Mimmo, dopo il delfino arriva anche la foca nelle acque della laguna. Gli esperti: «È qui perché la zona è piena di cibo»
Esemplare di “monaca” avvistato domenica 14 dicembre tra Punta Sabbioni e il Lido
martedì 16 dicembre 2025di Giuseppe Babbo

CAVALLINO-TREPORTI – Inizialmente chi ha assito alla scena pensava di aver avvistato “Mimmo” o “Nane”, come viene chiamato a Venezia, il delfino che da mesi ha trovato casa nella laguna veneziana, in particolare davanti a Piazza San Marco. Sono stati, invece, testimoni di un evento che gli esperti definiscono raro ma non eccezionale. Domenica pomeriggio, nella Bocca di porto tra Punta Sabbioni e il Lido di Venezia, è stata infatti immortalata una Foca monaca mentre nuotava, un avvistamento che ha ricordato quello avvenuto una decina di giorni fa davanti alla spiaggia di Ravenna.
La scena, decina di secondi circa, è stata registrata in un video che è stato postato nella pagina Facebook “Pesca in mare e in laguna”, raccogliendo nemmeno a dirlo stupore e tanta emozione.
Pochi secondi, nei quali si vede emergere dall’acqua prima la testolina scura e poi il dorso. A fugare gli eventuali dubbi, sono stati gli esperti del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. «È probabile che quell’esemplare» spiega Mauro Bon, responsabile Ricerca e Divulgazione «sia arrivato fino alle nostre acque per esplorare nuove zone, forse perché spinto dalla ricerca di cibo visto che le nostre coste sono più ricche dei pesci dei quali si nutrono. Non è nemmeno escluso che arrivi dalle coste della Croazia dove sono presenti dei nuclei numerosi». Eppure nella laguna di Venezia non è la prima volta che avvengono avvistamenti simili tanto che altre segnalazioni, anche vicino alla Bocca di porto del Lido, oltre che nelle acque di Chioggia, sono avvenute tra il 2016 e il 2018. «Quello di domenica è un evento raro ma non eccezionale» precisa Bon «del resto in tutto l’Adriatico negli ultimi anni stiamo assistendo ad un leggero incremento della specie, nonostante permanga il rischio estinzione. Nel 2020, in Puglia, era stata accertata la presenza di un giovane esemplare, circostanza che fa pensare che in quell’area sia avvenuta la riproduzione».
PRUDENZA
Ma visto l’inevitabile tam-tam nei social, ad essere sollecitato è anche un atteggiamento di responsabilità e di rispetto. «Stiamo parlando di un animale molto timido» precisa il responsabile Ricerca e Divulgazione. «In passato cacciato a lungo dall’uomo, sia per recuperare la pelliccia ma anche perché ritenuto un antagonista nella pesca, ed è per questo che è diventato a rischio estinzione. Quando viene avvistato occorre prestare attenzione: vanno evitati i rumori e non gli deve essere dato da mangiare, ci si deve limitare ad osservalo in silenzio». Lo stesso rispetto, e la stessa attenzione, che viene richiesta anche nei confronti del delfino “Nane”, visti i molteplici avvistamenti molto spesso postati su Facebook. «Sappiamo che la ferita sulla pinna dorsale si è rimarginata» dice il responsabile del Museo di Storia naturale veneziano, Luca Mizzan.
«Negli ultimi giorni gli avvistamenti sono diminuiti, ma non è uscito dalla laguna perché monitoriamo costantemente la zona di San Nicoletto e non l’abbiamo visto passare. Naturalmente c’è sempre la speranza che possa uscire in mare, in questi giorni però l’acqua della laguna e quella del mare hanno la stessa temperatura: non ha alcun motivo per andarsene. Di solito il mare si raffredda rapidamente e poi si ferma mentre la laguna continua a raffreddarsi, sicuramente succederà ma più avanti e a quel punto vedremo cosa accadrà». Nel frattempo, però, diventa fondamentale rispettare questo ospite così delicato. «Diffonderemo un volantino» conclude Mizzan «per convincere la popolazione a delle buone pratiche, perché se “Nane” non lascerà la laguna sarà opportuno imparare a convivere con lui. Si trova in un ambiente confacente alle sue necessità e di certo non rappresenta un pericolo per l’uomo, piuttosto dobbiamo essere noi a non essere un pericolo per lui. Sarebbe una bella scommessa se Venezia si candidasse come città pilota per rendere compatibile nel nostro ambiente la presenza di questo animale».
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