Sanremo 2027, torna Amadeus? Il conduttore al Festival con Coletta al prime time: le mosse della Rai (che affronta i tagli della Manovra)
I due lavorarono bene dal 2020 al 2023. Ma per l’azienda 30 milioni in meno

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Il destino del Festival di Sanremo somiglia sempre di più a quello di una grande squadra di calcio arrivata a fine ciclo. L’edizione 2025 si è chiusa – grazie a Carlo Conti – con ascolti solidi, ma quella alla quale sta lavorando adesso, che si svolgerà dal 24 al 28 febbraio, si preannuncia in salita, tra un cast meno stellare degli ultimi anni e una serie di incognite legate a chi affiancherà il 64enne conduttore e direttore artistico sul palco. E in Rai che si fa? Si pensa già al futuro. Pazienza che la stagione in corso sia ancora tutta da scrivere, mentre cresce l’attesa per Sarà Sanremo, la finale di Sanremo Giovani condotta domani in prima serata su Rai1 da Conti e Gianluca Gazzoli, che vedrà anche la partecipazione dei 30 big, da Tommaso Paradiso a Marco Masini e Fedez, passando per Arisa, Patty Pravo e Sayf, in studio per svelare i titoli delle rispettive canzoni.
LE MANOVRE
In Via Asiago si fa un gran parlare di una serie di manovre finalizzate alla prossima edizione del Festival, che passerebbero prima di tutto da un clamoroso valzer di poltrone.
Con qualche indizio che sembra suggerire come il ritorno di Amadeus non sia una semplice suggestione. Williams Di Liberatore potrebbe lasciare già a gennaio, o subito dopo Sanremo 2026, la direzione dell’intrattenimento Prime Time, che si occupa di tutti i programmi di intrattenimento delle reti della Tv di Stato, a partire da Sanremo. Al suo posto, si dice, tornerà Stefano Coletta, che insieme ad Amadeus lavorò ai Festival del 2020, 2021, 2022 e 2023. Ex direttore di Rai3, Coletta fu nominato nel 2020 direttore di Rai1 in quota Pd (e poi direttore intrattenimento prime time in seguito alla riorganizzazione aziendale). Lasciò la carica nel 2023 in seguito alle nuove nomine, quando fu messo a capo della direzione Distribuzione e il suo ruolo andò prima a Marcello Ciannamea e poi, lo scorso marzo, a Di Liberatore, entrambi in quota Lega. Fu proprio dopo la sua rimozione da direttore intrattenimento prime time che Amadeus maturò la decisione di abbandonare l’azienda e passare a Warner Bros. Discovery, accusando una «mancanza di affetto» da parte dei nuovi dirigenti (prima di sperimentare un’altra mancanza di affetto: quella del pubblico).
I VERTICI
Il ritorno di Coletta potrebbe essere il primo tassello per quello dello showman, che stando ai rumors, sempre più insistenti, Viale Mazzini rivorrebbe in squadra. Il cambio ai vertici avrebbe del clamoroso. Ma Di Liberatore, vicinissimo ad Antonio Marano, ex presidente di Rai Pubblicità e oggi Consigliere anziano dell’azienda con il ruolo di presidente facente funzioni, sarebbe ricollocato a capo della direzione intrattenimento Day Time. Carica attualmente ricoperta da Angelo Mellone, in quota Fdi, che prenderebbe il posto di Paolo Del Brocco come amministratore delegato di RaiCinema dopo quindici anni. Conti, che stamattina alle 12.30 nella Città dei Fiori siederà insieme a Di Liberatore dietro il bancone della conferenza stampa di presentazione di Sarà Sanremo, in diretta domani dal Teatro del Casinò del comune ligure, segue da spettatore: quello del 2026, lo ha già annunciato, sarà il suo ultimo Festival. Una tegola, intanto, è pronta ad abbattersi in Rai e ha a che fare con le polemiche legate alla presenza di Israele all’Eurovision, che si terrà dal 12 al 14 maggio a Vienna. Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Islanda hanno annunciato la loro intenzione di boicottare questa edizione.
LA DECISIONE
La Rai ha invece confermato la partecipazione dell’Italia. Ma se le dichiarazioni di Marco Mengoni (due volte all’Eurovision) che si è schierato con la Spagna «perché la situazione è assurda», hanno creato per lo più un po’ di imbarazzo, spaventano le notizie che arrivano dal Portogallo. Già, perché 11 dei 16 partecipanti al “Sanremo” locale hanno annunciato già che in caso di vittoria non parteciperanno all’Eurovision (intanto il vincitore austriaco in carica Nemo ha annunciato di voler riconsegnare il premio). Tra i 30 cantanti in gara a Sanremo, sono almeno 15 quelli che si sono espressi a favore della Palestina: Arisa, Dargen D’Amico, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Fedez, Marco Masini, Fulminacci, J-Ax, Leo Gassmann, Levante, Michele Bravi, Nayt, Sayf, Serena Brancale e Tredici Pietro.
I PORTOGHESI
Scommettiamo che molti di questi seguiranno le orme dei “dissidenti” portoghesi prendendo posizione su un palco, quello dell’Ariston, dove tutto viene amplificato? Dopo le polemiche per i tagli al settore del cinema, non rientrate neanche a seguito della riduzione della sforbiciata prevista negli emendamenti governativi alla Manovra, un nuovo fronte si apre nel campo dell’audiovisivo. Arrivano, infatti, interventi che fanno scendere di 10 milioni annui (2026, 2027, 2028) le risorse destinate alla Rai. L’azienda da tempo chiede il ripristino dei trasferimenti dell’intero gettito da canone.
RIDUZIONE
Invece arriva una riduzione complessiva di 30 milioni in tre anni dall’abbonamento per gli esercizi commerciali, al netto della somma di 110 milioni di euro annui già destinati al Fondo per il pluralismo e l’innovazione digitale. Per far fronte al taglio, la Rai dovrà «razionalizzare i costi di funzionamento e di gestione». I consiglieri di amministrazione della tv pubblica paventano «ripercussioni sulla capacità produttiva e sulla possibilità di competere sul mercato, in particolare per quanto riguarda i grandi eventi ». In questo caso sarebbe a rischio l’organizzazione del Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni in Laterano a Roma.
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