Polveri sottili, è allarme dalle centraline di Foligno, Città di Castello, Terni e Perugia

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PERUGIA – Polveri sottili, torna l’incubo inquinamento su quasi tutta la regione, tra nebbie, riscaldamento, traffico cittadino e shopping natalizio. Superati i primi limiti di allerta per la salute, con Perugia che vede segnare in rosso il dato delle pm10 insieme a Foligno, Città di Castello e al ternano. Con le previsioni, da parte dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, l’Arpa, che non lasciano ben sperare, con il superamento dei limiti per almeno le prossime 48 ore.
Nel dettaglio, a passarsela peggio, per ora, è Foligno dove la centralina collocata a Porta Romana ha segnato un massimo di 73 microgrammi per metro cubo, superando la soglia limite di 50; segue Città di Castello con 67 microgrammi e Terni che, su quattro centraline di monitoraggio, ne ha tre che superano i limiti (Borgo Rivo, Carrara e Le Grazie) tra i 63 e i 65 microgrammi. Poi c’è la new entry di Perugia, con la centralina di zona Fontivegge che ha raggiunto nelle ultime ore quota 59 microgrammi per metro cubo, mentre quella di Ponte San Giovanni ha visto toccare quota 55. Una situazione di pre-allerta, quindi, sia per i cittadini che per le amministrazioni comunali che potrebbero prendere provvedimenti di contenimento degli inquinanti (come blocchi parziali del traffico, targhe alterne o divieti in base alle emissioni) se il trend negativo dovesse durare e peggiorare nei prossimi giorni. I primi segnali di allerta sono partiti dal giorno dell’Immacolata con i limiti di sicurezza che sono stati superati a Città di Castello e nel ternano. Lo dice il monitoraggio che vede la presenza in tutta la regione di quattordici centraline di controllo che coprono quasi tutta l’Umbria: «Stazioni – spiegano all’Arpa – collocate in aree urbane con l’obiettivo di valutare gli impatti sulla qualità dell’aria prodotti dalle varie sorgenti urbane, quali il riscaldamento e il traffico, nel loro insieme o dove il traffico rappresenta la sorgente prevalente». Ma cosa dicono le previsioni di Arpa per i prossimi giorni? La mappa dell’Umbria pubblicata nel sito appare segnata soprattutto nella fascia che corre tra Città di Castello, Foligno e Terni, con qualche “macchia” scura anche nel perugino: «Previsioni ottenute mediante l’utilizzo di un sistema modellistico che simula la dispersione e la trasformazione degli inquinanti in atmosfera, basato su un modello che fornisce le previsioni di concentrazione orarie elaborando i dati di emissione in atmosfera delle sorgenti presenti sul territorio regionale, le previsioni di qualità dell’aria fornite dall’Istituto francese Ineris per le zone confinanti con l’Umbria e le previsioni meteo fornite da Arpa Emilia Romagna».
Quindi, l’attenzione è d’obbligo così come il monitoraggio costante della situazione in tema di polveri fini, le pm10. Studi epidemiologici, confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche, hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole; quanto più è alta la concentrazione di polveri fini nell’aria tanto maggiore è l’effetto sulla salute della popolazione. Gli effetti di tipo acuto sono legati ad una esposizione di breve durata (uno o due giorni) a elevate concentrazioni di polveri contenenti metalli. Questa condizione può provocare infiammazione delle vie respiratorie, crisi di asma o inficiare il funzionamento del sistema cardiocircolatorio. Gli effetti di tipo cronico dipendono, invece, da una esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri e possono determinare sintomi respiratori come tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare e bronchite cronica. Per persone già affette da patologie polmonari e cardiache o asmatiche è ragionevole temere un peggioramento delle malattie e uno scatenamento dei sintomi tipici del disturbo. Arpa dà anche alcuni consigli di comportamento per cercare di contenere i disagi per la salute, come quello di usare di meno e meglio l’automobile, far controllare periodicamente il motore e il consumo dei pneumatici dell’auto, privilegiare nell’acquisto di auto meno inquinanti o usare la stessa macchina in più persone e ridurre la velocità di marcia”, non solo: l’aumento delle concentrazioni delle pm10 è determinato anche dalla produzione di energia.
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