Manovra, Zes e investimenti: 3,5 miliardi per le imprese. Giorgetti annuncia le misure

Manovra, Zes e investimenti: 3,5 miliardi per le imprese. Giorgetti annuncia le misure

Annuncio del ministro: nel pacchetto anche Transizione 5.0 e caro materiali. Georgieva (Fmi): «L’Italia può formare l’Europa verso una maggiore competitività»

martedì 16 dicembre 2025di Andrea Pira

Manovra, Zes e investimenti: 3,5 miliardi per le imprese. Giorgetti annuncia le misure

Attorno all’ora di pranzo il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è presentato di persona in Senato. Il titolare del Mef ha annunciato ai senatori della commissione Bilancio l’arrivo di un nuovo emendamento che di fatto fa lievitare la Manovra di Bilancio di 3,5 miliardi. Risorse destinate a venire incontro alle richieste delle imprese sulla durata dell’iper-ammortamento, su Transizione 5.0 e sui crediti d’imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale unica del Sud, che il governo ha di recente esteso.

«Abbiamo avuto domande oltre previsioni su Zes e Transizione 5.0, riteniamo ragionevole dover coprire», ha spiegato.

Ma parlare di nuove risorse per il mondo produttivo vuol dire anche trovare le necessarie coperture. La strada da percorrere passa per le assicurazioni, che quindi dovranno dare un contributo aggiuntivo alla Manovra oltre a quello già previsto. Di fatto si tratta di un anticipo, sotto forma di acconto, del contributo al servizio sanitario nazionale che le compagnie versano sotto forma di maggiorazione sulle polizze per la responsabilità civile. La misura era già nel pacchetto allo studio dei tecnici intenti nei mesi scorsi a definire in che modo il mondo della finanza avrebbe dovuto contribuire alle risorse per finanziare la legge di Bilancio.

Il commento

Il nuovo maxi-emedamento viene incontro alle richieste del mondo delle imprese, nel giorno, peraltro, in cui l’Italia ha ricevuto il plauso della direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva. «Grazie alla forte posizione attuale dell’Italia, esiste un’opportunità concreta di guidare l’Europa verso una maggiore competitività», ha spiegato la numero uno dell’istituzione. L’ex commissaria europea si è complimentata con Roma per la riduzione del deficit, che porterà il Paese fuori dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo con un anno d’anticipo. Chiede però al governo uno sforzo ulteriore sulle riforme.

Nella proposta di correttivo formulata dal governo, così come è stata illustrata ai senatori prima del suo deposito, entrerà anche una riprogrammazione dei fondi per il Ponte sullo Stretto dopo lo stop all’iter impresso dalla Corte dei conti con la decisione di non dare il via libera alla delibera sul progetto del Cipess, il comitato interministeriale per la programmazione economica. Siccome i cantieri non partiranno quest’anno anche le risorse saranno riprogrammate (per il 2025 era stanziato circa 1 miliardo).

Le novità

Tra le novità che il governo porterà in commissione spunta anche un semestre di silenzio-assenso per i neo assunti il cui trattamento di fine rapporto, se non ci sarà una indicazione diversa, sarà versato a una forma di previdenza complementare.

L’arrivo di un nuovo correttivo a firma del governo rallenta il percorso della Manovra. A oggi non è stato votato neppure un emendamento. I prossimi giorni saranno quindi decisivi per riuscire ad approvare il disegno di bilancio a Palazzo Madama e poi blindato alla Camera entro il 31 dicembre.

Diversi emendamenti sono ancora in fase di istruttoria, è emerso nei bilaterali tenuti ieri tra i rappresentanti del ministero dell’Economia e i gruppi parlamentari. Resta da capire come andrà a finire sul tetto all’uso del contante, che potrebbe essere portato a 10mila euro pagando un bollo da 500 euro, o su Opzione donna. Nel frattempo è arrivata a Palazzo Madama la riformulazione dell’emendamento sulle riserve auree frutto delle interlocuzioni tra il Tesoro e la Banca centrale europea. La versione finale del testo, condiviso con Bankitalia che lo ha approvato, scrive sì che le riserve «appartengono al popolo italiano» come richiesta da un correttivo a prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. Ma la riformulazione conferma che sono «gestite e detenute dalla Banca d’Italia, come iscritte nel proprio bilancio» e cita tre articoli sul funzionamento dei trattati dell’Unione europea. Capitolo chiuso quindi. «Nella riformulazione che ho presentato a nome del governo, riteniamo che la questione si possa considerare chiusa», ha spiegato Giorgetti.

I correttivi

Intanto nell’ultimo pacchetto di riformulazioni presentato ieri spuntano una serie di misure per gli enti locali. Si va dalla riqualificazione dell’area di Pietralata, prevedendo un commissario straordinario e investimenti per 20 milioni, fino a una nuova lotteria pensata per portare nuove risorse al Coni.

Ultimo aggiornamento: 17 dicembre, 11:38
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