Accoltellato al volto per una donna: «Non sentirà più odori». Lite nel parcheggio del centro, l’aggressore 40enne sferra il fendente e…

Accoltellato al volto per una donna: «Non sentirà più odori». Lite nel parcheggio del centro, l’aggressore 40enne sferra il fendente e scappa

L’aggressore si è dileguato rapidamente brandendo il coltello, mentre il ferito, anche lui portovirese quarantenne, è stato medicato dai soccorritori del Suem che l’hanno trasportato d’urgenza all’ospedale di Rovigo

domenica 14 dicembre 2025di Giovanni Gnan

Accoltellato al volto per una donna: «Non sentirà più odori». Lite nel parcheggio del centro, l’aggressore 40enne sferra il fendente e scappa

PORTO VIRO (ROVIGO) – Nottata insanguinata in città con protagonisti due uomini che si sono picchiati furiosamente ed uno ha sfoderato anche un coltello colpendo l’avversario in pieno volto.

Erano da poco passate le 23 di venerdì quando nel parcheggio del centro commerciale San Marco i due hanno iniziato a scazzottarsi davanti agli occhi increduli di tanti giovani che stavano frequentando i vicini locali GF Club e Sinè. Quest’ultimo, in particolare, proprio in quel momento stava ospitando un evento con musica dal vivo ed alcuni clienti sono usciti dal locale attirati dalla confusione e diventando testimoni oculari.

TESTIMONI OCULARI

La situazione è degenerata quando uno dei due, un portovirese di circa una quarantina d’anni e che abita non molto lontano dal luogo teatro della violenza, ha estratto un coltello dalla giacca e si è scagliato contro il rivale gettandolo a terra. A questo punto, dopo che l’uomo è stato ripetutamente ferito al viso e alla testa, un ragazzo ha lanciato l’allarme alle forze dell’ordine, le quali hanno immediatamente allertato i soccorsi, dirigendosi sulla scena.
L’aggressore si è dileguato rapidamente brandendo il coltello, mentre il ferito, anche lui portovirese quarantenne, è stato medicato dai soccorritori del Suem che l’hanno trasportato d’urgenza all’ospedale di Rovigo dov’è stato ricoverato nel reparto di chirurgia. Aveva una lesione abbastanza profonda a livello oculare-craniale ed è rimasto in monitorato fino all’arrivo dell’oculista e del chirurgo maxillo-facciale che hanno proceduto ad operare l’uomo: la situazione è rientrata nel corso della notte e i medici hanno spiegato come, seppur fossero presenti delle profonde ferite sul volto del paziente, sia stato fatto il possibile per evitare il peggio come la perdita dell’occhio sinistro.

Il portovirese ha subito numerose trasfusioni nel corso della notte e ha riportato una seria lesione all’osso etmoide: questo, molto fragile, è pressoché essenziale per il passaggio del nervo olfattivo ed è stato chiaro sin da subito come fosse completamente compromesso. «Siamo abbastanza sicuri che non sentirà mai più odori in vita sua» ha dichiarato una delle infermiere che ha assistito l’uomo.

LE INDAGINI

Sul luogo dell’accoltellamento sono poi arrivati due agenti di Polizia che hanno interrogato i testimoni tra cui i gestori dei locali ed alcuni baristi, oltre al ragazzo che ha allertato le autorità. Non è stato possibile stabilire le cause che hanno portato allo scoppio del litigio: non si esclude alcuna pista anche se quella più plausibile è che si tratti di una disputa di natura amorosa. Durante la scazzottata, infatti, il testimone ha dichiarato di aver visto arrivare una giovane donna con i capelli rossi che ha tentato invano di sedare la rissa. I poliziotti non sono subito riusciti a individuarla perchè nel frattempo si era allontanata.

«Dopo la rissa abbiamo trovato un cellulare per terra – ha raccontato il ragazzo – abbiamo provato a sbloccarlo per capire chi potesse essere il proprietario ma non abbiamo trovato alcun dato utile e nessuno è venuto a reclamarlo». Altri testimoni hanno riferito che poco dopo l’aggressione la madre dell’accoltellato è arrivata nel parcheggio, ma il figlio era già stato trasportato all’ospedale. Le indagini dei poliziotti si sono protratti fino alle 2.30, ma malgrado le numerose testimonianze nessuno è riuscito a risalire al nome preciso dell’aggressore, che in zona è conosciuto da tutti con un soprannome. Significativa è stata la collaborazione di alcuni ragazzi che hanno aiutato gli agenti nella ricostruzione dei fatti.

Ultimo aggiornamento: 15 dicembre, 11:36
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