Scarpa, padre dell’anatomia: i suoi segreti nel museo di Pavia

Se si vuole guardare in faccia uno dei figli più illustri di Motta di Livenza, bisogna andare a Pavia: lì è conservata la testa di Antonio Scarpa, uno dei padri dell’anatomia italiana, nato nel maggio 1752 nella frazione di Lorenzaga. Aveva studiato in modo approfondito l’orecchio, e ancora oggi due parti dell’organo auditivo portano il suo nome: il ganglio di Scarpa (una struttura nervosa del condotto uditivo interno) e il timpano di Scarpa (o timpano secondario). Era però un anatomista a tutto tondo e quindi i suoi studi non si erano certo limitati all’orecchio. Infatti studiando le ernie della zona inguino-femorale aveva descritto la regione triangolare entro la quale passa l’arteria femorale e che ancora oggi si chiama triangolo di Scarpa (o triangolo femorale). Questo perché sia ben chiaro anche ai profani quanto fosse stato fondamentale il contributo del mottense alla storia della medicina. Per la verità, non sarebbe proprio facilissimo guardarlo in faccia, perché il reperto anatomico è conservato sotto spirito, in una nicchia sopra una porta, dietro a due antine apribili, nella sala Golgi del Museo storico dell’Università di Pavia, dove Scarpa aveva insegnato fino alla vigilia della morte, avvenuta quand’era ormai ottantenne, nell’ottobre 1832.
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