Don Forest: «Insultato sui social, questa non è libertà». Nel mirino dopo i commenti sulla raccolta fondi per il cane di Giada Smania
«Vergognati, inutile». La replica: «Non giudico ma rispondere con invettive è un atto di violenza»
mercoledì 17 dicembre 2025di Andrea Berton

CONEGLIANO (TREVISO) – «Vergognati, prete inutile, mi fai schifo». Sono solo alcuni degli insulti ricevuti da don Andrea Forest, direttore della Caritas di Vittorio Veneto, dopo aver condiviso la sua riflessione in merito alla raccolta fondi promossa dall’influencer Giada Smania, “Vaccapower” su Instagram, pagina in cui ha invitato a finanziare le cure per la sua cagnolina Peep, deceduta qualche giorno fa.
A denunciare il fatto è lo stesso sacerdote che, attraverso un lungo post su Facebook, ha manifestato la sua delusione per le offese ricevute e per l’incapacità di analizzare la sua posizione.
IL POST
Nei giorni scorsi, la riflessione di don Forest aveva acceso i riflettori sul comportamento di tante persone che sembrano non essere in grado di manifestare verso gli esseri umani in difficoltà la stessa empatia mostrata nei confronti degli animali. Il riferimento era all’appello della giovane che in pochi giorni aveva raccolto 15mila euro. «La mia dichiarazione – precisa il sacerdote – esprimeva una valutazione positiva sulla raccolta fondi, insieme all’interrogativo (non un giudizio: Non voglio giudicare, perché ognuno vede le situazioni a modo suo) sul perché l’affetto verso gli animali (mai considerato indegno) attiri più attenzione rispetto ad alcuni casi di persone povere che incontro in Caritas». Don Forest si augurava che la stessa emozione mostrata per la cagnolina valesse anche per i poveri meno visibili.
LE RIFLESSIONI
«Non credo che questo schema di ragionamento sia offensivo – sottolinea – né verso gli animali e l’affetto per loro, né verso Giada e la sua raccolta fondi, né verso chi abbia un pensiero diverso dal mio. Ringrazio chi è stato disponibile al confronto, ma sono deluso per il fatto di vivere in un mondo in cui la libertà di espressione non è più un valore garantito. Non ho la verità in tasca e non ho la pretesa che il mio pensiero sia il migliore. Ma rispondere a un ragionamento con invettive e insulti risulta un atto di violenza». «Senza contraddizione, riconosco all’umano un valore più grande, che rende l’uomo responsabile anche verso gli altri esseri viventi – conclude il prete -. Si può dissentire? Sì. Si può criticare? Sì. Ma abbruttire la propria umanità offendendo il prossimo in nome dell’amore per gli animali, è cattiveria. In questo caso gli animali sono meglio di (certe) persone».
Ultimo aggiornamento: 19:14
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