Famiglia nel bosco, i bambini «spaesati ma sereni»: l’albero di Natale addobbato in comunità e l’offerta di Briatore

Famiglia nel bosco, i bambini «spaesati ma sereni»: l’albero di Natale addobbato in comunità e l’offerta di Briatore

I minori sono curiosi e sereni, seppur spaesati trovandosi in un contesto completamente nuovo rispetto al bosco dove sono cresciuti

Nathna il papà dei tre bambini allontanti dai genitori che vivevano come neo rurali
di Sonia Paglia
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giovedì 11 dicembre 2025, 07:55 – Ultimo aggiornamento: 12:42
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I tre bambini della “casa nel bosco” stanno imparando a vivere un nuovo quotidiano nella casa famiglia di Vasto. Collocati insieme alla madre, Catherine Birmingham, a seguito del provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila del 20 novembre, che ha sospeso temporaneamente la responsabilità genitoriale, i piccoli trascorrono le giornate tra giochi, laboratori e momenti di socializzazione con altri minori e più grandi, ospiti della comunità. Nei giorni scorsi, hanno preso parte all’allestimento dell’albero di Natale, vivendo esperienze simili a quelle di tanti coetanei. I minori sono curiosi e sereni, seppur spaesati trovandosi in un contesto completamente nuovo rispetto al bosco dove sono cresciuti.

IL GIOCO

«Socializzano con gli altri ospiti in attività di gioco di diverse età e non emergono problematiche particolari», spiegano gli addetti. «L’approccio finora adottato da madre e padre appare positivo – aggiungono – e occorre proseguire su questa linea per raggiungere gli obiettivi di tutela».

Le relazioni degli assistenti sociali e della psicologa presentate al Tribunale dell’Aquila, dove viene chiesto ancora un periodo di monitoraggio, pur non vincolanti, rappresentano un indicatore importante per il tribunale che si è riservato.

Un’attenzione da parte delle assistenti sociali viene riservata anche alla madre Catherine nei pochi momenti in cui interagisce con i bambini. La donna ha incontrato la vice console australiana Claudia Elizabeth Foster. Durante la visita, Catherine ha espresso le proprie ansie e desideri riguardo alla situazione dei figli. La presenza del vice console è stata soprattutto per garantire la tutela dei diritti dei cittadini australiani, come Catherine e i tre piccoli, senza interferire con le leggi italiane. La diplomatica ha osservato di persona le condizioni dei minori e dell’ambiente in cui stanno vivendo dal 20 novembre e ha fornito supporto morale, raccogliendo anche elementi utili per future decisioni della famiglia. La sua presenza potrebbe essere stata determinante anche per un prossimo ricongiungimento. La relazione parziale e controllata di Catherine con i figli la fa soffrire molto, ma allo stesso tempo la spinge anche a collaborare con i servizi sociali pur di riaverli con sé. Diversa è la quotidianità del padre, Nathan Trevallion, che trascorre le giornate nella casa del bosco da solo, accudendo gli animali e mantenendo una routine domestica in attesa degli sviluppi giudiziari. Nel frattempo, resta aperto anche il capitolo abitativo.

L’imprenditore Flavio Briatore si è reso disponibile a sostenere economicamente la ristrutturazione dell’abitazione della famiglia, offrendo la prospettiva di un rientro in condizioni più sicure e dignitose. I bambini, nel frattempo, continuano a vivere le loro giornate con la spontaneità tipica della loro età, tra giochi, curiosità e sorrisi, mentre gli adulti intorno a loro, lavorano affinché la tutela e la protezione siano garantite. La decisione finale sulla responsabilità genitoriale resta ora nelle mani del Tribunale per i Minorenni e della Corte di Appello dell’Aquila, che si pronuncerà il 16 dicembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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