Guerra nucleare, la minaccia preoccupa 7 persone su 10 a Nordest: l’ansia più presente tra le donne (80%) che tra gli uomini (59%)
Dal punto di vista generazionale l’ansia cresce tra gli anziani con più di 65 anni
mercoledì 17 dicembre 2025di Natascia Porcellato

Il 6 agosto 1945, “Little Boy” devasta Hiroshima; qualche giorno più tardi, il 9, “Fat Man” annienta Nagasaki: le bombe nucleari sganciate sulle cittadine giapponesi 80 anni fa costituiscono ancora oggi uno dei momenti più bui mai vissuti dall’umanità. Da allora, bombe all’uranio o al plutonio non ne sono più state lanciate, ma il possesso di armi nucleari ha comunque assunto un ruolo di potente strumento di deterrenza e pressione politica. Anche in questi ormai quasi 4 anni di guerra tra Russia e Ucraina, Putin e il suo establishment hanno ripreso a usare con forza e frequenza la retorica della minaccia nucleare proprio come parte integrante di una strategia di deterrenza e pressione politica per arginare le iniziative di Europa e Stati Uniti.
In questo modo, tra l’altro, si è alzato anche lo stato di allarme nell’intero Occidente e, su questo, l’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento non fa eccezione.
Secondo le analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, infatti, è complessivamente il 70% degli intervistati a dichiararsi molto (42%) o abbastanza (28%) preoccupato che vengano utilizzati ordigni nucleari nei prossimi mesi.
LE CATEGORIE
Quali settori appaiono maggiormente spaventati da questa eventualità? Prima di tutto, vogliamo sottolineare quanto questa preoccupazione appaia trasversale: in nessun settore sociale, infatti, la tensione scende sotto la soglia della maggioranza assoluta. Tuttavia, alcuni distinguo interessanti è possibile individuarli. L’idea che qualche Paese usi le armi nucleari nei prossimi mesi appare più presente tra le donne (80%) che tra uomini (59%).
Dal punto di vista generazionale, invece, la paura tende a crescere tra gli anziani con oltre 65 anni (82%), mentre tra giovani under-25 (72%) e quanti hanno tra i 25 e i 34 anni (69%) i valori si fermano intorno alla media dell’area. Leggermente al di sotto di questa soglia, invece, è l’ansia espressa dalle persone di età centrale e dagli adulti (35-64 anni, 63-66%). Guardando alla categoria socioprofessionale, poi, possiamo vedere come le preoccupazioni più ampie provengano da pensionati (79%) e disoccupati (84%), anche se è tra le casalinghe che osserviamo il timore più ampio (87%). Vicino al valore medio, invece, si fermano gli studenti (68%), mentre più distaccati possiamo ritrovare operai (61%) e imprenditori (60%), impiegati (65%) e liberi professionisti (56%).
Infine, consideriamo l’influenza della politica. Gli elettori più inquieti rispetto alla possibilità di veder usare armi nucleari nel prossimo futuro sembrano essere quelli che voterebbero per la formazione di Antonio Tajani, Forza Italia (78%), insieme a quanti si rifugiano nell’area grigia dell’incertezza e della reticenza (77%). Intorno alla media dell’area, invece, si attestano quanti guardano al Partito democratico guidato da Elly Schlein (70%) o al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte (69%), insieme ai sostenitori del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia (68%). Valori solo leggermente più contenuti, invece, sembrano provenire da chi voterebbe per la Lega di Matteo Salvini (62%) o per una formazione minore (60%).
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