Fungo gialletto a 2.000 metri, l’anomalo ritrovamento a Cima Fertazza: «Temperature alte, la natura è sfasata»

Fungo gialletto a 2.000 metri, l’anomalo ritrovamento a Cima Fertazza: «Temperature alte, la natura è sfasata»

Una ragazza l’ha colto domenica e consegnato a Michela Torre del ristoro Belvedere, che reso nota la curiosa vicenda dedicandovi una riflessione sui social

martedì 16 dicembre 2025di Claudio Fontanive

Fungo gialletto a 2mila metri, l'anomalo ritrovamento a Cima Fertazza: «Temperature alte, la natura è sfasata»

SELVA DI CADORE (BELLUNO) – Ore 12 di una giornata dalla luce apparentemente estiva. Eppure siamo a metà dicembre e a 2.000 metri. Nel fermo immagine tiene in mano un cantarello, meglio conosciuto in zona come fungo gialletto.

Il volto è sorridente, ma al contempo stupito. Il video inizia e il tono della voce è quasi imbarazzato, perchè viene da chi la montagna la vive da 44 anni: «14 dicembre. È appena arrivata una ragazza salita dal bosco e ci ha portato un fungo. È fresco e ha un profumo meraviglioso. Questo è sconvolgente».

In rete

Il post è di Michela Torre che assieme alla famiglia da 40 anni gestisce il ristoro Belvedere a Cima Fertazza, a 2.080 metri di altitudine in comune di Selva di Cadore, proprio sulle piste da sci dello Ski Civetta. Lassù di neve ora ce n’è pochissima e le piste sono innevate artificialmente. Dove il sole batte maggiormente la montagna è quasi totalmente sgombra dal manto nevoso. Michela vive le stagioni lassù da quando ha 4 anni, e se di mesi di dicembre senza neve ne ricorda, temperature così elevate no. «Tanta gente ha assistito alla scena – spiega Torre – durante una passeggiata poco sotto il rifugio una ragazza ha trovato un fungo e me l’ha portato. L’ho schiacciato e con mio grande stupore ho notato che era fresco, con il colore di un giallo naturale, tipico di un fungo appena nato, non come se fosse stato congelato dal freddo. Al massimo poteva avere due o tre giorni. D’altro canto quassù, specie a sud, il terreno non è gelato ed è tutto pulito. La natura completamente sfasata e a 2.000 metri la temperatura non sta andando sotto zero da almeno cinque notti, anche se già lo scorso anno si notava la quota neve che si era alzata a 1.900 metri. Fuori dalla mia abitazione, a 1.500 metri di quota, ho le calendule, due settimane e mezzo fa abbiamo avuto per alcuni giorni un cervo che bramiva in piena notte».

Fuori stagione

La stagione dei funghi commestibili come il gialletto termina al massimo in autunno, ma con delle eccezioni. «I funghi ci sono tutto l’anno, ma in genere a 2.000 metri possono essere congelati dal freddo, mentre di commestibili, come i porcini, ce ne sono in questo periodo, ma in zone come la Sardegna – spiega il membro dell’associazione Bresadola Bruno Barattin – ci sono specie di funghi anche invernali, ma non sono buoni da mangiare. Nelle Dolomiti esistono delle specie e noi organizziamo delle uscite per fotografarli. Ad esempio dove non c’è neve si può trovare il chiodino congelato che però non è commestibile perchè le tossine che ha si fissano sul fungo e non vanno più via». Quindi il gialletto in Fertazza non è spiegabile scientificamente se non con il fatto che il fungo fresco possa essere cresciuto spontaneamente date le elevate e anomale temperature. «Ci possono essere casi – prosegue Barattin – come la flammulina velutipes che è un fungo che cresce in questo periodo». I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e le precipitazioni in inverno sempre più scarse. «Ci stiamo preoccupando, e in parte giustamente, per trovare l’acqua per l’innevamento programmato – conclude Torre – Da bimba quassù ho vissuto come quelli dell’800. L’acqua in rifugio la portavamo con le taniche sullo skilift. Lì impari che ogni goccia d’acqua è preziosa. Ben venga il bacino per l’innevamento, ma pensando al futuro, di questo passo, bisogna iniziare a fare sistemi di raccolta per l’acqua potabile. Le nostre fontane anche a 2.000 metri buttano sempre meno acqua e questa è realtà. Non sono un esperta e non voglio insegnare nulla a nessuno. Il turismo è una fonte economica, ma l’acqua in futuro servirà in primis anche quassù per bere e per sopravvivere».

 

 

 

 


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