Emboli aspirati dal pool di medici, l’equipe salva il 56enne con l’intervento record: dalla vita appesa a un filo alla rinascita

Emboli aspirati dal pool di medici, l’equipe salva il 56enne con l’intervento record: dalla vita appesa a un filo alla rinascita

I protagonisti di questa collaborazione multidisciplinare possono raccontare quei momenti e far capire come la tecnologia aiuterà il futuro polo angiografico del nuovo ospedale (dove opereranno fianco a fianco Radiologia Interventistica e Emodinamica) a trattare i casi più complessi

mercoledì 17 dicembre 2025di C.A.

Emboli aspirati dal pool di medici, l'equipe salva il 56enne con l'intervento record: dalla vita appesa a un filo alla rinascita

PORDENONE – Una vita appesa a un filo, un intervento eccezionale che ha salvato un 56enne accolto all’ospedale Santa Maria degli Angeli con un’emorragia cerebrale, ma che successivamente ha sviluppato un’embolia massiva polmonare.

Sono passati quasi due mesi. Lui è fuori pericolo e può cominciare la lunga fase della riabilitazione.

I protagonisti di questa collaborazione multidisciplinare possono raccontare quei momenti e far capire come la tecnologia aiuterà il futuro polo angiografico del nuovo ospedale (dove opereranno fianco a fianco Radiologia Interventistica e Emodinamica) a trattare i casi più complessi. Il paziente è stato infatti sottoposto a un trattamento di tromboaspirazione, effettuato dall’èquipe congiunta della SC Radiologia Interventistica diretta dal dottor Mauro Biscosi e dall’Emodinamica Interventistica che fa riferimento alla SC Cardiologia diretta dalla dottoressa Daniela Pavan. In sala anche l’anestesista Vincenzo Sagnelli del reparto di SC Anestesia e Rianimazione diretto dal dottor Tommaso Pellis.

L’INTERVENTO

«Il quadro clinico era di una gravità assoluta con impossibilità a mettere in atto le routinarie terapie farmacologiche di trombolisi a causa dell’emorragia cerebrale – spiega Biscosi -. Le speranze di vita erano ridotte, una situazione di emergenza che ci ha indotto a ricorrere alla procedura di tromboaspirazione nelle arterie polmonari». La procedura è consistita nell’introduzione attraverso la vena femorale di un catetere ad ampio lume che è stato portato fino alle arterie polmonari. Dopo averlo collegato al sistema di aspirazione, si è proceduto alla rimozione degli emboli. «È una tecnica che avevo usato per ictus intestinali», spiega Biscosi. Ed è in linea con quanto indicato nel congresso mondiale della Società di Cardiologia sull’utilizzo della tromboaspirazione come terapia di prima linea in casi di embolia polmonare massiva in pazienti ad alto rischio di sanguinamenti indotti da trombolisi. «È una linea di lavoro molto innovativa – conferma Daniela Pavan – Costituisce una prospettiva di vita per alcuni pazienti. È un’opzione per tutto il Friuli Occidentale e permette di affrontare problematiche come l’embolia polmonare grazie a un’evoluzione tecnologica importante, con maggiore affidabilità».

FUORI PERICOLO

Per eseguire l’intervento è stato utilizzato un innovativo sistema di aspirazione dei trombi dotato di un microprocessore per ottimizzare la rimozione del materiale trombotico. Recenti studi (Storm-PE e Strike-PE) presentati al Congresso mondiale di cardiologia di San Francisco hanno dimostrato la sicurezza e l’efficacia del sistema per il trattamento delle embolie polmonari sia a rischio intermedio-alto che alto, fornendo una opzione anche ai pazienti emodinamicamente instabili come nel caso del 56enne. «In una ventina di secondi – spiega Biscosi – abbiamo visto migliorare i parametri vitali del paziente». «Era una situazione disperata – conferma Tommaso Pellis – Dopo l’intervento è stato seguito in Rianimazione, successivamente è stato trasferito nella terapia intensiva del Cro. Adesso lo aspetta l’iter riabilitativo».

LA COLLABORAZIONE

«Siamo veramente felici di aver potuto aiutare il paziente dandogli nuove chances di recupero della propria salute dicono i professionisti protagonisti di questa vicenda Nel nuovo ospedale condivideranno spazi e personale, proprio con l’obiettivo di incrementare il supporto reciproco specie nei casi a maggior complessità. Non sono molti i centri nei quali tali procedure si mettono in atto in quanto occorrono non solo grande competenza e professionalità, ma l’umiltà di lavorare in squadra per il bene del paziente». Ed è proprio Biscosi a sottolineare come questi interventi riescano grazie alla disponibilità reciproca e alla collaborazione: «E la sfida è creare qualcosa di nuovo proprio in questo senso».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source URL: http://ilgazzettino.it/nordest/pordenone/emboli_aspirati_intervento_medici_56enne_salvato-9250124.html


Analyse


2026-01-06 04:43:24

Post already analysed. But you can request a new run: Do the magic.