Galeano, Rocco, Szumski le matricole del Consiglio. Prima volta anche per Manildo: «Iniziamo subito a lavorare»
L’ex sindaco di Preganziol: «Mi sono emozionato, come era giusto». Borgia: «Grandi responsabilità»
martedì 16 dicembre 2025di Paolo Calia

TREVISO – «Non ero emozionato inizialmente, perché troppo concentrato sulle tante cose da preparare. Ma quando sono entrato in aula ed ho visto il nome sullo scranno…l’emozione è emersa tutta, ed è giusto così». Paolo Galeano, ex sindaco di Preganziol, racconta così il suo esordio a palazzo Ferro Fini nelle vesti di consigliere regionale del Pd.
Per lui era la prima volta, così come per tanti altri trevigiani.
Non per Riccardo Barbisan (Lega), al suo secondo mandato e già con l’esperienza necessaria a fare il capogruppo della Lega, primo partito dell’assemblea: «È un onore per me essere stato scelto dal Presidente Stefani e dai consigliere della Lega come loro capogruppo in Consiglio Regionale. Con questa nuova legislatura, l’importanza e il ruolo politico del Consiglio saranno ancora maggiori. Fare il capogruppo della Lega è sempre un grande onore. Farlo per la Lega, in Veneto, ha un valore strategico ancora maggiore». Altro capogruppo arrivato dalla Marca sarà Claudio Borgia per Fratelli d’Italia: «Il mio ruolo non è ufficiale, serve il voto degli altri componente del gruppo. Ci riuniremo e voteremo. Oggi (ieri ndr) ho fatto più che altro il facente funzione, poi vedremo. Certo che fare il capogruppo comporta una grande responsabilità».
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IL DEBUTTO
Per tanti è stata la prima volta, compreso Giovanni Manildo che magari in Regione sperava d’entraci con i galloni di presidente. Sarà invece il capo dell’opposizione: «Le prime sensazioni sono state positive, è andato tutto liscio e c’è una grande voglia di mettersi al lavoro – ammette – mi è piaciuto constatare una grande coalizione tra la minoranza, adesso vogliamo crescere per diventare un’opposizione significativa. Mi ha fatto piacere sentire Luca Zaia che, nel suo discorso da presidente del consiglio, ha detto di voler essere il “garante del dialogo”. Ci credo molto». Il primo presidente del consiglio regionale è stato però, per questioni di regolamento, Riccardo Szumski (Resistere Veneto), che nei giorni scorsi ha ricordato: «Lotteremo, come sempre, fino alla fine».
Emozionato al suo primo ingresso in consiglio regionale anche Nicolò Rocco (Uniti per Manildo-Azione): «Colpisce entrare in luogo dover è possibile fare cose importanti anche stando all’opposizione. La prima sensazione che ho provato e di aver visto la nascita di una legislatura molto diversa rispetto a quelle passate, sarà sicuramente più partecipata. Quando stai in consiglio comunale hai l’onore di poterti occupare della tua città. Qui in Regione invece assumi la consapevolezza di essere in un organismo legislativo che impone di avere orizzonti più ampi. Di cosa mi piacerebbe occuparmi? Di Sanità e sviluppo economico».
Altra debuttante è Rossella Cendron (Civiche Venete): «C’è grande intesa con i consiglieri trevigiani. E tutto sommato sono contenta che una nostra sindaca (Paola Roma ndr) si entrata in giunta: abbiamo sempre collaborato bene. Sono consapevole di portare la voce di tutti i candidati e le candidate delle Civiche Venete nelle diverse province, coloro che con passione e impegno hanno sostenuto e sosterranno questo progetto civico». E all’appello dei trevigiani manca ancora Stefano Marcon (Lega): al prossimo consiglio regionale prenderà il posto proprio di Paola Roma.
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