Leone XIV agli 007: «Seguite sempre l’etica, evitate dossieraggi su ministri, prelati, giornalisti»

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Il Giubileo sta per finire, sono arrivati oltre trenta milioni di persone e in Vaticano non si è verificato un solo incidente e questo è merito anche del lavoro svolto dietro le quinte dagli apparati di sicurezza italiani e vaticani. Leone XIV stamattina ha voluto ringraziare gli 007 con una udienza piuttosto insolita, poiché è la prima volta che le barbe finte vengono ospitate nel palazzo apostolico. Il discorso che ha preparato si basa su alcuni principi chiave, il rispetto dell’etica e il sentiero del bene comune.
«Il lavoro che svolgete richiede competenza, trasparenza e insieme riservatezza. Esso vi investe della grave responsabilità di monitorare costantemente i pericoli che potrebbero affacciarsi sulla vita della Nazione, per contribuire soprattutto alla tutela della pace.
Si tratta di un lavoro impegnativo, che anche per la sua riservatezza spesso corre il rischio di essere strumentalizzato, ma che è di grande importanza per cogliere in anticipo eventuali scenari pericolosi per la vita della società».
A questa costatazione tuttavia Leone XIV non manca di richiamare gli apparati di sicurezza al rispetto della dignità della persona umana. Il che significa non oltrepassare il limite del consentito perchè «le informazioni riservate non siano usate per intimidire, manipolare, ricattare, screditare il servizio di politici, giornalisti o altri attori della società civile. Tutto ciò vale anche per l’ambito ecclesiale. Infatti, in diversi Paesi la Chiesa è vittima di servizi di intelligence che agiscono per fini non buoni opprimendone la libertà. Questi rischi vanno sempre valutati ed esigono un’alta statura morale in chi si prepara a svolgere un lavoro come il vostro e in chi lo svolge da tempo».
Un passaggio che fa subito venire in mente il caso Striano, al centro di una inchiesta, dove affiora proprio l’attività illegale di un finanziere attraverso accessi abusivi e dossieraggi interni alla Direzione Antimafia, raccogliendo oltre 10.000 file. Tutti fascicoli riservati, archiviati o ancora in corso, su calciatori, ministri, imprenditori, giornalisti, vip e persino ecclesiastici. In quest’ultimo caso sarebbero emersi persino legami che portano dritti al processo vaticano sul palazzo di Londra e al cosiddetto caso Becciu. Striano si sarebbe mosso dentro lo Stato pontificio con grande scioltezza ed era pure titolare della tessera che normalmente consente di avere acceso a benefit riservati ai dipendenti o ai residenti vaticani. Il caso è scoppiato l’anno scorso dopo la denuncia del Ministro Crosetto, vittima di “spionaggio” poco prima di essere nominato ministro. Dal suo esposto, i pm di Perugia hanno ricostruito quel «verminaio di accessi abusivi», come l’ha definito il procuratore Raffaele Cantone, che andava avanti almeno dal 2018 e che ha colpito soprattutto il centrodestra, la Lega in particolare (il partito di Matteo Salvini è stato il più dossierato).
Papa Leone nel suo discorso ovviamente non menziona direttamente tutto questo, vola assai più alto e riflette su concetti quali la collaborazione, la trasparenza. «La tutela della sicurezza nazionale garantisca sempre e comunque i diritti delle persone, la loro vita privata e familiare, la libertà di coscienza e di informazioni, il diritto al giusto processo». E ancora. Le attività degli 007 «siano disciplinate dalle leggi, debitamente promulgate e pubblicate, che vengano sottoposte al controllo e alla vigilanza della magistratura e che i bilanci siano sottoposti a controlli pubblici e trasparenti».
«Vorrei esprimere la mia riconoscenza per gli sforzi dei Servizi di intelligence italiani anche nel garantire la sicurezza della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. E qui vorrei esprimere una parola di gratitudine per la collaborazione con la Gendarmeria, con il Vaticano, la Santa Sede, in tanti servizi, dove veramente questa capacità e possibilità di servire gli altri si fa realtà grazie alla buona collaborazione con voi» ha concluso il Papa salutando poi i vertici e il sottosegretario Mantovano, prima di ritirarsi e continuare la sua giornata lavorativa.
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di Franca Giansoldati
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