Famiglia nel bosco, la Corte d’Appello rinvia la decisione. Gli avvocati: «L’ordinanza viola la convenzione Onu»
I legali, nel documento per l’udienza odierna, ripercorrono i punti chiave della vicenda e dell’ordinanza
martedì 16 dicembre 2025di Redazione web

Resta ancora in sospeso la possibilità di ricongiungimento per la famiglia che viveva nel bosco in Abruzzo: la Corte d’Appello dell’Aquila, al termine dell’udienza documentale di oggi, si è riservata di decidere sul reclamo dei legali contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che aveva sospeso la potestà genitoriale a Nathan e Catherine e disposto l’allontanamento dei loro tre figli minori, trasferiti in una casa famiglia, dove comunque possono vedere la madre.
I tempi
La corte ha tempo fino al prossimo 27 gennaio per pronunciarsi.
Si tratta di un provvedimento analogo a quello assunto lo scorso 4 dicembre dal Tribunale per i Minorenni al termine dell’udienza di comparizione delle parti, quando i giudici si riservarono la decisione.
L’udienza
L’udienza odierna, svolta da remoto, ha visto il deposito da parte degli avvocati della coppia anglo-australiana, Marco Femminella e Danila Solinas, di note e memorie difensive. I legali hanno contestato l’assenza nell’ordinanza dei requisiti di emergenza, eccezionalità e interesse del minore, sostenendo che non vi era alcuna situazione di pericolo tale da giustificare l’intervento delle forze dell’ordine e che erano possibili alternative al collocamento dei minori in struttura protetta. Ampio spazio è stato dedicato all’istruzione: la difesa ha sottolineato che nel fascicolo mancavano documenti che attestassero l’istruzione dei bambini e che l’istruzione parentale non era stata omessa né utilizzata in modo elusivo. Per la figlia in età scolare i genitori avevano chiesto e ottenuto l’ammissione all’esame di idoneità in una scuola statale, con rilascio dei relativi attestati acquisiti solo dopo l’emissione dell’ordinanza.
I chiarimenti
Chiarimenti sul rilascio della certificazione sono stati chiesti in un’interrogazione al ministro dell’Istruzione dalla deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Elisabetta Piccolotti, anche alla luce del fatto che, secondo la tutrice, la bambina di otto anni non sa leggere. I legali hanno contestato anche la presunta deprivazione tra pari, ritenuta non accertata, richiamando testimonianze di vicini e servizi giornalistici secondo cui i bambini giocavano con coetanei e frequentavano il parco. Hanno evidenziato il mancato ascolto dei minori, previsto dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, e l’assenza di un mediatore familiare durante l’anno di osservazione della vita nel casolare nel bosco. Sulla vicenda sono intervenuti il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha invitato i magistrati a decidere prima di Natale, e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha denunciato la violazione della privacy dei bambini e possibili conseguenze a lungo termine.
Ultimo aggiornamento: 20:01
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