Serena Cecchi con i My Mine Terni fa ballare ancora l’Europa

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Hanno spaccato. Come si dice nel gergo degli addetti ai lavori della comunicazione musicale ed artistica, così si può sintetizzare l’esito della rinascita dei My Mine, il gruppo musicale ternano che ha ottenuto un clamoroso e per certi versi sorprendente successo nel concerto live che gli artisti umbri hanno tenuto in Olanda, vicino a Rotterdam, nella città di Delf. Dopo anni di distanza dal live e un’eredità artistica segnata dalla recente scomparsa di Stefano Micheli, la band simbolo dell’Italo disco anni ’80 che ha venduto due milioni di copie dal 1983 ad oggi di “Hypnotic Tango” il suo più grande successo, è tornata a emozionare un pubblico affamato di musica elettronica e nostalgia moderna. Il concerto sold out al Cultuurlab, nel cuore dell’Olanda, vicino Rotterdam, ha celebrato non solo la loro storia, ma l’inizio di un nuovo corso più elettronico, più emotivo, più libero. Al centro di questa nuova fase c’è Serena Cecchi, voce femminile che sta ridisegnando i contorni sonori del gruppo. Raffinata, intensa, capace di rispettare i brani storici senza mai tradirne l’essenza, Serena ha conquistato generazioni diverse grazie a un carisma naturale che si è imposto fin dal primo istante. Serena Cecchi è una cantautrice e ballerina ternana. Artista poliedrica e solare, unisce voce, movimento ed emozione in uno stile personale e contemporaneo. Diplomata al CET di Mogol, ha calcato numerosi palchi aprendo concerti di artisti come Niccolò Fabi e Mauro Ermanno Giovanardi. Nel 2022 ha pubblicato il suo primo singolo “Diluvio” (ABnormal Music / Believe), confermandosi una delle voci più interessanti della nuova scena pop elettronica italiana.
Com’è stato vivere il tuo primo grande live con i My Mine proprio in Olanda? «È stato un vortice di emozioni – racconta Serena – Sapevo che l’Olanda amasse ancora l’Italo disco, ma non immaginavo un’energia così forte. Il pubblico era caldo, presente, quasi affamato di musica. Sul palco ho percepito una connessione immediata. È stato un ritorno emozionante, non solo per la band ma anche per me come artista. Si parla di un’accoglienza addirittura superiore a quella degli anni ’80. Tu cosa hai percepito? «Un amore puro – replica la cantante ternana – E un rispetto enorme verso la storia dei My Mine. Alcuni fan mi hanno detto che non si aspettavano una voce femminile su “Hypnotic Tango” e invece si sono emozionati. È stato il regalo più bello.» Entrare in una band iconica, soprattutto dopo la scomparsa di Stefano Micheli, non dev’essere stato semplice. Come hai vissuto questo passaggio? «Con grande rispetto. Non l’ho conosciuto personalmente, ma attraverso i racconti dei ragazzi e gli ascolti dei brani sento sempre la sua presenza. Ho cercato di portare con me questa consapevolezza, non per sostituire ma per aggiungere. È stato un percorso delicato, emotivo, e profondamente umano.» Gli arrangiamenti di Giovanni De Rosa hanno dato nuova vita ai classici come Hypnotic Tango, Cupid girl e Can delight . Tu come li hai vissuti? «Giovanni lavora con una sensibilità speciale. Ha reso i brani contemporanei senza toccare quel tocco vintage che definisce i My Mine. Abbiamo costruito tutto con rispetto e libertà. È stato un processo naturale, quasi magico.» Come ti sei preparata per affrontare un repertorio così iconico? «Ho sempre lavorato su brani pop o elettro/pop, quindi l’Italo Disco era per me un territorio totalmente nuovo. Una sfida bellissima. Ho ascolitato moltissime volte i brani originali dei My Mine: ho studiato ogni dettaglio tecnico, la pronuncia, le traduzioni, e poi l’interpretazione. Volevo mantenere intatta l’essenza senza stravolgerla, rispettandola, ma rendendo ogni pezzo mio, dandogli una nuova lettura.» Il rapporto con Carlo Malatesta e Danilo Rosati. Com’è stato lavorare con loro per costruire questo nuovo capitolo? «Ci conoscevamo già, avendo vissuto nella stessa città e avendo frequentato lo stesso studio di registrazione. Giovanni ha deciso di proporre loro la mia voce per i live e da lì è nato tutto. Ho potuto approfondire la loro storia artistica, l’universo My Mine, e farlo è stato per me affascinante. Carlo e
Danilo sono persone molto diverse tra loro e proprio per questo abbracciano tante sfumature meravigliose: la sensibilità di Danilo, l’energia e quel pizzico di follia di Carlo.
Mi hanno fatto sentire davvero a casa, complice con loro. E poi mi sento fortunata: D4D, il nostro produttore, e Mariella, la nostra manager, sono già parte profonda della mia vita e delle mie amicizie. Insieme si è creato un team eccezionale, una vera famiglia.»
Serena Cecchi è rimasta sorpresa dal successo registrato dai fans olandesi e si proietta già al futuro insieme a Carlo Malatesta, Danilo Rosati e Giovanni De Rosa, sostenuti dalla manager Mariella Tavaglione. «Ci saranno altre occasioni per portare live questo progetto, e non vediamo l’ora! “Infinito Bacio”, il nuovo singolo in uscita che abbiamo presentato a Delft, è solo l’inizio. Abbiamo idee, brani in lavorazione e una grande voglia di continuare questo percorso insieme.» Un grande successo quindi per la band ternana, che grazie agli arrangiamenti di Giovanni De Rosa ed al carisma di una grande vocalist ed arista da palco come Serena, ha saputo rigenerarsi e riproporsi con successo. Dimostrando che Terni, dopo 42 anni, è ancora capace di fare ballare l’Europa.
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