Nicola Pagan morto sul lavoro a 58 anni, il ricordo al funerale: «Siamo eredi della sua forza di vita»
La chiesa di Arzerello gremita per i funerali dell’operaio travolto nello scavo. Il ricordo dell’arciprete don Draghi: «Perdita ingiusta, violenta e assurda»
mercoledì 17 dicembre 2025di Nicola Benvenuti

PIOVE DI SACCO (PADOVA) – «Che questa sua “nascita al cielo” così i santi parlavano della morte in questo tempo di Avvento che ci orienta alla nascita in terra del Salvatore, sia un’ulteriore occasione affinché altri uomini e donne possano, attraverso la certezza e la sicurezza del lavoro, trovare salvaguardata quella dignità che ci fa essere persone che contribuiscono alla crescita dell’umanità».
Un passaggio significativo dell’omelia di don Massimo Draghi, arciprete di Piove di Sacco, che ieri mattina, nella chiesa di Arzerello colma di gente, ha celebrato il funerale di Nicola Pagan, morto il 3 dicembre scorso a Ponte San Nicolò mentre era intento a lavorare in uno scavo di un intervento appaltato alla ditta di Brugine di cui era dipendente solo da alcuni mesi.
IL CORDOGLIO
In tanti si sono stretti intorno alla moglie Tamara e al figlio Kevin per testimoniare l’affetto in questo momento difficile, uniti alla stima di cui godeva Pagan, che da diversi anni risiedeva nella frazione di Piove di Sacco, in via Dolomiti.
Ancora don Massimo Draghi: «Siamo davanti a una morte che ci sembra ingiusta, violenta, assurda, perfino evitabile.
Abbiamo bisogno di volti, magari anche silenziosi, ma che ci facciano sperimentare quella consolazione di cui ora non riusciamo a intravedere traccia. Tra questi volti, oggi, incrociamo quello del Signore. Lui prepara una tavola imbandita per tutti. Ecco lo stile di Dio: vincere il male con il bene».
Il sacerdote ha richiamato lo stile di vita di Nicola Pagan, uomo concreto, «uno stile che, insieme a Tamara e Kevin, era diventato costantemente progettualità per il futuro, che umanamente una morte ingiusta e violenta, come un irrispettoso ladro nella notte, ha derubato».
Don Draghi ha richiamato le parole della lettura di San Paolo a Timoteo, parafrasandole: «Nicola ha combattuto, ha terminato la corsa, ma rimane quella forza di vita di cui siamo eredi»; rimane quella «corona di gloria», che altro non sono se non quelle relazioni forti, durature, altruiste, anche energiche, di cui quanti hanno avuto a che fare con Nicola possono sentirsi impreziositi. Un rito molto composto e sobrio, al termine del quale un amico di Nicola Pagan ha espresso il ringraziamento dei suoi cari per quanti in questi giorni difficili sono stati vicini a Tamara e Kevin, concluso con un lungo applauso che ha voluto testimoniare concretamente questi sentimenti.
I PRESENTI
Presenti alla celebrazione esequiale l’assessore di Ponte San Nicolò Alessia Gasparin e il vicesindaco di Piove di Sacco Davide Gianella. Quest’ultimo si è espresso in questi termini: «Ci sono stato per la città, non solo per esprimere il cordoglio e la vicinanza della città di Piove di Sacco alla moglie Tamara e al giovane Kevin, ma perché le istituzioni devono essere presenti, devono vigilare affinché non si ripeta. Spetta alla magistratura giudicare sulle eventuali responsabilità; spetta invece alla politica garantire programmazione, risorse e tutele effettive del lavoro».
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