Troppe visite mediche superflue, l’Ulss3: «C’è un consumismo sanitario che va affrontato»

Troppe visite mediche superflue, l’Ulss3: «C’è un consumismo sanitario che va affrontato»

Sono 226mila gli accessi ai Pronto soccorso nel 2025, il 90% codici bianchi o verdi. Le attese medie sono di 2 ore e 20 minuti

martedì 16 dicembre 2025di Alvise Sperandio

Troppe visite mediche superflue, l'Ulss3: «C’è un consumismo sanitario che va affrontato»

VENEZIA – Quando da una prevenzione definita sulle evidenze scientifiche si passa a una prevenzione pretesa “a tappeto”, il sistema va fuori giri per quello che gli esperti di settore chiamano “consumismo sanitario“, l’esatto contrario di un’altra espressione tecnica: “l’appropriatezza” delle prescrizioni, che vuol dire dare la giusta prescrizione per quel paziente, in quel momento, sapendo anche arginare chi non si dà mai un criterio e soprattutto un limite sulle richieste.

IL CONVEGNO

Di questo tema piuttosto vasto, dal quale, in fondo, dipende la sostenibilità stessa del sistema sanitario pubblico, universale e gratuito, si discute oggi nell’auditorium del Padiglione Rama dell’ospedale dell’Angelo nel corso del convegno promosso dall’Ulss 3 Serenissima con vari partner, con due sessioni di lavoro mattutine, l’intervento del patriarca Francesco Moraglia nel pomeriggio e, a conclusione, la tavola rotonda con gli interventi di: Edgardo Contato, direttore generale dell’azienda sanitaria veneziana; Giovanni Leoni, presidente dell’Ordine dei medici; Giuseppe Palmisano, segretario regionale della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale); Simone Venturini, assessore comunale alla Coesione sociale, Manuel Bertaggia, presidente dell’Associazione italiana diabetici; Chiara Cacciavillani, docente di diritto amministrativo all’Università di Padova.

L’appuntamento è l’ideale prosecuzione del convegno dello scorso anno dedicato all’appropriatezza proprio perché i due temi sono la faccia della stessa medaglia.

«Consumismo sanitario – dice il dg Contato – significa pretendere il servizio sanitario pubblico come prodotto di consumo di massa. Ma allargando lo sguardo dall’ambulatorio del medico prescrittore al sistema più vasto dei servizi, l’appropriatezza resta un crocevia cruciale perché come non ci può essere sostenibilità del servizio senza appropriatezza di prescrizioni di visite ed esami, così il sistema sanitario non può prescindere dall’appropriatezza nella gestione del personale, dei mezzi, delle sedi, delle attrezzature». Il consumismo sanitario ha una forte incidenza sulle prestazioni erogate e sui costi per la collettività, mettendo la macchina sotto pressione, come quando i Pronto soccorso, per fare l’esempio più eclatante, si riempiono di pazienti. I numeri del 2025 parlano in proiezione di 226mila accessi ai Pronto soccorso dell’Ulss 3 (in linea con il 2024): il 75% sono codici bianchi, il 15% verdi e solo il restante 10% gialli o rossi. E il 90 per cento dei 226mila accessi c’è stato all’Angelo, con un tempo medio di attesa di 2 ore e 20 minuti, ma mai oltre le 6 ore di permanenza. Tuttavia moltissime richieste non urgenti potrebbero essere gestite altrimenti, segno che evidentemente qualcosa nella cosiddetta medicina del territorio e della prossimità non funziona.

I MEDICI DI BASE

«Il ruolo dei medici di medicina generale, in particolare, è fare da arbitri – sottolinea Contato, presentando il convegno di oggi – Tante volte, loro per primi, faticano a contenere le continue e pressanti richieste di persone che pretendono approfondimenti senza limiti, magari perché pensano di sapere tutto dopo aver consultato il dottor Google in rete. Speriamo che nel 2026 arrivi la svolta vera e propria con l’ingresso in funzione, a regime, della Case della comunità dove si servizi saranno maggiori e più integrati, per essere più efficienti. Di 12, tre sono già operative: a Favaro, Lido e Noale; si aggiungeranno Venezia, Mestre, Marghera, Marcon, Dolo, Mira, Martellago, Chioggia e Cavarzere: noi abbiamo grandi aspettative».
Ragionare di consumismo sanitario vuol dire, perciò, lanciare un appello all’utenza affinché sia più responsabile in certe richieste, nell’epoca in cui la tecnologia digitale consente di accedere a qualsiasi contenuto e lo potrà fare ancora di più con l’arrivo dell’intelligenza artificiale. Come dire: non si può pretendere di avere tutto e subito in termini di accesso ai servizi sanitari perché si rischia di non parlare più di effettivi bisogni di salute, ma finire nel campo delle pretese, spesso condizionate da punti di vista soggettivi difficili da contenere. In buona sostanza: se necessari, non ci dev’essere mai limite agli approfondimenti medici; ma quando non servono o diventano dei “capricci”, bisogna anche sapere dire dei no.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source URL: http://ilgazzettino.it/nordest/venezia/visite_mediche_superflue_ulss3_consumismo_sanitario-9247873.html


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.