Gli over 50 nuovi motori del Pil mondiale: tutti i numeri della Silver Economy

Gli over 50 nuovi motori del Pil mondiale: tutti i numeri della Silver Economy

L’aspettativa di vita è cresciuta di 10 anni negli ultimi 50. Un fenomeno che ha portato la parte più matura della popolazione a generare il 34% della ricchezza globale. I risultati di uno studio curato da Allianz spa con l’Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi

Gli over 50 nuovi motori del Pil mondiale: tutti i numeri della Silver Economy
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sabato 13 dicembre 2025, 14:43
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Negli ultimi 50 anni l’aspettativa di vita è aumentata di circa 10 anni, dando origine a una seconda età adulta più lunga e più attiva. Una dinamica che sta portando gli over 50 a generare già oggi il 34% del Pil mondiale, a detenere quasi metà della ricchezza europea e a rappresentare il 50% della spesa globale, destinata a salire al 60% entro il 2050. In Francia, Germania e Italia si assisterà a un’espansione significativa delle fasce d’età più mature. Lo rileva il nuovo studio sulla longevità e sulla Silver Economy a cura di Allianz spa e dell’Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi che analizza la rivoluzione della longevità e l’ascesa della Silver Economy, la grande trasformazione demografica ed economica che sta ridisegnando società, consumi e sistemi produttivi.

Questi macro-trend comuni nascondono da percorsi demografici differenti. In Francia, ad esempio, la popolazione è più giovane e in crescita, sostenuta da fecondità relativamente più alta e da una lunga tradizione di politiche familiari. La Germania ha stabilizzato la propria popolazione attraverso politiche migratorie. L’Italia affronta una contrazione demografica più rapida e un processo di invecchiamento più accentuato. Queste differenze hanno molta importanza, perché influenzano tutta la società.

I “bullet point” della ricerca curata Arnstein Aaasve, Letizia Mencarini, Elisa Del Frari, ricercatori dell’Institute for European Policymaking della Bocconi:

L’invecchiamento come problema

  • La “bomba” dell’invecchiamento è innescata: dinamiche avviate decenni fa non possono essere invertite nel breve periodo. In Francia, Germania e Italia, decenni di bassa fecondità e di aumento della speranza di vita stanno portando a un processo di invecchiamento marcato, presente e futuro.
     
  • Il carico della popolazione dipendente al 2050: l’Italia affronterà il carico più pesante, con quasi una persona inattiva per lavoratore, considerando la sola struttura per età (98 persone sopra i 65 anni o sotto i 20 anni ogni 100 adulti tra i 20 e i 64); la Germania il più leggero (quasi 84), la Francia a metà (oltre 94), a causa dell’elevata dipendenza sia infantile sia anziana.
     
  • La popolazione al 2050: la popolazione francese crescerà lievemente; quella tedesca resterà stabile (grazie ai flussi migratori); quella italiana si ridurrà. In tutti e tre i paesi, la quota di individui sopra i 65 anni aumenterà sensibilmente.
  • L’invecchiamento “dall’alto”: tra gli individui che hanno più di 65 anni, i gruppi tra i 75 e gli 84 anni e quelli sopra gli 85 anni avranno una crescita più veloce; i centenari, in particolare, aumenteranno moltissimo, con una progressiva predominanza di donne nelle età più avanzate.
     
  • Traslazione della mortalità e della morbilità: la speranza di vita media è cresciuta di circa un decennio negli ultimi cinquant’anni, superando ampiamente gli 80 anni; si arriva a età più avanzate in condizioni migliori, ma aumentano anche gli anni in cattiva salute. Gli uomini muoiono (prima), le donne soffrono (di più).

La Silver Economy come opportunità

  • Una seconda età adulta: vite più lunghe e un maggior numero di anni trascorsi in buona salute stanno trasformando il periodo della pensione in una fase di vita attiva e produttiva, generando nuovi modelli di lavoro, consumo e partecipazione.
     
  • La ricchezza come motore di crescita: il “grande trasferimento della ricchezza intergenerazionale” può potenzialmente finanziare la spesa e gli investimenti nella terza età, consolidando la Silver Economy (Economia della longevità) come uno dei principali motori della crescita nelle economie avanzate.
     
  • Sbloccare il capitale nascosto dell’Europa: la prosperità a lungo termine dell’Europa dipende dalla capacità di trasformare la ricchezza ereditata in capitale produttivo. Mobilitare anche solo una piccola parte del “grande trasferimento di ricchezza” verso investimenti sostenibili, come pensioni, innovazione e infrastrutture verdi, contribuirebbe a colmare il divario strutturale degli investimenti del continente e a rafforzare le basi della Silver Economy.
     
  • Una forte domanda di consumo dagli anziani: le persone dai 50 anni in su generano già un terzo del PIL mondiale e guidano i consumi nei settori della salute, dell’abitare, del tempo libero e dei servizi finanziari.
     
  • Una crescente disuguaglianza: l’invecchiamento della popolazione sta dando origine a un mercato duale: da un lato pensionati benestanti alla ricerca di servizi su misura, dall’altro una maggioranza che necessita di protezione e servizi accessibili. Le compagnie assicurative possono assumere un ruolo guida creando nuovi prodotti differenziati per longevità, assistenza e sicurezza finanziaria, promuovendo al contempo l’inclusione.

Il “grande trasferimento della ricchezza”

Sta avvenendo una silenziosa rivoluzione finanziaria.

A livello globale, nei prossimi venti o venticinque anni verranno trasferiti tra le generazioni oltre 64.000 miliardi di euro di ricchezza (UBS, 2025), rendendo questo passaggio il più grande trasferimento intergenerazionale di ricchezza privata della storia (The New York Times, 2023).

Di questa cifra, secondo lo stesso rapporto UBS, quasi 2.600 miliardi di euro sono attesi in Germania, circa 1.700 miliardi in Francia e poco più di 1.700 miliardi in Italia.

In realtà questa transizione è già in corso: solo nei prossimi cinque anni si prevede che 15.700 miliardi di euro saranno ereditati a livello mondiale (Vanguard, 2025), di cui oltre 3.000 miliardi in Europa (Addepar, 2025).

Una parte considerevole di questo trasferimento proverrà dalla fascia più ricca della popolazione, ossia da coloro che possiedono patrimoni netti superiori a 4,3 milioni di euro.In tutta Europa, si stima che circa 270.000 di questi individui particolarmente benestanti trasmetteranno un totale di 6.400 miliardi di euro entro il 2033.

La causa di fondo del “grande trasferimento della ricchezza” è proprio demografica: la generazione dei baby boomers (cioè i nati tra il 1946 e il 1964) non solo è stata la più numerosa del secondo dopoguerra (anche per il recupero delle nascite rinviate durante la Seconda guerra mondiale), ma soprattutto è la più ricca. Dato che la natalità successiva, negli ultimi decenni, è crollata, le generazioni più giovani che riceveranno le eredità sono meno numerose. Questo “grande trasferimento della ricchezza” avverrà in modo graduale, ma la sua portata sarà trasformativa.

Nel prossimo decennio, la Generazione X (cioè i nati tra il 1965 e il 1980) sarà la prima a ricevere eredità consistenti, con molti beneficiari che si avvicinano già alla pensione, tra la fine dei cinquant’anni e i sessanta. Gran parte di questa ricchezza, dunque, non verrà utilizzata per l’imprenditorialità o per i consumi tipici della giovane età, ma servirà a mantenere il tenore di vita individuale, a finanziare la propria assistenza domiciliare e sanitaria e anche a sostenere i propri familiari.

In questo modo, il “grande trasferimento della ricchezza” finanzia direttamente la seconda età adulta, fornendo il capitale che permette, e permetterà nel prossimo futuro, agli europei più anziani di rimanere consumatori attivi e partecipi dell’economia.

I beneficiari ancora più giovani, cioè i Millennial (nati tra il 1981 e il 1996) e, in seguito, la Generazione Z (i nati dal 1997 al 2012) e poi la Generazione Alfa (i nati dal 2013), riceveranno a loro volta quote crescenti di ricchezza man mano che il trasferimento proseguirà.

Per questi gruppi, l’eredità potrà rappresentare una rara occasione per accumulare patrimonio, acquistare una casa e iniziare a costruire risparmi privati. Questa transizione è accompagnata da un cambiamento nelle priorità di investimento: rispetto alle generazioni precedenti, i nuovi eredi mostrano un interesse più marcato per la finanza ad impatto sociale, le strategie orientate alla sostenibilità e le nuove tecnologie (Altrata, 2024).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Source URL: http://ilmessaggero.it/economia/news/over_50_pil_economia_dati_allianz-9243329.html


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