Export, il Centro-Sud con il farmaceutico dà la scossa: la crescita nei primi 9 mesi dell’anno è stata del 14,3 %
La crescita nei primi nove mesi dell’anno è stata del 14,3 % contro il +3,6 % a livello nazionale

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L’export tricolore, e in particolare quello del Centro Italia, si conferma più forte dei dazi di Donald Trump e delle tensioni geopolitiche. Volano le vendite del Lazio verso gli Stati Uniti. Decisivo il contributo del farmaceutico. L’Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni nel terzo trimestre per tutte le ripartizioni territoriali, a esclusione del Sud e delle Isole. Ma è il Centro, dove tra luglio e settembre le vendite verso l’estero hanno fatto uno scatto in avanti del 3,2%, a fare da traino. Nel Nord-ovest e nel Nord-est l’Istat ha rilevato un incremento più contenuto (+2,4%). Se guardiamo invece ai primi nove mesi dell’anno, a fronte di una crescita tendenziale dell’export nazionale in valore del 3,6%, le vendite all’estero del Centro sono aumentate addirittura del 14,3%. Il Sud ha visto le esportazioni crescere del 3,2%, mentre sia il Nord-ovest che il Nord-est hanno registrato un miglioramento dell’1,9%. Male le isole (-7,3%).
IL MOTORE
Il Lazio si afferma come uno dei principali motori dell’export ed è anche la regione che tra gennaio e settembre ha visto crescere di più le vendite verso i Paesi extra UE27, grazie a una variazione su base tendenziale positiva del 30,4%. «Nei primi nove mesi del 2025 – mette in evidenza l’Istat – la crescita tendenziale dell’export è spinta soprattutto dalle maggiori vendite delle regioni del Centro, con Lazio e Toscana che forniscono gli impulsi positivi maggiori». Sempre tra gennaio e settembre il Lazio ha registrato un incremento su base annua dell’export in valore del 14%, mentre in Toscana l’incremento è stato del 20,2%. Il Friuli-Venezia Giulia, con un +22,5%, ha fatto leggermente meglio. All’opposto si collocano la Basilicata con una contrazione del 12,1%, la Sardegna (-11,5%), il Molise (-7,7%) e la Sicilia (-5,1%).
«Le imprese del Lazio confermano una forte propensione verso i mercati internazionali, dimostrando capacità produttive performanti, solide relazioni commerciali e una reputazione in crescita sullo scenario globale», ha commentato Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, al commercio, all’artigianato, all’industria e all’internazionalizzazione.
Per l’assessora ci troviamo davanti a «un successo di sistema». «Continueremo a sostenere questa dinamica positiva con interventi mirati e con una strategia di sistema che valorizzi imprese, innovazione e internazionalizzazione, così da rafforzare ulteriormente le opportunità commerciali sui mercati mondiali», ha aggiunto la Angelilli. L’aumento delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Campania e Abruzzo spiega per 3 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale. Nel Lazio l’export del farmaceutico è cresciuto del 23,6% nei primi tre trimestri dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2024. Un ulteriore contributo positivo di 1,2 punti percentuali, indica l’Istat, deriva dalle maggiori esportazioni dalla Toscana di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, e di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi, dal Friuli-Venezia Giulia. Le vendite all’estero di metalli di base e prodotti in metallo dalla Toscana sono cresciute del 64,1% nei primi nove mesi del 2025. Al contrario, risultano in calo le vendite di coke e prodotti petroliferi da Sicilia e Sardegna, come anche quelle di autoveicoli da Piemonte e Campania.
Dai dati Istat emerge anche che le vendite del Lazio verso gli Usa (+74,2% nei primi nove mesi del 2025) non hanno risentito fin qui della politica commerciale di Washington. Ma l’export cresce a livello tendenziale anche grazie alle vendite della Toscana verso Francia (+49,5%), Spagna (+85,4%), Svizzera (+101,7%), Stati Uniti (+12,5%) e i Paesi Opec (+40,4%). Tra gennaio e settembre sono aumentate significativamente anche le esportazioni del Friuli-Venezia Giulia verso Stati Uniti (+55,3%) e Germania (+67,5%). A livello provinciale l’Istat segnala infine le performance positive di Firenze, Trieste, Frosinone, Varese e Arezzo.
L’ANDAMENTO
In Italia le esportazioni valgono quasi il 40% del Pil. L’obiettivo del governo è di arrivare a 700 miliardi di esportazioni entro la fine della legislatura. L’andamento delle vendite all’estero di beni nel corso dell’anno è stato altalenante, con una crescita congiunturale positiva nel primo e nel terzo trimestre, determinata essenzialmente dagli anticipi delle vendite in vista dell’introduzione dei dazi, accompagnata da una riduzione nel secondo trimestre. I servizi, invece, nonostante il calo nel secondo trimestre, nel complesso sono stati protagonisti di una decisa espansione, mettendo a segno un +5,1% su base tendenziale nei primi nove mesi dell’anno, grazie anche all’apporto del turismo. L’anno prossimo, ha spiegato l’Istat nelle sue prospettive per l’Italia nel 2025-2026, la graduale attenuazione delle tensioni determinate dalla politica commerciale statunitense e dell’incertezza sugli effetti reali delle imposizioni tariffarie, nonché una stabilizzazione della crescita delle principali economie, dovrebbero favorire il ritorno a un sentiero di crescita moderata (+1,6%) delle esportazioni.
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