Alessandra Moretti: «Su di me un voto politico. Ho le pezze giustificative, voglio parlare con il pm»
Le parole dell’europarlamentare dem Alessandra Moretti, da Bruxelles, dopo aver assistito al voto dei suoi colleghi
mercoledì 17 dicembre 2025di Enrico Ferro

«Sono amareggiata perché gli elementi su cui era basata la richiesta erano stati da me già smentiti su base documentale e continuo a sostenere che il voto non abbia guardato tanto ai contenuti della richiesta, ma sia stato condizionato da strategie e convenienze politico-elettorali», dice l’europarlamentare dem Alessandra Moretti, da Bruxelles, dopo aver assistito al voto dei suoi colleghi.
Moretti, perché è convinta che il giudizio sia stato condizionato da strategie e convenienze politico-elettorali?
«Non lo dico io, l’ha dichiarato la delegazione di Fratelli d’Italia qui a Bruxelles.
La decisione non si è basata sul merito, bensì su valutazioni politiche».
Cosa cambia per lei con questo voto?
«Continuerò a lavorare a testa alta al Parlamento europeo sui temi che ho sempre seguito, nel rispetto degli elettori che mi hanno votata. Come già dissi 10 mesi fa, sono e rimango a disposizione della magistratura belga. E mi auguro che questo voto possa servire ed accelerare la chiusura di questa vicenda».
Ma se è davvero un voto politico, perché a Gualmini non hanno revocato l’immunità?
«Ripeto: non sono entrati nel merito delle circostanze. Io avevo prodotto documenti che smentivano le tesi della Procura. E sono convinta che anche la mia collega Gualmini sia completamente estranea a questa vicenda».
Qual è quindi ora la sua posizione dal punto di vista giudiziario?
«Non ho potuto parlare con il magistrato, nonostante l’avessi richiesto sin dall’inizio. Le indagini comunque sono ancora in corso e vi è un processo di revisione per come sono state eseguite le investigazioni».
Secondo lei ci sono stati abusi nelle investigazioni?
«Su questo sta indagando la Magistratura belga. Un poliziotto belga dell’anticorruzione è stato arrestato e un altro interrogato a lungo sulle modalità con cui sono state svolte le indagini».
Si sente perseguitata?
«Ad essere sotto attacco non sono io ma le istituzioni europee. Io sono tranquilla, perché ho sempre lavorato con serietà e correttezza. Sono amareggiata per lo svilimento di un istituto, come quello dell’immunità, così importante e prezioso per la libertà e l’indipendenza dei deputati».
Il suo partito le è vicino in questo momento?
«Il mio partito mi è stato molto vicino: dalla segretaria Elly Schlein a Nicola Zingaretti, a tanti colleghi parlamentari e senatori. Ho ricevuto tanti attestati di stima da deputati di altri partiti e tantissimi messaggi di affetto e sostegno dai miei elettori».
Eva Kaili ha definito il Quatargate un insulto al diritto. È d’accordo?
«Quando Eva Kaili è stata tratta in arresto e tenuta in detenzione, lontana per settimane dalla sua bimba di due anni, io sono stata tra quei deputati che hanno scritto una lettera alla Metsola affinché venissero garantiti i diritti della persona. Ci sono tanti elementi di questa inchiesta che inquietano, a partire dall’arresto di uno degli investigatori. Spero si faccia chiarezza e che venga rispettato lo stato di diritto».
Tornando a lei, cosa si aspetta che accada ora, sempre a livello giudiziario?
«Spero venga fissato quanto prima il colloquio con il magistrato. In quell’occasione avrò modo di chiarire tutto».
Ultimo aggiornamento: 18:01
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