Vigili del fuoco, carenza d’organico: «Manca il 20 per cento del personale. Per le Olimpiadi di Cortina operatori pure da altre regioni»

Vigili del fuoco, carenza d’organico: «Manca il 20 per cento del personale. Per le Olimpiadi di Cortina operatori pure da altre regioni»

mercoledì 17 dicembre 2025, 01:25
Vigili del fuoco, carenza d’organico: «Manca il 20 per cento del personale. Per le Olimpiadi di Cortina operatori pure da altre regioni»
di Marco Miazzo
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PADOVA – Dalle urgenze con vite in pericolo all’apertura delle porte. Nell’anno che si va a chiudere il centralino dei vigili del fuoco ha ricevuto 46.260 chiamate, e per 46.260 volte i pompieri sono intervenuti. Numeri in linea con l’anno scorso, il che è positivo. Ma a essere costante è pure la carenza di personale: mentre pullulano i concorsi, nelle stazioni venete manca il 20% degli uomini e alla vigilia delle Olimpiadi invernali per coprire tutte le esigenze si chiederanno gli straordinari su base volontaria.

BILANCIO

Intanto si guarda all’anno che sta finendo. A fare un bilancio dalla Direzione interregionale a Padova è Cristina D’Angelo, direttore per il Veneto e Trentino Alto Adige. Nel corso del 2025 degli oltre 46mila interventi, i soccorsi e salvataggi sono il 40% del totale, mentre le fughe di gas e gli incendi il 20%. Il più alto tasso di interventi si è registrato nella provincia di Venezia (11.567), mentre la quota minore è stata nel Polesine (3.513). Quasi cinquemila gli incidenti stradali (il 10% del totale), mentre i danni d’acqua si fermano al 5% dato che è stato un anno senza grosse emergenze idrologiche.

Non sono mancati gli interventi complessi dal punto di vista logistico, che hanno visto in prima fila i vigili del fuoco con specialità operative, dai sommozzatori agli elicotteristi fino ai portuali e al nucleo telecomunicazioni. Operazioni complesse in cui il lavoro di squadra ha salvato vite, come per le sette persone sorprese da una piena del Piave il 7 luglio e prontamente salvate. Ci sono poi le operazioni terminate con un insuccesso, come nel caso della ricerca di un bambino inghiottito dalle correnti a Jesolo quest’estate. E operazioni svolte in scenari tragici, come a Castel d’Azzano la notte del 14 ottobre, con il nucleo ricerca nelle macerie che è intervenuto per tirar fuori i corpi dei tre carabinieri uccisi dal gesto folle dei fratelli Ramponi. «È stato l’intervento più impegnativo dal punto di vista emotivo di quest’anno – ha ricordato il direttore Cristina D’Angelo -. A Castel d’Azzano siamo intervenuti a supporto della polizia giudiziaria, per liberare dalle macerie i tre carabinieri, purtroppo deceduti, e gli altri operatori intervenuti e rimasti feriti. Quando bisogna soccorrere dei colleghi con cui si lavora spalla a spalla ogni giorno l’emotività è tanta. Anche in quel servizio i vigili del fuoco hanno mantenuto la lucidità, ma nei giorni successivi il coinvolgimento emotivo è stato forte».

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