Manovra, cosa cambia: affitti brevi (al 21% sulla prima casa), Rc auto e pacchi. Arriva il bonus libri per Isee sotto i 30mila euro

Manovra, cosa cambia: affitti brevi (al 21% sulla prima casa), Rc auto e pacchi. Arriva il bonus libri per Isee sotto i 30mila euro

Gli emendamenti del governo: recuperate risorse con il rincaro sulle assicurazioni, sale la tassa sulle transazioni finanziarie. Tagli ridotti al cinema. Fondi certi per Roma, ok del Mef

venerdì 12 dicembre 2025di Andrea Pira

Manovra, cosa cambia: affitti brevi (al 21% sulla prima casa), Rc auto e pacchi. Arriva il bonus libri per Isee sotto i 30mila euro

Sono arrivate alla spicciolata le prime modifiche volute o riscritte dal governo alla Manovra finanziaria. Chiamarli maxi-emendamenti forse è un po’ troppo. La pratica parlamentare non lo permette più. Ma è stata una serie di interventi che, per la gran parte, ha rivisto e riformulato le proposte presentate dai senatori. A partire dai grandi temi della legge di Bilancio di quest’anno: tassazione su banche, dividendi e affitti brevi.

Tutte proposte da mettere a punto per non far saltare la quadra delle coperture e mantenere i saldi di bilancio inalterati. Tra nuovi balzelli e ritocchi alle aliquote il governo ha recuperato il miliardo necessario a cambiare il disegno di legge di Bilancio.

Le misure

Ecco quindi arrivare un rincaro per le polizze sugli automobilisti. Quelle per gli infortuni conducente sono state equiparate al prelievo sull’Rc Auto. Una misura che di fatto dà ragione all’Agenzia delle Entrate nei contenziosi con le assicurazioni che fanno da sostituto d’imposta per le tasse che alla fine ricadono sui conducenti. Infatti oggi quelle sull’infortunio degli autisti sono al 2,5%, mentre l’Rc Auto al 12,5%. Per il Fisco tale disallineamento non ha senso di essere e ha chiesto indietro un miliardo. L’intervento in manovra, dal quale arriveranno 100 milioni, non è retroattivo. Ma da ora in poi le diverse polizze avranno la stessa aliquota con potenziali rincari per i sottoscrittori.

Sale anche, da subito nel 2026, la tassa sulle transazioni finanziarie, che dal prossimo anno raddoppia allo 0,4% e arriva anche la cosiddetta tassa sui pacchi. In pratica per contrastare il cosiddetto fast fashion, l’Italia anticipa una misura di cui si discute in sede europea e impone un contributo di 2 euro sui pacchi di valore fino a 150 euro che arrivano da Paesi extra-Ue. Gli effetti sugli incassi sono stimati in 112 milioni il prossimo anno e 245 dal 2027. A dare un ulteriore contributo alla manovra saranno le banche, chiamate a un surplus di impegno oltre quanto già previsto nel testo base. Ci sarà la riduzione della deducibilità sulle perdite pregresse, (le percentuali vengono ridotte dal 43% al 35% per il 2026 e dal 54% al 42% per il 2027), che garantirà risorse per circa 600 milioni in due anni.

Con questi interventi sarà possibile rivedere la stretta sulla tassazione su dividendi, che sarà limitata alle partecipazioni sotto il 5% o di valore fino a 500 mila euro. Rivisto anche il contestato aumento della tassazione sugli affitti brevi. Le aliquote restano ferme. Al 21% sulla prima casa data in locazione e al 26% sulla seconda. A cambiare è però la soglia superata la quale i proprietari sono considerati imprenditori. Ora si passare al reddito d’impresa dalla terza casa e non più dalla quinta. Le risorse recuperate permettono poi di alleggerire il taglio al cinema. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli era al lavoro sul tema. Per il mondo dell’audiovisivo ci saranno infatti 60 milioni in più. La sforbiciata scende così a 90 milioni e che permetteranno al settore di contare il prossimo anno su una dotazione di 610 milioni del fondo investimenti. Tra le novità della prima tornata di correttivi spunta anche un aumento della soglia di deducibilità per i versamenti nella previdenza complementare che da 5.164 euro passano a 5.300.

Non è una riformulazione ma un’iniziativa a firma del governo la decisione di sottoporre ad audit le Regioni che non raggiungono la soglia minima in una o più delle tre macro-aree di assistenza sanitaria. Questo intervento, si legge nella relazione tecnica, è «diretto a individuare le necessarie azioni da adottare per assicurare il raggiungimento della soglia di garanzia minima nelle macro-aree interessate e nei singoli indicatori» entro e non oltre i due anni successivi.

I ricercatori

Nel pacchetto delle riformulazioni finiscono invece i premi di produttività per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate legati alla soglia di recupero dell’evasione. Spazio poi al piano di reclutamento straordinario per i ricercatori universitari.

Nella pratica arrivano i 50 milioni necessari a rimpinguare il Fondo ordinario di ricerca e il Fondo per finanziamento ordinario delle università. Per quanto riguarda le Università statali, il piano opera attraverso l’attivazione di contratti di ricercatore sostenuta parzialmente da un cofinanziamento statale fino al 50% del costo annuo. Non è invece ancora nel pacchetto dei riformulati, ma arriverà a breve dopo aver ottenuto parere favorevole del ministero dell’Economia all’emendamento per portare Roma fuori dal Fondo di solidarietà comunale prevedendo per la Capitale risorse certe e non calcolate ogni anno su indicatori diversi. ,Parere scontato. Tesoro e Regioni avevano già raggiunto l’intesa. Sono da limare soltanto alcuni dettagli per una norma chiesta da Anci, maggioranza e opposizione.

Ultimo aggiornamento: 10:24
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