Ingerisce il detersivo, paura per un bimbo di tre mesi

Ingerisce il detersivo, paura per un bimbo di tre mesi

Il piccolo ha ingoiato sapone per lavastoviglie con il biberon: sentito il padre, la madre ricoverata in un struttura specializzata

L'ospedale di Vasto
di Lea Di Scipio
3 Minuti di Lettura
giovedì 11 dicembre 2025, 07:55
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L’INDAGINE

VASTO Corsa contro il tempo, due pomeriggi fa, per salvare un neonato di appena tre mesi e mezzo arrivato d’urgenza all’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto per un sospetto caso di avvelenamento: il piccolo aveva appena ingerito del detersivo. Ad accompagnarlo al pronto soccorso è stato il papà, un operaio del posto, preoccupato dalle condizioni del bimbo che aveva iniziato a vomitare e mostrava un colorito anomalo. Insieme a loro anche la mamma, visibilmente scossa e presa dal panico per quanto stava accadendo in quegli attimi di forte concitazione. Scattato immediatamente il codice rosso, i medici del nosocomio di via San Camillo de Lellis hanno sottoposto il bambino alla lavanda gastrica e stabilizzato le sue condizioni che, se in un primo momento erano apparse particolarmente critiche, sono poi migliorate.

IL RICOVERO
Il neonato è stato ricoverato nel reparto di Pediatria con una prognosi di una settimana e resterà in costante osservazione ma, fortunatamente, sembrerebbe essere completamente fuori pericolo. Secondo quanto accertato dai medici, il bambino ha riportato lesioni compatibili con l’ingestione di un piccolo quantitativo di detersivo per lavastoviglie con all’interno alcune componenti tossiche. I sanitari, che hanno accolto la famiglia al punto di primo intervento, hanno allertato immediatamente i carabinieri della compagnia di Vasto. I militari di Piazza Dalla Chiesa, guidati dal tenente colonnello Mario Giacona, hanno subito iniziato le indagini per far luce sulla delicata dinamica dei fatti che si sono verificati all’interno del nucleo familiare. La mamma, una donna vastese di circa 35 anni, è stata trasferita in una struttura specializzata della regione abruzzese dove verrà sottoposta ad alcuni accertamenti sanitari. A coordinare le attività investigative è il pubblico ministero della Procura di Vasto, Silvia Di Nunzio, che ha disposto il sequestro l’abitazione della famiglia. Quello che bisognerà chiarire nei prossimi giorni è come il neonato sia venuto a contatto con il detersivo e come lo abbia potuto ingerire, se per contatto con il ciuccio o il biberon, che non erano stati adeguatamente risciacquati dopo il lavaggio, o se le ragioni siano altre. Ascoltato a lungo il papà, gli inquirenti auspicano di arrivare presto a sciogliere tutti i nodi di questa vicenda e per adesso, stretti nel più assoluto riserbo, non hanno applicato nessun’altra misura cautelare.

I PRECEDENTI
La vicenda ha scosso la comunità vastese, memore ancora della tragedia che il 10 agosto scorso ha visto un bambino di un anno perdere la vita. Per lui vana è stata la corsa all’ospedale vastese dove è arrivato in arresto cardiocircolatorio. Il piccolo, portato dalla madre, aveva rigurgitato dopo aver ingerito un biscotto, dinamica che aveva guidato all’ipotesi che a causare la morte fosse stata una polmonite ab ingestis (infiammazione o infezione dei polmoni o loro ostruzione). L’autopsia ha poi aperto la strada all’ipotesi della “Sindrome della morte improvvisa del lattante” (Sids), conosciuta come “morte in culla”. In quegli stessi giorni un ennesimo analogo dramma ha colpito ancora l’Abruzzo, a Penne, dove una bambina di due anni, si è sentita male mentre dormiva, malore che dopo poche ore si è rivelato fatale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Analyse


2026-06-29 11:58:00

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