Malamovida e degrado, il centro abbandonato. I residenti: «Se provi a dire qualcosa ti danneggiano l’auto»

Malamovida e degrado, il centro abbandonato. I residenti: «Se provi a dire qualcosa ti danneggiano l’auto»

Malamovida e degrado, il centro abbandonato. I residenti: «Se provi a dire qualcosa ti danneggiano l'auto»
di Sabrina Vecchi
4 Minuti di Lettura
lunedì 15 dicembre 2025, 00:10
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RIETI – Siamo alle solite. Questa volta non ci è scappato il ferito, ma il centro storico di Rieti ieri mattina somigliava a un vero e proprio campo di battaglia. Altro fine settimana con la città che si è svegliata letteralmente sommersa dai “resti” delle notti brave dei ragazzi. Dopo i week end “alcolici” di giovani e giovanissimi, le luci del giorno si sono accese su un Largo Alfani lasciato nel completo degrado e che fa ben capire la concezione di divertimento ormai consolidata in città. 

Folle di ragazzi, sfidando anche il gelo degli ultimi giorni, si ritrovano grosso modo ad ora di cena sullo spiazzo retrostante il palazzo comunale, alcuni già forniti di viveri e bevande, altri in attesa di farseli portare direttamente in loco dai riders. La musica – assordante – arriva dagli stereo delle auto dei ragazzi che lasciano le portiere aperte per ascoltare meglio il ritmo, generalmente di genere trap. Il “davanzale” di marmo riporta al mattino tracce chiare del bivacco notturno: scarti di cibo, incarti da fast food, involucri di affettati, lattine, bottiglie in doppia fila, bicchieri e buste di ogni genere. 

«La musica è a volume talmente alto che neppure riusciamo a parlare – dicono alcuni residenti – arrivano più o meno a ora di cena, restano qui fino a notte fonda tra grida e atteggiamenti prepotenti di vario genere. Mangiano e bevono qui sul muro, non si spostano mai». Bevono, soprattutto, e non si tratta solo di birre. Le fotografie scattate al mattino non lasciano spazio ad interpretazioni, il tasso alcolico è altissimo: le bottiglie – vuote – sono palesemente quelle di vodka, gin, amari di vario genere, rum e altri superalcolici. Naturalmente, lasciate sul posto, non sia mai di dover fare lo sforzo di raggiungere i cestini dell’immondizia posti a pochissimi metri. 

E all’alba, arriva per pulire il gran lavoro degli spazzini, costretti a raccogliere le tracce dei bivacchi notturni. «Bevono poco dai bicchieri, in genere si passano la bottiglia – proseguono i residenti – il problema sta soprattutto nel fatto che diventano inavvicinabili, sono talmente ubriachi che non puoi dire nulla altrimenti rischi di essere travolto, se ti va bene da uno sciame di insulti oppure si vendicano facendo danni alla tua automobile, sono aggressivi, senza freni inibitori».

E continuano gli episodi di challenge filmate con ragazzi e ragazze che camminano sul bordo del piazzale, a precipizio sulla strada. Intanto, ha riaperto il vicino locale di ritrovo molto amato dai giovani, che era stato chiuso dalla Questura di Rieti per quindici giorni per aver somministrato bevande superalcoliche a otto minorenni, tre sedicenni e cinque quindicenni. Intanto, in un supermercato vicino al centro dove i ragazzi erano soliti “rifornirsi” di alcolici – spesso utilizzando come cliente un amico maggiorenne – le bottiglie sono state messe sotto chiave, e appaiono blindate in un armadio lucchettato, tolte dagli scaffali per scongiurare il rischio furti. 

Ma la riflessione, a rischio di apparire ripetitivi o “boomer”, rimane sempre quella, ed è relativa ad un problema sociale e familiare. Innanzitutto, questi gruppi di adolescenti che scelgono di stazionare per ore nello stesso luogo imbottendosi di sostanze alteranti, sembrano essere incapaci di avere rapporti sociali con persone esterne: «Non vengono più neanche al bagno – dice un esercente – perché sarebbero costretti ad entrare e chiedercelo, ne sembrano incapaci, e se provi ad obiettare qualcosa, tipo a lasciare i servizi igienici in buone condizioni, ti insultano». E i bisogni fisiologici vengono infatti espletati sul posto, con conseguenze riscontrabili a livello visivo e olfattivo. Resta in piedi il quesito di base, sempre lo stesso: dove sono i genitori quando un quindicenne rientra alle quattro di notte in evidente stato di alterazione? Un’ultima considerazione ci sia consentita, infine: ma le forze dell’ordine hanno cognizione di quello che accade ogni fine settimana a largo Alfani e dintori? Deve esserci per forza di cose un fatto di sangue per intervenire? Prevenire non è forse preferibile?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Source URL: http://ilmessaggero.it/rieti/rieti_malamovida_degrado_centro_proteste-9245168.html


Analyse


2026-07-03 02:03:02

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