Lega furiosa: «Brescacin ingrata è fuori dal partito»

Lega furiosa: «Brescacin ingrata è fuori dal partito»

La consigliera regionale in rotta con i vertici sceglie di aderire al gruppo misto. Il Carroccio a Venezia passa da quattro a tre rappresentanti, rabbia dei militanti

martedì 16 dicembre 2025di Paolo Calia

Lega furiosa: «Brescacin ingrata è fuori dal partito»

TREVISO – Uscita, volontariamente, dal gruppo della Lega in consiglio regionale adesso Sonia Brescacin è di fatto anche fuori dal partito.

E non poteva essere diversamente. Un vero e proprio terremoto quello che è capitato ieri mattina nel Carroccio. Verso le 9 l’ex sindaco di San Vendemiano, e con già due mandati da consigliere regionale alle spalle e pronta per affrontare il terzo, ha mandato un comunicato stampa in cui annunciava quello che era già nell’aria fin da sabato: la decisione di lasciare il gruppo del Carroccio e passare a quello misto. Il motivo non è stato spiegato molto chiaramente, ma va ricercato nel mancato ingresso nella giunta regionale. Brescacin era data come assessore al Sociale in pectore per via della sua esperienza in consiglio e per gli anni passati alla guida della commissione regionale.

Sulla carta, era la più indicata e gettonata. Ma all’ultima curva è stata superata da Paola Roma. L’addio al gruppo leghista ha preso tutti in contropiede. Per primo Dimitri Coin, segretario provinciale, che però aveva già intuito che qualcosa non andava. L’assenza della Brescacin alla convention di sabato al BhR Hotel, dove una buona fetta di militanti si sono riuniti per celebrare il successo alle ultime elezioni, era un segnale che diceva molto. «Sonia non è venuta perché influenzata», ripeteva Riccardo Barbisan, assessore al Bilancio trevigiano ritornato in Regione e già con i gradi di capogruppo metaforicamente sulle spalle. Ma è parso chiaro che l’influenza era più che altro “diplomatica”, sotto covavano invece delusione e rabbia. La domenica è poi passata senza grandi scossoni, anche se l’ipotesi di un gesto clamoroso della Brescacin prendeva sempre più corpo.

LA SORPRESA

La svolta ieri mattina, a poche ore dall’inizio del primo consiglio regionale dell’era Alberto Stefani. Brescacin ha diramato la sua nota: «Ho deciso di aderire al gruppo misto mantenendo l’obiettivo di svolgere il mandato consiliare in modo pieno e responsabile. Premetto subito, a scanso di equivoci e di sterili polemiche, che è una scelta personale che mi vede restare collocata con fermezza e convinzione nella maggioranza perché ho l’assoluta intenzione di rispettare il voto dei cittadini». Davanti a queste poche righe, poi sostenute da una spiegazione che in realtà ha spiegato poco, Coin è rimasto di stucco.

Ieri mattina aveva anche parlato con la consigliera concordando un incontro, ma non sapeva che la scelta era già stata fatta: «Ho appreso della sua decisione dal comunicato stampa», si è limitato a dire. Per la Lega trevigiana è un colpo molto duro. Si ritrova con tre consiglieri regionali invece che quattro, ed è un paradosso per un partito che alle ultime elezioni ha preso il 41% delle preferenze: «Siamo nettamente il primo partito della provincia», aveva sottolineato con il giusto orgoglio Coin sabato evidenziando proprio il nutrito gruppetto di consiglieri spediti a Venezia, il più numeroso tra tutte le varie province. E Brescacin avrebbe comunque avuto la presidenza della Commissione Bilancio, incarico non di secondo piano in una Regione che ogni anno gestisce miliardi di euro. Adesso quindi il Carroccio trevigiano, con tutta la sua potenza elettorale e patrimonio di voti, si ritrova con un consigliere in meno e senza la presidenza di una commissione chiave.

LA RABBIA

La notizia ha, inevitabilmente, diviso i militanti. Le chat del partito sono letteralmente esplose di commenti di tutti i tipi: «Un’altra che restava nella Lega solo par la poltrona. Non è degna di rimanere nella nostra famiglia», il primo sfogo; «Questo vuol dire non essere a disposizione del partito ma della poltrona», dice un altro militante. Ma si sono anche alzate voci a sua difesa: «È una persona capace e competente. Se i veneti hanno dato il voto a lei è perché credevano nella sue capacità». Un ventaglio variegato. Anche la chat dei segretari di sezione è stato un ribollire di commenti, per lo più estremamente critici. Ma c’è anche chi ha fatto notare che la scelta di Brescacin sposta ancora di più l’asse portante della Lega in Veneto verso Padova. E questa, forse, è la cosa che preoccupa maggiormente i leghisti nostrani.

 


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