Putin, insulti all’Europa: «Maiali isterici». Zelensky: Mosca prepara un altro anno di guerra

Putin, insulti all’Europa: «Maiali isterici». Zelensky: Mosca prepara un altro anno di guerra

Il presidente russo ha tenuto un discorso al ministero della Difesa mostrando di non voler cedere alle richieste dell’Occidente

mercoledì 17 dicembre 2025di Marta Giusti

Putin, l'attacco alla Nato, il nuovo missile Oresnhik e il piano di guerra per il 2026: «Ci prenderemo i territori con la forza»

«Se l’Ucraina non negozierà sulla cessione dei territori, li prenderemo con la forza», «dialogo improbabile con gli attuali leader europei, sono dei porcellini», «la nostra priorità è migliorare le nostre forze nucleari strategiche». Chi ancora descrive il presidente russo Vladimir Putin come desideroso di arrivare a un accordo, dovrebbe rileggere con attenzione le dichiarazioni rilasciate ieri.

La sintesi è la solita: pronti a negoziare, se ci date tutto ciò che chiediamo. E Zelensky avverte: «Abbiamo ricevuto segnali regolari da Mosca: stanno preparando il 2026 come un anno di guerra». Politico, intanto, spiega che le delegazioni di Russia e Usa si incontreranno a Miami nel fine settimana per proseguire le discussioni sul piano di pace: «Secondo una fonte vicina alla questione, si prevede che la delegazione russa includa il capo del fondo sovrano Kirill Dmitriev. L’inviato speciale dell’amministrazione Trump, Steve Witkoff, e il genero di Trump, Jared Kushner, dovrebbero rappresentare la parte statunitense».

Torniamo a Mosca. Lo zar ha ricordato che è pronto il missile ipersonico Oreshnik che secondo fonti dell’esercito russo «è in grado di raggiungere tutta l’Europa». I media fedeli al regime sottolineano che «in 11 minuti può arrivare in Polonia, in 17 a Bruxelles». Il ministro della Difesa russo, Andrei Belousov in una riunione ha spiegato che «la Russia si prepara a continuare l’offensiva in Ucraina anche nel prossimo anno, il compito chiave è mantenere e aumentare i ritmi dell’offensiva raggiunta». Certo, nella postura e nella propaganda di Putin conta la necessità di tenere acceso il fuoco del consenso interno e di alzare la posta al tavolo dei negoziati. In attesa di ricevere il nuovo piano di pace, frutto delle trattative di Berlino tra ucraini e statunitensi, Putin punta a dividere l’Occidente. Elogia Trump e con dichiarazioni che ricalcano la retorica del presidente americano, riversa tutte le responsabilità sul suo predecessore, Joe Biden, e sui leader occidentali: «Gli europei come porcellini si sono uniti in questo lavoro dell’amministrazione americana – riferimento a Biden -, nella speranza di trarre profitto dal crollo del nostro Paese.

La precedente amministrazione ha deliberatamente portato la questione al conflitto armato, Trump afferma che se fosse stato presidente allora, non sarebbe successo niente del genere. Forse è vero». Putin addirittura ipotizza un ricambio dei leader europei: «Si può tornare al dialogo solo quando cambieranno le attuali élite europee». E ripete: «I leader europei sono isterici, è una sciocchezza dire che lo scontro con la Russia è inevitabile». Per ora l’Europa non arretra. Keir Starmer, premier del Regno Unito (che ovviamente non fa più parte dell’Ue, ma dal punto di vista geopolitico è ancora parte del nostro continente) prepara una mossa significativa: ha dato l’ultimo avvertimento all’oligarca russo, Roman Abramovich, perché svincoli entro 90 giorni i 2,5 miliardi di sterline ricavati dalla vendita del Chelsea (squadra di calcio di Premier League) in modo che siano destinati a cause umanitarie in Ucraina. In caso contrario, Londra inizierà un’azione legale contro Abramovich.

In attesa degli sviluppi del nuovo confronto tra le delegazioni americane e ucraine, il presidente Volodymyr Zelensky, preoccupato dall’ipotesi che il 2026 sia un altro anno di guerra, dice: «È importante che i partner se ne rendano conto. Ed è importante che non solo se ne rendano conto, ma che reagiscano. In particolare gli Stati Uniti d’America, che spesso affermano che la Russia vorrebbe mettere fine alla guerra».

TRUPPE

Altro dato, comunicato dal comandante in capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky: «La Russia ha aumentato la concentrazione delle sue truppe a circa 710.000 unità per condurre un’operazione offensiva contro l’Ucraina. Nonostante le perdite significative, l’esercito russo non sta abbandonando la sua offensiva, sebbene non abbia ottenuto significativi successi operativi». Syrsky, che ha partecipato alla riunione del Gruppo di contatto a Rammstein, in Germania, dice anche: «Abbiamo ripreso il controllo di 16 chilometri quadrati nella parte settentrionale di Pokrovsk. Nonostante mesi di pressione russa, le nostre unità stanno mantenendo la posizione e stanno gradualmente riconquistando il terreno perduto».

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Ultimo aggiornamento: 18 dicembre, 10:44
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