Mosca minaccia l’Europa: «Presto azioni di ritorsione per gli asset congelati»
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Zakharova: «Bruxelles mina gli sforzi di pace». Un milione di famiglie ucraine senza elettricità per i raid: Odessa la città più colpita
domenica 14 dicembre 2025di Marco Ventura

«Un furto puro e semplice, non resterà impunito. La nostra risposta non tarderà ad arrivare». Viene dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la reazione ufficiale alla decisione dell’Unione europea di congelare a tempo indeterminato gli asset russi.
Per il Cremlino, il blocco di oltre 200 miliardi di euro, depositati quasi tutti in Belgio, è una linea rossa che l’Europa avrebbe pericolosamente varcato.
«La cessione dei nostri beni sovrani senza il consenso della Federazione Russa viola gravemente il diritto internazionale – attacca Zakharova – Così l’Ue mina gli sforzi di pace del presidente Trump». Mosca si presenta come vittima di un abuso giuridico. Lo fa mentre nei territori ucraini occupati applica una logica opposta e brutale: la tabula rasa amministrativa e patrimoniale per espropriare i cittadini ucraini. I legittimi proprietari sono chiamati a rientrare in zone di guerra e a registrarsi presso le nuove autorità; chi non lo fa rischia di perdere tutti i suoi beni, dichiarati “abbandonati” e quindi requisibili.
Il paradosso
È il paradosso di questa fase della guerra: Mosca denuncia la violazione del diritto internazionale nell’Ue mentre sul terreno riscrive confini, diritti e proprietà con decreti e occupazione militare. L’emblema è Zaporizhzhia, la centrale nucleare di cui Putin vuole appropriarsi a ogni costo. È difficile che la Russia arrivi a uno scontro frontale con l’Ue. Le leve “dure” a disposizione del Cremlino sono poche. La ritorsione più probabile è quella asimmetrica: la guerra ibrida mirata a infrastrutture critiche come cavi sottomarini, reti elettriche, nodi logistici per alimentare una percezione di vulnerabilità nelle opinioni pubbliche europee. Poi c’è il fronte cyber: possibili attacchi a pubbliche amministrazioni, ospedali, trasporti, finanza e media. E c’è, infine, la carta giudiziaria e finanziaria. La Banca di Russia ha avviato un’azione legale contro Euroclear in un tribunale di Mosca, inaugurando una stagione di cause, sequestri simbolici e pressioni di rimbalzo sugli asset occidentali rimasti in Russia. Il dossier potrebbe arrivare fino al Palazzo di Vetro, all’Onu, mentre la partita resta aperta a Bruxelles. Il congelamento a tempo indeterminato degli asset è stato approvato a maggioranza qualificata, ma l’uso concreto dei beni è oggetto di negoziato tra i Ventisette, in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Ungheria e Slovacchia hanno votato contro il rinnovo del blocco, mentre altri Paesi hanno chiarito che un eventuale utilizzo dovrà essere deciso a livello politico dai leader (l’Italia è tra questi).
Il regolamento
Il regolamento in vigore stabilisce che i beni russi potranno essere sbloccati solo con la cessazione della guerra contro l’Ucraina e il pagamento dei risarcimenti a Kiev. Sullo sfondo restano la disinformazione russa e le divisioni nell’Ue. Putin sa che l’Europa è frammentata e il dossier sui beni russi può diventare un detonatore. La ritorsione immediata di Mosca è già in atto ed è militare. Zelensky denuncia che nella notte la Russia ha lanciato uno degli attacchi più devastanti degli ultimi mesi: oltre 450 droni e circa 30 missili, compresi i Kinzhal ipersonici, contro infrastrutture energetiche e civili in cinque regioni del Paese. Odessa è tra le città più colpite, con incendi nelle strutture portuali e nei silos del grano. Più di un milione di famiglie sarebbe senza elettricità. Sul campo infuria la guerra cognitiva. Kiev rivendica il controllo di Pokrovsk nord, nonostante le affermazioni russe di averla conquistata tutta. A Kupiansk e nell’agglomerato Pokrovsk-Myrnohrad proseguono le controffensive ucraine, certificate dall’Institute for the Study of War, mentre la pressione russa resta altissima lungo il fronte orientale. È una guerra di droni e logistica, metro per metro, pagata con perdite enormi da entrambe le parti. Ma il canale diplomatico non si ferma. Oggi si incontrano a Berlino i consiglieri di politica estera di Stati Uniti, Germania, Ucraina e altri Paesi europei. Domani Zelensky arriverà nella capitale tedesca e rilancia sul terreno politico: «Le possibilità per porre le basi della pace sono significative. Stiamo lavorando per garantire che la pace per l’Ucraina sia degna, e ci sia la garanzia che la Russia non tornerà con una terza invasione». Mosca minaccia ritorsioni, l’Europa misura quanto è disposta a pagare. E l’Ucraina continua a bruciare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Source URL: http://ilgazzettino.it/esteri/mosca_minaccia_europa_presto_azioni_di_ritorsione_asset_congelati-9244805.html











