Renzo Tubaro in mostra, da Villa Manin alle chiese del Friuli
Fino al 15 marzo, “Renzo Tubaro. Intonare la realtà. La pittura, l’affresco, il disegno nel centenario della nascita” permette di compiere un lungo e meraviglioso viaggio tra le opere e la vita dell’artista di Codroipo

Contenuto a cura di Piemme SpA Brand Lab
in collaborazione con ERPAC FVG
Un artista riservato, nel cui cuore batteva una passione irrefrenabile per la pittura: così viene ricordato Renzo Tubaro, pittore friulano che ha lasciato un segno profondo nella cultura della sua terra. Una traccia, la sua, che può ora essere riscoperta e approfondita grazie a “Renzo Tubaro. Intonare la realtà. La pittura, l’affresco, il disegno nel centenario della nascita”, mostra antologica organizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Città di Codroipo in occasione del centenario della nascita dell’artista.
Tubaro e una passione irrefrenabile per la pittura
Renzo Tubaro nasce a Codroipo il 15 settembre 1925 ed è proprio in Friuli che avvia la sua gigantesca produzione artistica, dopo gli studi all’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Guido Cadorin e poi a Roma, dove si specializza nell’affresco moderno con Ferruccio Ferrazzi. “Di incontaminato, alto e puro nella mia vita resta la passione per la pittura, che non esito a definire assoluta”, confessò, confermando di fatto una verità che era facilmente ricavabile dalla grande varietà e dall’enorme numero di opere in cui si è cimentato.
Scomparso nel 2002, il pittore di Codroipo ci ha lasciato oltre mille opere a olio e tempera, duemila disegni su carta e una gran quantità di affreschi dislocati in diverse chiese del Friuli, a cui si aggiunge il mosaico custodito nella Scuola Media di Codroipo. La mostra a lui dedicata permette di inoltrarsi in un lungo e meraviglioso viaggio attraverso la sensibilità e la capacità tecnica di un artista unico per il panorama friulano e con poche similitudini in quello nazionale.

L’urgenza artistica e il rapporto con Pasolini
Fino al 15 marzo 2026 il corpo padronale di Villa Manin di Passariano di Codroipo custodirà le pitture da cavalletto realizzate da Tubaro nel corso della sua carriera artistica, un tesoro di opere che ricostruisce la complessa ricerca figurativa intrapresa dall’artista sin da giovanissimo – Tubaro non ha ancora 17 anni quando espone per la prima volta in una collettiva presso l’Opera Bevilacqua La Masa – e che attraversa temi naturalistici, ritrattistici e paesaggistici, con particolare sensibilità verso il mondo animale.
Le storiche sale di Villa Manin ospitano circa 70 opere che raccontano un percorso riconoscibile, quadro dopo quadro. Ma l’artista rivive anche nelle riflessioni registrate nei suoi quaderni. Tubaro non usciva mai di casa senza una matita smozzicata, biro e taccuino, su cui improvvisava schizzi, oppure scriveva spunti e ragionamenti sullo sviluppo della sua arte. Riflessioni che poi condivideva con i colleghi artisti o con altri intellettuali come Pier Paolo Pasolini, con cui si scambiava anche lettere e biglietti in cui lo scrittore e regista incoraggiava Tubaro a percorrere una sua strada artistica, abbandonando gli esempi di maestri come Goya o Picasso: “Abbasso gli idoli”, scriveva Pasolini.
I disegni e gli affreschi
La vivacità intellettuale e la sensibilità artistica di Tubaro sono testimoniate dalla seconda parte di “Intonare la realtà” a Villa Manin. Nella barchessa, infatti, sono esposti i suoi disegni, lavori fugaci con cui l’artista fotografava a suo modo campagne, mercati, accampamenti per osservare animali – i cavalli erano tra i suoi soggetti preferiti – contadini, operai, norcini, cucitrici, bambine al ricamo. Ma il disegno era anche lo strumento per unire l’arte all’amore, agli affetti familiari, come dimostrano i ritratti intimi della moglie e dei figli.

Tuttavia, per conoscere la profondità dell’opera di Tubaro occorre, oltre ad aver visitato le sale di Villa Manin, incamminarsi per le strade della sua terra, alla scoperta dei suoi affreschi custoditi da diverse chiese del Friuli. Opere che mostrano un ulteriore lato della sua poetica, in cui l’amore per la pittura e per la sua essenzialità sono messe a disposizione degli spazi sacri della comunità.
L’itinerario diffuso proposto dalla mostra invita a visitare le opere di Tubaro a Goricizza, Gradiscutta di Varmo, San Daniele del Friuli, Castions di Strada, Rizzolo, Codroipo, Fagagna, Caneva di Tolmezzo, Ribis e Billerio. Per maggiori dettagli sull’itinerario e informazioni sulla mostra è possibile visitare il sito ufficiale.
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