Roma, bomba con telecomando a Fidene: gli artificieri sventano un attentato con due chili di tritolo

Roma, bomba con telecomando a Fidene: gli artificieri sventano un attentato con due chili di tritolo

Blitz della polizia nel garage di un sospettato durante un indagine sullo spaccio di droga: giallo a due passi dal commissariato di Fidene. Disinnescata dagli artificieri

Roma, bomba con telecomando a Fidene: la polizia sventa un attentato con due chili di tritolo
di Flaminia Savelli
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sabato 13 dicembre 2025, 16:29 – Ultimo aggiornamento: 14 dicembre, 00:29
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Un ordigno esplosivo, il telecomando per innescarlo e poi la droga: sono stati gli uomini della squadra Mobile durante un’ispezione a trovare il covo con l’ordigno e lo stupefacente nascosti in un box a Fidene, quadrante nord della Capitale. L’allarme è scattato ieri nel primo pomeriggio tra via Franco Enriquez e via Amalia Bettini, a pochi metri dal vicino commissariato. Una volta aperta la saracinesca dunque, sono stati proprio i poliziotti a far scattare l’allarme. Sul posto sono subito intervenuti gli artificieri e i vigili del Fuoco che hanno supportato l’intervento coordinati dagli agenti di polizia. Dopo aver messo in sicurezza la zona, gli artificieri hanno proceduto a disinnescare l’ordigno che, secondo i primi accertamenti, sarebbe stato di circa due chili. Tutto il materiale è stato sequestrato e affidato alla polizia Scientifica che nei prossimi giorni eseguirà analisi e perizie tecniche. Il sospetto è che nel panetto ci fosse tritolo, o polvere pirica, pronti a essere innescati. 

Nel box è stato trovato anche il telecomando (con le batterie) che, secondo chi indaga, avrebbe appunto potuto accendere l’ordigno a distanza: anche sull’apparecchio sono state subito ordinate analisi e perizie. 
Sequestrata infine anche la droga trovata all’interno garage e su cui sono in corso accertamenti.

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LE INDAGINI 
Gli investigatori della squadra Mobile ieri pomeriggio sarebbero arrivati al covo di via Franco Enriquez seguendo proprio la pista della droga. Come la perquisizione nel box, che sarebbe riconducibile a un sospettato già sotto inchiesta e su cui sono in corso ulteriori accertamenti. 
Un’indagine complessa quella in cui si inserisce ora il ritrovamento della bomba e dello stupefacente, e destinata ad allargarsi.

Resta infatti ancora da accertare se c’era un destinatario nel mirino dell’ordigno: intanto, una delle piste caldissime seguita dagli investigatori lega l’ esplosivo appena sequestrato alla guerra tra le piazze dello spaccio che si è riaccesa negli ultimi mesi nella Capitale. 

I PRECEDENTI
In attesa dei risultati delle analisi scientifiche disposte sull’esplosivo che potrebbe essere collegato a una serie di episodi. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono quelli registrati a Primavalle dove in pochi mesi sono state fatte esplodere due bombe carta nei condomini di case popolari di via Sfondrati. Poi c’è la lunga lista di attentati sul litorale romano: a Ostia l’esplosione che ha distrutto l’ingresso della palestra di via delle Azzorre poi l’esplosione nell’androne delle palazzine di via della Tortuga e di via Vega. 
Infine l’esplosione dello scorso gennaio alla Borghesiana. La bomba era deflagrata in via Cianciana alla periferia sud est della Capitale. Come hanno poi stabilito le indagini, il bersaglio dell’attentato era il narcotrafficante, “Kalò” considerato dall’antimafia romana il capo promotore dell’organizzazione criminale, smantellata nel 2020 dai carabinieri e dalla guardia di finanza con l’inchiesta “Gerico 2” dove finirono in manette 42 persone. Tra loro anche esponenti dei clan sinti della Capitale che importavano grosse quantità di droga Tor Bella Monaca. Nessuna pista dunque è esclusa, in attesa dei risultati sulle analisi disposte sull’ordigno trovato ieri a Fidene che potrebbero dare una prima svolta alle indagini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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