Natale al cinema, da Avatar a Checco Zalone: tutti gli spettacoli in programma

Natale al cinema, da Avatar a Checco Zalone: tutti gli spettacoli in programma

Terza puntata del fantasy più straordinario dal punto visivo e “Buen Camino” del comico pugliese. Ma c’è anche “Primavera”, prima regia cinematografica del veneziano Damiano Michieletto

mercoledì 17 dicembre 2025di Adriano De Grandis

Natale al cinema, da Avatar a Checco Zalone: tutti gli spettacoli in programma

A Natale la Chiesa attende la nascita di Gesù, i bambini l’arrivo di Babbo Natale con i regali, le tavole apparecchiate la sfilata infinita di cibarie, dai tortellini in brodo all’immancabile panettone, i cinema la speranza di vedere finalmente poche sedie vuote e una sala piena come si usava una volta, perché se a Natale oltre alla cristianità si festeggia una certa opulenza ovunque, anche i film vorrebbero trovarsi meno soli e abbandonati, cosa che capita purtroppo spesso anche alle persone più sfortunate.

Il mondo del cinema non se la spassa bene. Non dimenticando un futuro ancora più problematico, assai temuto dopo i restringimenti annunciati per gli investimenti e gli aiuti produttivi, nel 2025, rispetto all’anno precedente, gli esercenti hanno visto una riduzione del 6% degli spettatori e un 5% in meno degli incassi (l’1% è recuperato grazie all’aumento del prezzo del biglietto). Ora il Natale riscalda se non altro le aspettative, anche se l’allarme resta squillante.

I TITOLI

La grancassa degli annunci quest’anno sembra battere con una certa speranza. Dovrebbero essere due i titoli che fanno il botto. Almeno sulla carta. Ed è quello che si augurano gli esercenti. Uno gioca d’anticipo ed esce già oggi. Si tratta di “Avatar Fuoco e cenere”, terza puntata del fantasy più straordinario dal punto visivo che il cinema abbia saputo offrire in questi 130 anni di vita. Pandora (già di per sé tentazione per titoli natalizi) è il satellite dove la tecnologia digitale ci permette di entrare in una nuova utopia, un luogo migliore dove si possa rivivere un Eden pacifico e in simbiosi con la natura. Poi si sa: tutte le utopie sembrano destinate a fallire e il titolo del terzo episodio (2009, 2022 gli anni d’uscita dei primi due) si direbbe andare in questa direzione.

Ancora una volta James Cameron porterà in sala la sua idea di un cinema grandioso, popolare e sperimentale, un gigantismo che non è solo apparenza: da “Terminator” ad “Aliens”, da “The Abyss” a “Titanic”, fino ad “Avatar” la sua carriera parla chiaro.
Se James Cameron e “Avatar” meravigliano l’occhio (ma non soltanto, come detto), Checco Zalone (su quale si profetizzano incassi ancora più abbondanti) è pronto per tornare a far piovere risate e soldi, anche se sembra davvero difficile ripetere gli exploit di “Cado dalle nubi” (14 milioni), “Che bella giornata” (43), “Sole a catinelle” (51), “Quo vado” (65, secondo incasso di sempre, dopo, guarda caso, “Avatar”), “Tolo Tolo” (46, sua unica regia). “Buen camino” esce proprio il 25 dicembre, la regia torna a essere di Gennaro Nunziante e della trama si sa soltanto che un uomo ricco (sembra erede di un impero di divani) va alla ricerca della figlia adolescente lungo il celeberrimo Cammino di Santiago (film girato quindi tra Italia e Spagna), probabilmente finendo dentro situazioni comiche ed esilaranti, non rinunciando ai suoi temi più cari, quali il viaggio e la disparità economica.

Se tutto questo non è poco, in termini di incassi speranzosi, per fortuna di chi non ama troppo il comico o il fantasy, arrivano in soccorso diversi altri titoli interessanti. A Natale, assieme a Zalone, esce anche “Primavera”, prima regia cinematografica del veneziano Damiano Michieletto, nome prestigioso nel mondo del teatro e della lirica. Di questo suo nuovo percorso ne abbiamo parlato qualche giorno su queste pagine. Basta quindi ricordare che la storia è quella di un’orfanella avviata alla musica alla Pietà di Venezia, che prova a misurarsi con un desiderio di libertà in un mondo ostile. Vivaldi e la sua musica fanno il resto. Con Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Stefano Accorsi.

Se non amate nemmeno il melò e cercate qualcosa di ancora più forte, ecco un nome sicuro: Park Chan-wook. Direttamente dalla Mostra di settembre, arriva l’1 gennaio “No other choice”, ultima fatica del regista coreano sulla crisi sociale del lavoro, tra violenza esibita e grottesca, con un finale raggelante. E ancora: sempre a Capodanno per i cinefili ecco l’imperdibile “Filmlovers” (28 dicembre) del talentuoso francese Arnaud Desplechin che ci parla proprio del cinema e del nostro essere spettatori; l’animazione vive in “La piccola Amélie”, favola attraverso lo sguardo di una bambina di tre anni e in “Spongebob Un’avventura da pirati”, la spugna marina più allegra del cinema; infine “Lo sconosciuto del grande arco” del francese Stéphane Demoustier sull’architetto che ha costruito l’Arco alla Defense di Parigi. Escono invece, in questi giorni, l’ultimo Leone d’oro “Father mother sister brother” di Jim Jarmusch e “La mia famiglia a Taipei” di Shih-Ching Tsou, produttrice dei film di Sean Baker.
 


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