori di casa sono stati il sindaco Germano Caperna ed il parroco don Angelo Oddi. Presenti, tra gli altri, il vescovo diocesano Santo Marcianó, l’abate di Casamari don Loreto Camilli, il colonnello dei carabinieri Paolo Befera ed i funzionari della soprintendenza archeologica di Frosinone e Latina.
Alti 74 centimetri ed attribuiti alla manifattura della Fonderia Pozzo, i due angeli sono stati recuperati lo scorso 8 ottobre in Belgio dopo essere stati individuati nel mercato antiquario londinese dai carabinieri del reparto operativo per la tutela del patrimonio culturale. Le statue furono donate alla basilica di Santa Salome nel 1738 dalla famiglia Sebastiani di Veroli: entrambe presentano pose dinamiche e aggraziate tipiche della scultura lombarda di epoca tardo barocca. Simmetrici, erano pensati per fiancheggiare l’altare con un braccio esteso regge un piccolo contenitore cilindrico, l’altro un grande porta torcia; fusi in pezzi uniti da perni e chiodi, mostrano giunzioni evidenti sotto la patina, tra le pieghe del mantello. La denuncia per il furto era stata presentata nel 2007 da don Angelo Oddi, ma la sparizione dei due angeli in bronzo risaliva ai primi anni Ottanta. Le indagini che hanno portato al ritrovamento sono state coordinate dalla procura di Milano. Decisiva, nell’individuazione dei manufatti, è stato l’accesso alla banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dai militari che poi hanno proceduto alla comparazione mediante l’elaborazione dei dati. La catena di passaggi ha condotto fino a un collezionista belga. Una volta recuperati, gli angeli sono stati riconosciuti dal parroco don Angelo Oddi, passaggio necessario affinché la procura di Milano potesse disporre la loro restituzione.
IL PARROCO
«Purtroppo, molte chiese in Italia sono state saccheggiate in maniera sistematica e la Ciociaria, che è stata spesso teatro anche di conflitti bellici, non fa eccezione – ha spiegato don Angelo Oddi – Quando ho ricevuto l’incarico qui a Veroli mi sono reso conto che mancavano all’appello tantissime opere d’arte. Pazientemente, anche recuperando le vecchie foto dei matrimoni e delle cerimonie, siamo riusciti a fare una sorta di inventario dei beni mancanti ed abbiamo deciso di sporgere denuncia. Quando mi hanno chiamato i carabinieri per avvertirmi del ritrovamento ero quasi incredulo dal momento che erano passati tantissimi anni dalla scomparsa. I beni e le opere d’arte presenti nelle nostre chiese appartengono alla comunità, rappresentano il sacrificio e la generosità della nostra gente. È bello che gli angeli tornino a vegliare sulla tomba di santa Maria Salome ed è bello che questo accada in coincidenza con il Natale». Sulla stessa lunghezza d’onda di don Angelo Oddi anche il vescovo diocesano Santo Marcianó che ha ricordato come «il patrimonio artistico e culturale della Ciociaria sia di prim’ordine. Dobbiamo fare di più per tramandare questo patrimonio, una parola importante che contiene il termine patria, la terra dei nostri padri». Soddisfatto per l’operazione portata brillantemente a termine il colonnello dei carabinieri Paolo Befera che nel corso della cerimonia ha ripercorso le tappe più significative che hanno portato al ritrovamento dei bronzi. Al termine della cerimonia il sindaco Germano Caperna ha ringraziato i carabinieri con una targa ricordo, segno della gratitudine della comunità di Veroli che ora ha di nuovo i suoi angeli a vegliare sulle reliquie della patrona della città.
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di Gianpiero Fabrizi
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