Export negli Usa, i dazi non spaventano Rovigo

Export negli Usa, i dazi non spaventano Rovigo

Dall’analisi della Cgia di Mestre il Polesine nel 2025 perde in esportazione, non in America. Negli Stati Uniti è la provincia veneta che addirittura aumenta la vendita: +2,7

domenica 14 dicembre 2025di Redazione Rovigo

Export negli Usa, i dazi non spaventano Rovigo

ROVIGO – L’export del Veneto sta attraversando un periodo di evidente difficoltà, in controtendenza rispetto alla media nazionale. Dazi, tensioni geopolitiche e la crisi dei mercati internazionali hanno fiaccato l’export veneto.
Nei primi nove mesi del 2025, le vendite dei prodotti veneti sui mercati esteri sono scese dello 0,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato si contrappone nettamente alla media nazionale, che ha registrato un incremento del +3,6 per cento. Il Veneto, assieme al Trentino Alto Adige e alla Valle d’Aosta, è tra le uniche regioni del Nord Italia ad aver subito una contrazione negativa. In termini assoluti, la riduzione dell’export regionale è stata pari a 360 milioni di euro. Alla fine di settembre 2025, lo stock complessivo delle esportazioni venete nel mondo si è attestato a 59,3 miliardi di euro.

LA PROVINCIA

A livello provinciale, i dati mostrano dinamiche molto diversificate. Se province come Verona (+1,9 per cento) e Padova (+1,4 per cento) hanno registrato un incremento nelle vendite globali, le situazioni più critiche si sono verificate a Venezia, con un calo del -10,2 per cento, e a Rovigo, che ha subito una contrazione del -4,1 per cento.
Nonostante questo pesante calo nelle esportazioni complessive, il mercato statunitense presenta un quadro parzialmente diverso per la provincia rodigina. Mentre a livello regionale le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 5,9 per cento, in particolare a causa dell’introduzione dei dazi, Rovigo ha mostrato una sorprendente resilienza. Insieme a Padova, la provincia di Rovigo ha infatti accresciuto le proprie quote di mercato negli Usa.
In particolare, l’export rodigino verso gli States ha registrato un incremento del +2,7 per cento. Questo risultato la pone in controtendenza rispetto a province chiave come Verona (-6,2 per cento), Treviso (-6,9 per cento) e, in modo drammatico, Belluno (-35,1 per cento).

 

L’IMPATTO

L’introduzione dei dazi ha ostacolato in modo significativo le esportazioni venete verso gli Usa, causando una diminuzione di 317 milioni di euro in termini assoluti tra gennaio e settembre 2025.

I settori che hanno subito le riduzioni di vendita più importanti e che hanno un peso relativo importante nell’economia veneta includono: apparecchi per uso domestico (come lavatrici e frigoriferi) -44,5 per cento; occhialeria -29,4 per cento; macchine agricole -28,4 per cento; mobili -16,1 per cento; gioielleria -9,0 per cento.

Oltre all’effetto diretto dei dazi e delle crisi internazionali, a frenare l’export veneto ha contribuito anche la svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro, che dall’inizio dell’anno si è deprezzato di 12 punti percentuali.
Nonostante la fase difficile, è prematuro formulare valutazioni definitive sul fenomeno, anche se i dati fotografano una situazione a tinte fosche che richiede un attento monitoraggio. I manufatti veneti, di alta gamma e riconosciuti per la loro eccellenza, hanno le carte in regola per superare queste difficoltà, purché il Paese garantisca un fisco più equo, infrastrutture pubbliche più efficienti e una burocrazia meno fastidiosa.

Ultimo aggiornamento: 15 dicembre, 11:52
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Source URL: http://ilgazzettino.it/nordest/rovigo/export_usa_dazi_cgia-9244190.html


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