Famiglia nel bosco verso il ricongiungimento, dai costi eccessivi per il Comune alle rinunce dei genitori: ecco perché

Famiglia nel bosco verso il ricongiungimento, dai costi “eccessivi” per il Comune alle rinunce dei genitori: ecco perché

I giudici dovranno pronunciarsi sul reclamo proposto dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas contro l’ordinanza del Tribunale dei minori

lunedì 15 dicembre 2025di Alessandro Rosi

Famiglia nel bosco verso il ricongiungimento, dai costi "eccessivi" per il Comune alle rinunce dei genitori: ecco perché

Nathan e Catherine Trevallion potrebbero riabbracciare presto i loro figli.

Oggi l’udienza in Corte d’Appello all’Aquila, mentre la decisione dovrebbe arrivare entro fine gennaio. La coppia ha accettato sull’educazione scolastica, hanno acconsentito ai vaccini e sono pronti anche a dare garanzie economiche. I figli, ricordiamo, erano stati allontanati a causa delle condizioni abitative carenti, delle inadempienze del percorso educativo, della mancata socializzazione e per le carenze sanitarie dell’abitazione di residenza. Peraltro i bambini avevano seguito finora il cosiddetto “unschooling”, metodo di apprendimento riconosciuto (e certificato) che, però, può creare lacune di socializzazione. Dopo l’apertura dei genitori, l’idea sarebbe quella di passare all’homeschooling.

 

I legali

Mancavano i criteri di emergenza, eccezionalità ed interesse del minore a sostegno dell’ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento in casa famiglia dei tre figli minori della famiglia che vive nel bosco di Palmoli, una soluzione, sostiene la difesa, che avrebbe potuto avere varie alternative; soprattutto non c’era alcuna emergenza tale da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. È quanto apprende l’ANSA sul contenuto delle note di trattazione scritta che gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno invitato alla Corte d’appello di L’Aquila a sostegno del reclamo contro l’ordinanza presentato per conto dei genitori dei tre bambini. I legali, nel documento per l’udienza odierna, ripercorrono i punti chiave della vicenda e dell’ordinanza, evidenziando l’assenza, nel fascicolo, di documenti che certificavano l’istruzione dei minori.

Sottolineano che l’istruzione parentale, garantita dalla Costituzione, non è stata omessa né utilizzata in modo elusivo: per la figlia in età scolare i genitori avevano chiesto e ottenuto l’ammissione all’esame di idoneità in una scuola statale, con rilascio dei relativi attestati, documentazione che è stata acquisita solo dopo l’emissione dell’ordinanza. Quanto alla cosiddetta deprivazione tra pari, contestata nell’ordinanza, ci si chiede se sia stata effettivamente accertata o desunta dal fatto che i minori non frequentassero la scuola. Al riguardo la difesa richiama le testimonianze raccolte dal programma ‘Le Iene’, ovvero quelle dei vicini di casa, secondo i quali i bambini giocavano con i loro pari, si recavano nel parco, frequentavano persone. Testimoni che, secondo la difesa, sarebbe stato opportuno ascoltare in sede giudiziale così come sarebbe stata opportuno l’intervento di figure come il mediatore linguistico o familiare. 

 

Pronti ad andare via dall’Italia

L’altro aspetto chiave è la volontà dei genitori di andare via dall’Italia. Catherine, infatti, avrebbe inviato dalla casa famiglia un audio ad alcuni amici in cui manifestava la voglia di tornare in Australia e lasciare l’Italia. Un altro punto fondamentale in questa vicenda, che potrebbe velocizzare il processo di ricongiugimento.

Quando arriverà la decisione

Domani, martedì 16 novembre, è fissata l’udienza in Corte d’Appello all’Aquila. I giudici dovranno pronunciarsi sul reclamo proposto dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas contro l’ordinanza del Tribunale dei minori, quella che aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e la collocazione dei tre figli minori della coppia in una casa famiglia di Vasto. La decisione arriverà entro fine gennaio, perché i magistrati hanno 60 giorni di tempo per decidere, che decorrono dal deposito del reclamo, presentato il 27 novembre scorso.

 

Quanto costano

Le spese per il Comune di Palmoli stanno diventando ingenti. L’alloggio protetto di Vasto, per Catherine e per i tre figli, è di 70 euro al giorno, come è stato riportato già in precedenza dal Messaggero. Il totale? 280 euro, visto che sono quattro le persone. Dal 20 novembre ad oggi, 15 dicembre, sono quindi quasi 8000 euro complessivi.

«Non sanno leggere»

«Non sanno leggere», il parere della tutrice dei minori, Maria Luisa Palladino, sui 3 bambini, figli di Nathan e Catherine Trevallion, ha cambiato la percezione sul percorso educativo voluto dai due genitori. Anche perché si tratta di bimbi che hanno un’età compresa tra i sei e gli otto anni (la bambina, per la precisione, 8 e i due fratellini invece sei). «Stanno imparando l’alfabeto», ha proseguito la professionista a La Vita in Diretta. «La bambina più grande, sotto dettatura, sa scrivere solo il suo nome».

Il buono scuola

Un buono scuola, questa la proposta di legge che il deputato Rossano Sasso della Lega depositerà alla Camera. Visionata in anteprima dall’AdnKronos, l’obiettivo è quello di “dare una sponda a quei genitori che decidono di occuparsi direttamente, in casa, dell’educazione scolastica dei propri figli, proponendo di assegnare alle famiglie”. Un contributo in denaro, che potrà arrivare, in base alla dichiarazione Isee, a 800 euro l’anno per la scuole elementari e 1700 per le medie.

Ultimo aggiornamento: 22 dicembre, 17:59
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