Roma, studentessa stuprata all’uscita della metro B1 a Jonio: «In 3 mi hanno trascinata al buio»

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Roma, studentessa stuprata all’uscita della metro B1 a Jonio: «In 3 mi hanno trascinata al buio»

La denuncia di una 23enne: aggredita intorno a mezzanotte mentre tornava a casa. In due l’hanno bloccata e l’altro l’ha violentata sul marciapiede

I Carabinieri sul luogo dove è avvenuto lo stupro tra la Metro B1 Jonio e Via Monte Favino. Martedì 9 Dicembre, 2025. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse) Carabinieri at the scene of the rape between the Jonio B1 Metro Station and Via...
di Camilla Mozzetti e Federica Pozzi
4 Minuti di Lettura
mercoledì 10 dicembre 2025, 00:12 – Ultimo aggiornamento: 11 dicembre, 12:20
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Bloccata, trascinata al buio e stuprata da tre uomini di origine nordafricana che sono fuggiti senza lasciare tracce. È il racconto di una studentessa fuori sede di 23 anni che nella notte tra sabato e domenica ha vissuto un incubo appena uscita dalla metropolitana nel quartiere Tufello a Roma. I carabinieri della Compagnia Montesacro e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma, coordinati dalla procura che ha aperto un fascicolo per violenza sessuale di gruppo, stanno cercando di identificare e rintracciare i tre responsabili.

 

Il racconto

La ragazza stava tornando a casa, era da poco passata la mezzanotte ed era sola.

Era uscita dalla stazione Jonio passando per il passaggio scalinato di via del Gran Paradiso, quando sarebbe stata avvicinata e bloccata da tre uomini. Dal racconto che la giovane ha fatto ai sanitari dell’ospedale Sandro Pertini non si è accorta di loro. «Mi hanno aggredita alle spalle», ha detto sotto choc. E i tre non hanno poi parlato. Mentre due la tenevano ferma, un terzo avrebbe abusato di lei, per poi lasciarla in strada. Ad accorgersi della ragazza una passante che le ha prestato soccorso e l’ha accompagnata al pronto soccorso più vicino. È proprio dal nosocomio romano, intorno alle 3 di notte del 7 dicembre, che è scattato l’allarme. La 23enne, sotto choc, ha raccontato l’accaduto ai medici e ai carabinieri. Ora il suo racconto è al vaglio degli investigatori, insieme alla cartella clinica dell’ospedale Pertini, i cui medici non hanno certificato segni di un rapporto sessuale violento. La ragazza non avrebbe infatti, fortunatamente, riportato lesioni.

Gli accertamenti

Intanto le indagini proseguono per cercare ogni elemento utile a rintracciare i tre fuggitivi. Sarebbero nordafricani, ha raccontato la vittima in base a quanto ha potuto vedere senza che i tre proferissero una sola parola, ma nel punto in cui si sarebbe consumata la brutale violenza non ci sono telecamere. Quindi il raggio di indagine dovrà per forza di cose allargarsi alle vie limitrofe dove i tre, dopo lo stupro, potrebbero essere fuggiti. Sembra per ora scartata l’ipotesi che i tre uomini la seguissero dall’interno della metropolitana. Le telecamere della stazione Jonio non hanno infatti ripreso nessuna persona con le caratteristiche fornite dalla 23enne che possa averla seguita. L’ipotesi più probabile è che i presunti stupratori si trovassero già all’esterno della metro e l’abbiano adocchiata solo una volta uscita dalla scalinata in via del Gran Paradiso. Nessuno dei tre apparentemente indossava abiti o accessori che fossero ricordati dalla vittima e che sarebbero tornati utili, come accaduto per precedenti violenze, a individuarli. L’episodio arriva a poco più di un mese da un’altra terribile vicenda, quella dello stupro di una ragazza nel parco di Tor Tre Teste, che si era appartata in macchina con il fidanzato, avvenuto nella notte del 25 ottobre. Gli aggressori, in quel caso, avevano rotto il vetro della macchina in cui si trovava la coppia e uno di loro aveva afferrato la ventenne mentre gli altri tenevano fermo il fidanzato. E proprio per la vicinanza dei due terribili fatti, «la notizia dell’ennesima violenza ai danni di una donna fuori dalla stazione metro Jonio purtroppo non stupisce: Roma nelle ore notturne non è una città sicura, soprattutto per le donne», commenta Luisa Regimenti, segretario di Forza Italia Roma. «Le forze dell’ordine fanno il possibile per presidiare il territorio e siamo grati per il grande impegno profuso – aggiunge – ma è evidente che se vogliamo garantire sicurezza in una città di oltre 1.200 chilometri quadrati occorre l’aiuto delle nuove tecnologie, come telecamere intelligenti, sistemi di monitoraggio dei flussi video basati sull’intelligenza artificiale, colonnine sos di ultima generazione».

Le reazioni

«È un fatto grave. Alla ragazza va il sostegno della città – dichiara in una nota l’assessora alle Pari opportunità di Roma, Monica Lucarelli – Quando parliamo di sicurezza urbana parliamo della libertà di noi donne». «Le istituzioni – aggiunge Lucarelli – hanno il dovere di affrontare questo tema in modo strutturale, non soltanto quando emerge un episodio drammatico. Servono maggiori risorse da parte del governo per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nelle ore notturne, soprattutto nelle aree sensibili intorno alle stazioni e nei nodi metropolitani». «Una notizia che ci addolora e ci indigna profondamente. Non possiamo che ribadire, come amministrazione – ha aggiunto la capogruppo capitolina del Pd, Valeria Baglio – la nostra richiesta già inoltrata in passato al governo, affinché siano stanziate maggiori risorse per il pattugliamento notturno delle forze di polizia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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