Lega veneziana sparita in Regione, malumori nel partito: nessun assessore a palazzo Balbi

Lega veneziana sparita in Regione, malumori nel partito: nessun assessore a palazzo Balbi

Agitazione nel Carroccio: Tomaello non sarà capogruppo, Calzavara deluso per non essere diventato assessore

martedì 16 dicembre 2025di Davide Tamiello

Lega veneziana sparita in Regione, malumori nel partito: nessun assessore a palazzo Balbi

VENEZIA – Ricapitolando: un vicesindaco della città in arrivo da Noale e un magro bottino in Regione in termini di poltrone che contano. Tra chi ha capitalizzato decisamente male l’effetto Zaia e il rinnovato boom veneto del Carroccio ci sono sicuramente i leghisti veneziani: nessun assessore a palazzo Balbi, saltato anche il capogruppo della lista Stefani, non resta che sperare nella presidenza della commissione Bilancio.

Il più deluso di tutti probabilmente è l’ex sindaco di Jesolo Francesco Calzavara: eletto per un secondo mandato a palazzo Ferro Fini, questa volta ambiva a un posto in giunta. E invece non solo è rimasto a bocca asciutta, ma si è visto superare a destra da un suo concittadino, Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia), nominato vicepresidente e assessore al Turismo. Per Calzavara, ex primo cittadino e storico albergatore della città balneare, uno schiaffo morale non da poco. Altro pugno allo stomaco, il posto di capogruppo della Lista Stefani: in pole c’era l’ormai ex vicesindaco di Venezia, Andrea Tomaello.

Certo, il 35enne di Mirano è al suo esordio in Consiglio regionale, ma la Lega veneziana si aspettava che per una questione di equilibri di rappresentanza tra città questo ruolo potesse toccare proprio a lui. Inoltre, tra Stefani e Tomaello c’è un legame di amicizia profondo, dai tempi in cui insieme condividevano l’ufficio di Bruxelles al seguito dell’allora europarlamentare Lorenzo Fontana. Il neo presidente della Regione l’aveva fortemente voluto in lista, tanto da convincere il Partito a rinunciare per lui a un altro assessore veneziano che aspirava a entrare in Consiglio, il pupillo del generale Vannacci Sebastiano Costalonga. Anche in questo caso, però, nulla di fatto: quel posto è andato al veronese Matteo Pressi. «Siccome i veneziani sono abituati a farsi sentire di solito in tutti i campi, da veneziani cercheremo di farci sentire e se serve anche di rompere le scatole» ha commentato l’ex vicesindaco a margine della prima seduta dell’assemblea, sottolineando così il fatto di dover rappresentare il capoluogo davanti a una giunta a trazione padovana. Tomaello è in corsa ancora per un ruolo di prestigio: il presidente della Commissione Bilancio. Si tratta dell’ultimo treno per far sì che Venezia non esca da questa distribuzione proprio a mani vuote.

 

NODO LAGUNARE

Il clima tra gli iscritti e i militanti non è tra i più sereni. Solo poche settimane fa alla cena provinciale di partito oltre trecento persone gonfiavano il petto orgogliose di aver dominato le elezioni, oggi invece la maggior parte di loro è furiosa perché, di fatto, il capoluogo in Regione sembra contare poco o nulla. Sul banco degli imputati, per la base leghista, c’è un solo nome: il segretario metropolitano Sergio Vallotto.
Il j’accuse dei militanti, in sintesi, è questo: Vallotto avrebbe concentrato le sue energie solo nella trattativa con Luigi Brugnaro per il posto da vicesindaco post Tomaello (alla fine la scelta è ricaduta, fatalità, proprio su di lui) perdendo di vista invece la partita in Regione per pretendere posti di rilievo per i veneziani eletti.

ASSE MIRANESE

A questo si aggiungono i malumori per il fatto che il numero due del Comune sia stato pescato ancora dal Miranese. In una città istituzionalmente legata ai campanili, per storia e unicità, che prima ha dovuto metabolizzare un sindaco arrivato da Spinea e un vicesindaco da Mirano, l’arrivo di Vallotto (pur per un periodo limitato, si parla di cinque mesi) è stato visto come l’ennesimo smacco, tanto da far partire una raccolta firme da parte dei militanti lagunari. In lizza i consiglieri veneziani non mancavano: per il centro storico, Giovanni Giusto e lo stesso Costalonga (dopo la batosta con la questione delle liste, per lui avrebbe potuto essere una sorta di risarcimento morale), per la terraferma l’ex parlamentare e capogruppo in Consiglio comunale Alex Bazzaro. A questo punto resta da capire se si tratti di malumori passeggeri o dell’inizio di una vera e propria frattura. Sarà sufficiente attendere la prossima primavera, quando la Lega si radunerà in congresso per eleggere nuovamente il proprio segretario metropolitano.
 

 

Ultimo aggiornamento: 09:20
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