Open Arms, assolto Salvini. Il post con il pugno alzato: «Difendere i confini non è reato». Orban: «Vittima di caccia alle streghe, giustizia è fatta»
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mercoledì 17 dicembre 2025
- Meloni lancia applauso per Salvini, l’accusa era infondata
- Salvini: assolto, difendere i confini non è reato
- Open Arms, definitiva l’assoluzione per Salvini
Orban: Salvini vittima di una caccia alle streghe, giustizia è fatta
«Assolto: la giustizia ha prevalso! Il mio caro amico patriota Matteo Salvini è stato oggetto di una caccia alle streghe politica per cinque anni, sotto processo per aver bloccato uno sbarco illegale in Italia.
Cinque lunghi anni di procedimenti giudiziari hanno dimostrato una cosa: difendere i confini del proprio Paese nonè un reato!». Lo scrive in un tweet il primo ministro ungherese Viktor Orban.
Meloni lancia applauso per Salvini, l’accusa era infondata
«Un applauso per l’assoluzione del vicepremier Matteo Salvini dall’accusa infondata di sequestro di persona e dalla definitiva affermazione del principio che un ministro dell’Interno che difende i confini italiani sta facendo il suo lavoro e niente di più. Esprimiamo la nostra solidarietà e gioia al vicepremier». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, aprendo il suo intervento in sede di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Bongiorno: il processo non doveva neanche iniziare
«Il termine soddisfazione esprime quello che sento in questo momento. Si tratta di un processo che non doveva nemmeno iniziare e questa soluzione di carattere definitivo evidenzia quello che ho sostenuto in aula: era totalmente fuori dal mondo il ricorso della procura, ma cio che ci interessa è la correttezza dell’operato di Salvini». Lo afferma l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Matteo Salvini, dopo la decisione della Cassazione. «Tutto questo è la conferma del fatto che è partito un processo che veramente non doveva nascere e ciò è stato confermato anche come dalle conclusioni della procura generale», conclude.
Salvini: assolto, difendere i confini non è reato
«Cinque anni di processo: difendere i confini non è reato». Così su X il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, sotto una sua foto su cui è scritto “assolto”, commenta l’assoluzione dal processo Open arms.
Open Arms, definitiva l’assoluzione per Salvini
È definitiva l’assoluzione per il vicepremier Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda Open Arms. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione della Cassazione che hanno rigettato il ricorso per saltum presentato dalla Procura di Palermo dopo l’assoluzione di primo grado.
Difesa Salvini: ricorso in Cassazione infondato, stravolti i fatti
In merito al ricorso presentato sul caso Open Arms «siamo di fronte alla totale infondatezza di un ricorso generico che contesta a raffica qualsiasi violazione di legge. Un ricorso che chiede di fare un processo completamente diverso: non e’ affatto un ricorso per saltum». Lo ha detto l’avvocata Giulia Bongiorno, difensore del ministro Matteo Salvini, nel corso dell’arringa in Corte di Cassazione nell’ambito del processo sul caso Open Arms. «Tutte le presunte violazioni di legge sono ancorate a circostanze di fatto stravolte – ha affermato Bongiorno -. La sentenza dice a monte che il Pos (Place of safety, ndr) non si doveva concedere. C’e’ un’inammissibilita’ evidentissima. Si cita il caso Diciotti come similare a quello Open Arms: la Diciotti e’ una nave della Guardia Costiera italiana, l’altra e’ una Ong spagnola. Nella sentenza impugnata ci sono precise indicazioni di tutte le opzioni che aveva Open Arms, e i report sono la prova che non c’e’ stato sequestro di persona. Nel ricorso si dice l’opposto di quello c’e’ scritto nella sentenza», ha concluso l’avvocata.
I giudici della Cassazione in camera di consiglio per la sentenza
I giudici della quinta sezione della Cassazione sono entrati da alcuni minuti in camera di consiglio. Gli ermellini sono chiamati a decidere sul ricorso per saltum presentato dalla Procura di Palermo contro l’assoluzione del ministro Matteo Salvini dalle accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio sul caso Open Arms. La procura generale ha chiesto il rigetto dell’istanza dei pm. La sentenza è attesa nel pomeriggio. Nel corso dei loro interventi le parti civili hanno chiesto l’annullamento della sentenza di assoluzione affermando che «la prova dell’esistenza del dolo c’è nei fatti e nelle testimonianze. A 140 naufraghi che si trovavano davanti alle coste italiane non è stato permesso di sbarcare per giorni violando le norme internazianali e costituzionali e la loro dignità».
La richiesta del pg
La Procura generale, nel corso della requisitoria, si è anche riportata alla memoria depositata nella scorse settimane in cui si affermava che il ricorso dei pm palermitani «non dimostra, nella prospettiva di censura della sentenza impugnata, la sussistenza di tutti gli elementi dei reati contestati, al fine di poter dimostrarne la tenuta della posizione accusatoria». Il leader del Lega era accusato di non avere consentito per alcuni giorni lo sbarco di 147 migranti presenti a bordo della Open Arms.
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Il pg della Cassazione: «Confermare l’assoluzione per Salvini»
Il pg di Cassazione ha chiesto il rigetto del ricorso per saltum dei pm di Palermo e di confermare quindi l’assoluzione perché il fatto non sussiste il ministro Matteo Salvini dalle accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio nella vicenda della nave della Ong spagnola Open Arms. La vicenda risale all’agosto 2019 quando Salvini ricopriva il ruolo di ministro dell’Interno.
Ultimo aggiornamento: 21:41
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