Al Teatro Torlonia in scena il caso del generale Mori. «Ero sereno e ho sempre saputo che la verità sarebbe uscita»

Al Teatro Torlonia in scena il caso del generale Mori. «Ero sereno e ho sempre saputo che la verità sarebbe uscita»

Dopo la serata sul processo a Mori, seguiranno quelle all’ex magistrato Luca Palamara, al suicidio di Sergio Moroni e all’omicidio di Marta Russo

Al Teatro Torlonia in scena il caso del generale Mori. «Ero sereno e ho sempre saputo che la verità sarebbe uscita»
di Franca Giansoldati
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mercoledì 10 dicembre 2025, 19:51 – Ultimo aggiornamento: 20:37
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Per un’ora e mezzo sul palco del Teatro Torlonia  è andato in scena il terribile caso giudiziario del generale dei carabinieri Mario Mori, assolto dopo dieci anni di una odissea personale e giudiziaria senza precedenti, riportando sotto i riflettori cosa accadde in un periodo storico segnato dalle morti di Falcone e Borsellino, dall’arresto di Totò Riina e da una presunta trattativa tra Stato e mafia. Sul palco il regista Luca De Fusco, i giornalisti Alessandro Barbano e Goffredo Buccini e l’attrice Anna Ammirati che hanno aperto la prima serata di una serie teatrale intitolata Le Verità Sospese, dedicata ad alcuni processi che hanno diviso l’Italia e sui quali continuano a scontrarsi ancora tesi contrapposte. Dopo la serata sul processo al generale Mario Mori, seguiranno quelle all’ex magistrato Luca Palamara, al suicidio di Sergio Moroni e all’omicidio di Marta Russo.

Mori, ufficiale formatosi sotto la guida del generale Dalla Chiesa che ha guidato operazioni complicate, decisive e rischiosissime contro Cosa Nostra, fino all’arresto di Totò Riina nel 1993, è poi finito stritolato da dinamiche ancora oscure, sicuramente alimentate da una stagione di veleni, fino a subire ben tre procedimenti giudiziari con accuse pesantissime rivelatesi puntualmente tutte infondate: l’ avere perquisito in ritardo il covo del boss dei boss, avere favorito la latitanza del boss Provenzano e aver avuto una parte importante nella trattativa presunta Stato-mafia.

In tutti i casi è stato assolto e le sentenze confermano che non furono condotte trattative, né dispensati favori alla rete criminale. 

Per una curiosa coincidenza lo spettacolo teatrale al Teatro Torlonia ha coinciso con l’audizione fiume alla Commissione Antimafia del Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca che ha smontato pezzetto per pezzetto quello che ritiene essere il quadro più credibile delle concause della strage di Via D’Amelio e che porta dritto alle connessioni tra la mafia e gli appalti, proprio come già a suo tempo Falcone e Borsellino avevano ipotizzato, fino ad essere poi messi in silenzio per sempre. Una vicenda che si sviluppa su tanti piani, politico, istituzionale, giudiziario. Buccini e Barbano hanno tratteggiato le varie fasi di un “teorema giudiziario” sul quale si sono persino costruite in parallelo tante carriere professionali. Al termine della serata il registra De Fusco ha invitato il generale Mori, seduto nelle prime fila, a parlare. Il microfono gli è stato portato in platea.

Si è alzato un uomo anziano, minuto, dagli occhi acutissimi e dai toni pacati. «Vorrei dire pochissime parole. Concordo pienamente con quello che avete detto» ha iniziato, rivolgendosi a chi si trovava sul palcoscenico. «Penso che ora si debba aspettare quello che io considero l’ultimo tentativo per arrivare alla verità, che è quello della Procura di Caltanissetta. Dopo questo tentativo non ci sarà più nulla da fare. Il del resto sono il più vecchio di coloro che facevano parte di quella stagione e sono sopravvissuto. Di testimoni non ce ne stanno più. Non ci sono nemmeno più tanti docuenti, alcuni sono spariti, altri fatti sparire. Sicchè questo è l’ultimo tentativo davvero». Il regista De Luca lo ha poi incalzato sulla sua esperienza umana e intima. In tutti questi anni cosa è accaduto dentro il suo animo? «Ho affrontato tutto, ben trenta anni, in modo sereno. Lei forse si stupirà e altri in sala non mi crederanno, ma ho combattuto giorno per giorno convinto di arrivare la verità. L’unica cosa che mi ha sempre preoccupato era l’età che avanzava, il tempo che passava, ma alla fine ci sono arrivato». Applausi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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