Agnelli, John Elkann rischia il processo per frode sull’eredità. Il gip ordina l’imputazione coatta
Il gip ha ordinato al pm l’imputazione coatta per il nipote di Gianni Agnelli e per il commercialista Ferrero. Nel mirino i redditi non dichiarati di Marella Caracciolo
martedì 16 dicembre 2025di Valeria Di Corrado

Non è bastato pagare, almeno a John Elkann, per chiudere il conto con la giustizia. Il nipote di Gianni Agnelli rischia di finire a processo con l’accusa di frode fiscale.
Il gip del Tribunale di Torino Antonio Borretta ha infatti ordinato alla Procura di formulare l’imputazione coatta nei confronti del presidente di Stellantis e del commercialista di famiglia Gianluca Ferrero (nonché presidente della Juventus) per due dei sei capi originariamente contestati, legati alle dichiarazioni dei redditi presentate dopo la morte della nonna, Marella Caracciolo, e relative a due annualità (2018 e 2019).
I pm torinesi contestavano ai fratelli Elkann, al notaio svizzero Urs Robert Von Grunigen e al commercialista Ferrero, il reato di dichiarazione infedele finalizzata all’evasione delle imposte sui redditi, ma lo scorso settembre avevano chiesto l’archiviazione per tutti e quattro. Il gip Borretta, invece, ha ora deciso di archiviare solo le posizioni di Lapo e Ginevra, oltre che del notaio, e di ordinare alla Procura di formulare la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann e Ferrero, riqualificando l’imputazione nei loro confronti nel più grave reato di frode fiscale (che poi era stato contestato inizialmente dai pm quando avevano disposto i sequestri nel 2024). Spetterà, poi, a un altro giudice decidere se mandarli a processo.
«Pur esprimendo la nostra soddisfazione per le archiviazioni disposte dal gip, la sua decisione di imporre al pm di formulare l’imputazione per John Elkann – spiegano i suoi legali – è difficile da comprendere, perché in contrasto con le richieste dei pubblici ministeri, che erano solide e ben argomentate per tutti i nostri assistiti». Gli avvocati annunciano che contro l’ordinanza del giudice Borretta depositeranno «ricorso per Cassazione eccependone l’abnormità». «Nel merito, per noi questi tecnicismi processuali non cambiano nulla: ribadiamo la nostra ferma convinzione che le accuse mosse a John Elkann siano prive di qualsiasi fondamento e riaffermiamo la forte convinzione che egli abbia sempre agito correttamente e nel pieno rispetto della legge».
Il debito saldato
Dalle puntuali indagini del nucleo di polizia economica finanziaria di Torino e ai riscontri alle rogatorie con la Svizzera e il Granducato del Lussemburgo, sono emersi riguardo la posizione reddituale e patrimoniale di Marella Caracciolo (deceduta il 23 febbraio 2019) redditi non dichiarati ai fini dell’Irpef per 248,5 milioni di euro, nonché una massa ereditaria non sottoposta a tassazione per un valore di un miliardo di euro. I nipoti di Gianni Agnelli non avevano pagato l’imposta di successione su quel patrimonio, pari al 4 per cento, sulla base del presupposto della residenza fittizia in Svizzera della nonna Marella. Per questo, oltre alle imposte sui redditi non dichiarati, hanno dovuto versare all’Erario circa 40 milioni per la successione, più sanzioni e interessi, per un totale di 183 milioni di euro. Inoltre dalle indagini è emerso che «tutti i familiari tacciati di aver» tagliato fuori Margherita Agnelli da una grossa fetta dell’eredità dei suoi genitori, «fossero adusi movimentare cospicue liquidità a scopi di investimento all’estero, anche medianti società fiduciarie con sede nei cosiddetti paradisi fiscali».
Il secondo filone
Riguardo l’accusa di truffa ai danni dello Stato, per il mancato pagamento dell’imposta di successione, Lapo e Ginevra sono stati archiviati. Mentre in merito alla richiesta di sospensione del procedimento penale di John con messa alla prova, il gip del tribunale di Torino, Giovanna De Maria, ha convocato una nuova udienza per l’11 febbraio per studiare la memoria presentata dalla difesa del ceo della holding finanziaria Exor. Il 21 gennaio si celebrerà invece l’udienza dedicata alla proposta di patteggiamento di una pena pecuniaria di circa 73.000 euro presentata dal commercialista Ferrero. «La scelta di John Elkann di aderire a un accordo non implica alcuna ammissione di responsabilità – precisano i suoi legali – ed è stata infatti ispirata solo dalla volontà di chiudere rapidamente una vicenda personale molto dolorosa, tanto più dopo aver definito con l’Agenzia delle Entrate ogni possibile controversia attinente i tributi potenzialmente gravanti sui fratelli Elkann in qualità di eredi di Donna Marella Agnelli».
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