Legge speciale, l’assessore Zuin: «Solo due anni di autonomia per i conti»

Legge speciale, l’assessore Zuin: «Solo due anni di autonomia per i conti»

In apertura dell’ultimo consiglio per l’approvazione del bilancio di previsione era ampiamente atteso questo muro contro muro tra maggioranza e opposizione, così come prevedibile era l’assenza del sindaco

mercoledì 17 dicembre 2025di Michele Fullin

Bilancio del Comune, l'assessore Zuin: «Legge speciale, solo due anni di autonomia per i conti»
VENEZIA – Tutto e il contrario di tutto. Dal panegirico dei dieci anni (quasi undici) di amministrazione Brugnaro al tiro al bersaglio sulla gestione del Comune e del territorio veneziano insulare e di terraferma. In apertura dell’ultimo consiglio per l’approvazione del bilancio di previsione era ampiamente atteso questo muro contro muro tra maggioranza e opposizione, così come prevedibile era l’assenza del sindaco. Meno prevedibile l’assenza della maggior parte della Giunta, solitamente presente in massa a questo appuntamento. Di assessori ce n’erano solamente tre, due non ci sono più in quanto eletti in Consiglio regionale.

LA MANOVRA

Su tutto regna l’incognita della Legge speciale, per il cui rifinanziamento ci sono emendamenti in Finanziaria ancora all’attenzione del Parlamento e non è detto che saranno approvati.
«Per il 2026 e 2027 – ha spiegato l’assessore Michele Zuin – abbiamo una copertura sicura con gli avanzi di gestione, poi ci sono 30 milioni del Qatar, ma auspichiamo il rifinanziamento. Venezia non può vivere senza Legge speciale».
L’introduzione alla manovra ha avuto il sapore di un bilancio di mandato, ricordando l’acqua alta del 2019, la pandemia e il successivo decollo dei prezzi. «Abbiamo superato le avversità andandoci incontro – ha detto – e grazie alla nostra buona gestione che spesso la minoranza ci rimprovera, le abbiamo affrontate sapendo di poter vincere.

Non spendiamo tutto e facciamo avanzi perché abbiamo una logica di programmazione e questa città, se prende un “raffreddore”, spende 10 milioni in più. Questo atteggiamento ci ha permesso di affrontare sfide come il raddoppio delle spese per l’energia. Il bilancio 2026-28 segue questa strada: non aumentiamo le tasse e non ci sono tagli ai servizi. Continua il taglio di 7.5 milioni alla Tari con il gettito da imposta di soggiorno e contributo d’accesso. Sulla residenza pubblica dal 2024 al 2027 avremo investito 40 milioni in riatto e manutenzioni dell’edilizia pubblica. Abbiamo raddoppiato la spesa per le biblioteche. E nel sociale chi dice che abbiamo tagliato mente: siamo passati da 40 a 64 milioni in 10 anni».

LE DOGLIANZE

A dare fuoco alle polveri è stato Marco Gasparinetti: «È stato fatto troppo poco per ridurre la pressione fiscale. Sulla Tari ci sono 7.5 milioni di riduzione, ma la tassa di soggiorno vale 37 milioni. L’Imu e l’addizionale Irpef sono tra le più elevate e non si è fatto nulla per ridurle».
Per Giuseppe Saccà (Pd) “dopo la pandemia non si è avuto il coraggio di aprire una nuova fase per la città. Le case sfitte rimangono costantemente attorno al migliaio e cosa avete fatto? Mes3land, le giostre”.
Alessandro Baglioni (Pd) ha denunciato le falle della sicurezza (“Non si vedono più vigili sulle strade”) e del taglio dei servizi: «Anagrafe, Protocollo, Urp. La vita del cittadino è più complicata».
«Il fallimento di questo governo di città non è fittizio, si tocca con mano.- l’ha messa giù piano Giovanni Andrea Martini – in 10 anni avete raccontato una città fantastica, che però non esiste».
Per Cecilia Tonon e Sara Visman (M5S) è mancato il coraggio nelle scelte.
Insomma, per dirla con Monica Sambo (Pd), “per fortuna è finita. Adesso serve un progetto che ribalti il degrado cui avete contribuito”. Alessio De Rossi, capogruppdi maggioranza, ha rintuzzato le accuse: «Narrazione sbagliata, dal 2015 la città è migliorata. Parlate con la gente e ve lo dirà».
«Di fronte a questa rappresentazione distorta fatta dalla minoranza – ha concluso Giovanni Giusto – in maggioranza preferiamo sorridere. A sentire le opposizioni, anche nel 2020 il voto ci avrebbe dovuto abbattere, invece abbiamo vinto al primo turno. Decidono i cittadini, non voi».


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